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Geara Tsuliwaënsis
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Quinta e ultima settimana

30/10/2014, 1:18

PRESENTA L'INEDITO

Scrivi un racconto di max 3000 battute con le seguenti caratteristiche:
- un buon incipit
- una buona caratterizzazione dei personaggi
- un buon dialogo
- un flash back
- una chiusa molto potente


Lo ammetto: sto gongolando!
Voi due, brillanti zaffiri di questa nave di carta e inchiostro, in finale! Ma che meraviglia!
Bravi, bravi, bravi!
Non è ancora finita, siete all'ultimo passo dal traguardo e si comincia ad avvistare la terraferma. Un ultimo sforzo!
Si has perdido el rumbo escúchame, llegar a la meta no es vencer, lo importante es el camino y en él, caer, levantarse, insistir, aprender.
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apenapi
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Re: Quinta e ultima settimana

31/10/2014, 13:52

Ciao Geara e Giancarlo. Ho fatto un pasticcio con la tastiera e sto riscrivendo tutto.
Sto scrivendo il racconto ma ho buttato giù qualcosa inerente al tema della settimana.
Avevo pensato ai triangoli (Luca e Alberto; Luca e Arianna) ma mi sembrava una storia un po' scontata oltre a trovarla incoerente con il discorso che la coppia in questione era felice (se luca e Alberto erano amanti lui non poteva essere così felice, forse).
Ad ogni modo, vuoi per mancanza di fantasia, vuoi perché il romanzo non è mio, ho optato per un finale "normale" ma espresso in quelle che spero siano buone anche se poche parole (88 per ora).
Ecco il testo.

Epilogo

Quel tramonto era perfetto. Come l’alba che vide con Arianna il giorno in cui le chiese di sposarlo.
Un sole rosso da sembrar dipinto e un mare calmo come la sua anima in quel momento. Placati dopo gli ultimi giorni di tempesta.
Grazie a Luca aveva finalmente capito: è vero amore quando il tuo cuore trova la forza di lasciarlo andare.
Sdraiato sulla sabbia sottile, ancora tiepida, chiuse gli occhi e un ineffabile sorriso gli modellò le labbra sottili.
Il sole lo baciò un’ultima volta.
Poi scomparve.


Un abbraccio a tutti
Piero
Sono perfetto ma mi sto curando.
...ed attraverso il gioco l'animo nostro nudo si rivela

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Re: Quinta e ultima settimana

01/11/2014, 12:51

Geara e Giancarlo, abuserò della vostra disponibilità ancora per l'ultima settimana :D (naturalmente pier, anche della tua!)

Il furgone trottava alla massima velocità lungo lo stretto sentiero sterrato che li stava riportando in paese.
La signora seduta nel seggiolino con Alberto non mostrava il minimo segno di preoccupazione. Doveva avere la sua stessa età, ma nelle pieghe innumerevoli delle sue rughe abbronzate sembrava nascondere tutta la conoscenza e il fascino del popolo Inca, dal quale certamente discendeva.
Il chullo rosso che portava sul capo ne alleggeriva la durezza del viso, alla quale non sembrava più esservi rimedio.
Era stato proprio lo sgargiante copricapo andino di alpaca a catturare l'attenzione di Alberto.
Per la prima volta da quando Arianna se n'era andata era stato capace di entusiasmarsi. La maestosità delle cascate Iguazu lo aveva rivitalizzato. La morte non era la cosa più grossa che abitava sulla terra.
Cercò Luca, che stava bestemmiando contro la guida spericolata dell'autista. Lo vide un sedile più avanti del suo, e gli indicò la signora e il suo berretto.
“Proprio come quello che portavo quando ci siamo conosciuti”
Alberto non si ricordava il particolare del berretto, anche se il resto gli era ancora chiaro in mente. Le botte che gli aveva dato senza sapere chi fosse, da non riuscire a contarle. E quante gliene aveva dette Arianna, dopo.
“Ti prendesse un colpo” aggiunse Luca, che aveva seguito sul viso dell'amico l'affiorare dei loro ricordi.
“Se Arianna fosse ancora viva non credo che saremmo mai venuti a trovarlo, ormai”
“Non dire fesserie Alberto. Eppoi eravate già vecchi. Quanti anni c'hai, novantacinque?”
“Tu sorella”
“Appunto, su. Siamo quasi arrivati. Sempre se il ragazzino che guida il furgone ci usa il piacere di non entrare in qualche fosso”. Detto questo, Luca si voltò nuovamente a guardare la strada.
Quando il pulmino fu fermo e Luca lo riscosse dal sonno, Alberto si accorse di essersi addormentato sulla spalla della sua compagna di viaggio. Provò a scusarsi, ma non ricevette alcuna risposta. Osservando con più attenzione, vide che la donna non respirava più.
Che modo lieve di andarsene. Come la sua Arianna.
Scendendo dal pulmino riconobbe un ragazzo sulla trentina.
“Hola, Andrés”
“Hola, papà”.


Ci sono alcune parti del testo che avevo scritto e poi eliminato. In particolare due. la circostanza in cui Luca e Alberto si sono conosciuti e poi il fatto che Andrés sia il figlio adottivo a distanza di Alberto e Arianna. Credo che queste due circostanze dovrebbero già espresse chiaramente nel libro che avrei scritto.
mi sbaglio?
quando ero piccolo
giorni interi trascorrevo a costruire con il lego
ancora non sapevo a cosa stavo andando incontro

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Re: Quinta e ultima settimana

01/11/2014, 18:53

Riciao. Ho riletto il mio pezzo.
Mi convinceva poco la frase "é vero amore quando...". Messa lì da sola, senza una breve spiegazione mi sembrava troppo nuda. Ho deciso di aggiungere il brano che parte da "Luca, pazienza che..." fino ad "Addio mia dolce Arianna".
Così mi piace. Soprattutto l'ultima riga.
Pensate che sia peristaltico?
Un felice week-end :D :lol: :) zac zac zac


Epilogo

Quel tramonto era perfetto. Come l’alba che vide con Arianna il giorno in cui le chiese di sposarlo.
Un sole rosso da sembrar dipinto e un mare calmo come la sua anima in quel momento. Placati dopo gli ultimi giorni di tempesta.
Luca, pazienza che solo un amico vero può portare, era riuscito a fargli capire quello che la morte di Arianna gli aveva lasciato dentro: rabbia, odio verso tutto, tutti, il mondo intero; un sentimento arido, privo di senso, che gli avrebbe impedito di ritrovare in sé tutto quello che nei lunghi anni passati insieme, lei gli aveva insegnato.
«È vero amore quando il cuore trova la forza di lasciarti andare» mormorò al mare dorato. «Addio mia dolce Arianna».
Sdraiato sulla sabbia sottile, ancora tiepida, chiuse gli occhi e un ineffabile sorriso gli modellò le labbra sottili.
Il sole lo baciò un’ultima volta.
Poi scomparve.
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Re: Quinta e ultima settimana

01/11/2014, 18:54

Perché lo vedo tre volte? Ho combinato qualcosa? :shock: :shock: :shock: :shock: :shock:
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Re: Quinta e ultima settimana

02/11/2014, 1:07

Questa settimana si deve lavorare come se non ci fosse un domani, poi da mercoledì notte, potete riposarvi.
Ci coricheremo sulle nostre amache e mentre ondeggeremo al ritmo del rollio, continueremo a sbronzarci di storie e rum.
Riporto qui anche il tema della settimana, che è meglio.

La chiusa.

Alberto e Arianna sono stati la coppia più bella del mondo. Si sono conosciuti all'asilo, innamorati alle elementari, odiati alle medie, presi alle superiori. Fidanzati sin dall'università hanno vissuto un matrimonio così felice da far invidia ai migliori "e vissero felici e contenti". Arianna però, dopo sessant'anni di vita gioiosa, muore nel sonno lasciando Alberto solo e disperato come nessun'altro uomo al mondo. Luca, il più caro amico di Alberto, gli propone un viaggio e Alberto, che in quel momento non sa proprio che fare della sua vita, decide di seguire il consiglio e partire.

Cambia i nomi a piacere. Scrivi il finale di questa storia, il più bel finale possibile. Facci emozionare, sussultare oppure sorprendici. Cerchiamo la chiusa perfetta, quella che è la fine della storia, del racconto, del romanzo. Quella che ti lascia un vuoto dentro (la storia è proprio finita). Testo massimo 350 parole.
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Re: Quinta e ultima settimana

02/11/2014, 18:42

Ciao Geara, ciao Giancarlo, ciao Matteo e ciao a tutti gli altri che leggono.
Tempi ristretti per cui quello che invio è proprio una bozza del racconto inedito che ci hanno chiesto. Come parole sono restato intorno alle 2500 quindi ho qualche spazio di miglioramento anche se spero di dover scremare piuttosto che aggiungere.
Il testo che ho scritto vorrebbe essere una commedia noir.
Lo allego e vi auguro buona settimana.
Allegati
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Re: Quinta e ultima settimana

03/11/2014, 9:57

apenapi ha scritto:Riciao. Ho riletto il mio pezzo.
Mi convinceva poco la frase "é vero amore quando...". Messa lì da sola, senza una breve spiegazione mi sembrava troppo nuda. Ho deciso di aggiungere il brano che parte da "Luca, pazienza che..." fino ad "Addio mia dolce Arianna".
Così mi piace. Soprattutto l'ultima riga.
Pensate che sia peristaltico?
Un felice week-end :D :lol: :) zac zac zac


Epilogo

Quel tramonto era perfetto. Come l’alba che vide con Arianna il giorno in cui le chiese di sposarlo.
Un sole rosso da sembrar dipinto e un mare calmo come la sua anima in quel momento. Placati dopo gli ultimi giorni di tempesta.
Luca, pazienza che solo un amico vero può portare, era riuscito a fargli capire quello che la morte di Arianna gli aveva lasciato dentro: rabbia, odio verso tutto, tutti, il mondo intero; un sentimento arido, privo di senso, che gli avrebbe impedito di ritrovare in sé tutto quello che nei lunghi anni passati insieme, lei gli aveva insegnato.
«È vero amore quando il cuore trova la forza di lasciarti andare» mormorò al mare dorato. «Addio mia dolce Arianna».
Sdraiato sulla sabbia sottile, ancora tiepida, chiuse gli occhi e un ineffabile sorriso gli modellò le labbra sottili.
Il sole lo baciò un’ultima volta.
Poi scomparve.


Ciao a tutti, da oggi sono a volstra completa disposizione.

Forse, e dico forse, è più una riflessione che un consiglio, nella parte centrale dove c'è il riferimento a Luca, potresti inserire qualche richiamo in più al ruolo di Luca (ovvio che di Luca si è abbondantemente parlato nelle pagine precedenti all'epilogo, però una frase che riassuma meglio cosa è accaduto magari ci sta bene). Anche solo un accenno, una parola chiave.

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Re: Quinta e ultima settimana

03/11/2014, 10:08

mbbettella ha scritto:Geara e Giancarlo, abuserò della vostra disponibilità ancora per l'ultima settimana :D (naturalmente pier, anche della tua!)

Il furgone trottava alla massima velocità lungo lo stretto sentiero sterrato che li stava riportando in paese.
La signora seduta nel seggiolino con Alberto non mostrava il minimo segno di preoccupazione. Doveva avere la sua stessa età, ma nelle pieghe innumerevoli delle sue rughe abbronzate sembrava nascondere tutta la conoscenza e il fascino del popolo Inca, dal quale certamente discendeva.
Il chullo rosso che portava sul capo ne alleggeriva la durezza del viso, alla quale non sembrava più esservi rimedio.
Era stato proprio lo sgargiante copricapo andino di alpaca a catturare l'attenzione di Alberto.
Per la prima volta da quando Arianna se n'era andata era stato capace di entusiasmarsi. La maestosità delle cascate Iguazu lo aveva rivitalizzato. La morte non era la cosa più grossa che abitava sulla terra.
Cercò Luca, che stava bestemmiando contro la guida spericolata dell'autista. Lo vide un sedile più avanti del suo, e gli indicò la signora e il suo berretto.
“Proprio come quello che portavo quando ci siamo conosciuti”
Alberto non si ricordava il particolare del berretto, anche se il resto gli era ancora chiaro in mente. Le botte che gli aveva dato senza sapere chi fosse, da non riuscire a contarle. E quante gliene aveva dette Arianna, dopo.
“Ti prendesse un colpo” aggiunse Luca, che aveva seguito sul viso dell'amico l'affiorare dei loro ricordi.
“Se Arianna fosse ancora viva non credo che saremmo mai venuti a trovarlo, ormai”
“Non dire fesserie Alberto. Eppoi eravate già vecchi. Quanti anni c'hai, novantacinque?”
“Tu sorella”
“Appunto, su. Siamo quasi arrivati. Sempre se il ragazzino che guida il furgone ci usa il piacere di non entrare in qualche fosso”. Detto questo, Luca si voltò nuovamente a guardare la strada.
Quando il pulmino fu fermo e Luca lo riscosse dal sonno, Alberto si accorse di essersi addormentato sulla spalla della sua compagna di viaggio. Provò a scusarsi, ma non ricevette alcuna risposta. Osservando con più attenzione, vide che la donna non respirava più.
Che modo lieve di andarsene. Come la sua Arianna.
Scendendo dal pulmino riconobbe un ragazzo sulla trentina.
“Hola, Andrés”
“Hola, papà”.


Ci sono alcune parti del testo che avevo scritto e poi eliminato. In particolare due. la circostanza in cui Luca e Alberto si sono conosciuti e poi il fatto che Andrés sia il figlio adottivo a distanza di Alberto e Arianna. Credo che queste due circostanze dovrebbero già espresse chiaramente nel libro che avrei scritto.
mi sbaglio?


non mi convince, la sensazione è che hai voluto parlare e raccontare di troppe cose, cercando di "narrare" più che "chiudere" un testo, e questo credo penalizzi l'impatto emotivo, la possibilità di dare al colpo finale una certa forza. La sensazione mi nasce soprattutto nella parte centrale, quando si parlano Luca e Andrea, ho finito per spostare la mia attenzione sulle dinamiche del passato, cercando di ricostruirle dai loro dialoghi (chi a conosciuto chi, quando, se Luca affermi che con Arianna viva il viaggio non lo avrebbero mai fatto, oppure il contrario...); e per seguire questo intreccio è come se si dissipassero le energie necessarie invece a dare la scossa finale.
Resto a disposizione,
Giancarlo

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Re: Quinta e ultima settimana

03/11/2014, 10:21

Grazie Giancarlo,
nel frattempo (oggi è il mio giorno di riposo) ho posto qualche modifica al racconto. Ho aggiunto un pezzettino di passato nel flashback e sistemato qualche frase qua e là. Nulla di trascendentale. Ecco l'allegato, poi rivedrò il brano della chiusa.
PS: ci sarai anche tu alla festa? Io, salvo disastri dell'ultima ora, ci sarò.
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