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apenapi
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Re: Quarta settimana: il flash back

27/10/2014, 11:20

Come sempre, Giancarlo, sei estremamente efficace. Le forme verbali le avevo già sistemate qualche giorno fa. Ho corretto la frase incriminata secondo le tue indicazioni. Allego file con un paio di commenti. Penso che questo sia il testo finale.
Grazie mille mila (un milione è poco originale :lol: )
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Re: Quarta settimana: il flash back

27/10/2014, 16:00

apenapi ha scritto:Come sempre, Giancarlo, sei estremamente efficace. Le forme verbali le avevo già sistemate qualche giorno fa. Ho corretto la frase incriminata secondo le tue indicazioni. Allego file con un paio di commenti. Penso che questo sia il testo finale.
Grazie mille mila (un milione è poco originale :lol: )


Mi sembra buono, sì!

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mbbettella
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Re: Quarta settimana: il flash back

28/10/2014, 10:04

grazie mille a tutti per le indicazioni.

ape la questione del pdv hai ragione come ha ragione giancarlo. Ho provato a non segnalare il dialogo, ma facendolo solamente in parte ho fatto confusione nella confusione.

Poi giancarlo hai ragione, per rientrare nelle 450 parole ho cancellato alcune frasi che credevo non essenziali, invece devo reinserirle (come contenuto, rivisitando tutto il testo per snellirlo tutto, senza tagli lineari)

bravo ape, nella vecchia versione a un certo punto c'era un aggettivo (epocale, a proposito della sbornia) che mi aveva disturbato la lettura, mi aveva fatto uscire dall'atmosfera, ma rileggendo la nuova versione non c'è più. non ho fatto in tempo a dirtelo ;)
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Re: Quarta settimana: il flash back

28/10/2014, 13:19

La città sembrava deserta. Fece segno con la mano per chiamare un taxi.
Erano pochi i tassisti che rimanevano nei bassifondi dopo le tre del mattino. Restavano da accompagnare solo i disperati, gli ubriachi e i tossici, e il più delle volte non avevano di che pagare.
Nigell era uno di loro. Era il subcomandante dei disperati.
Nessuno l'avrebbe caricato. Lui stesso se avesse avuto un taxi non si sarebbe caricato.
Puzzava di sudore che ti si asciuga addosso e i vestiti erano impregnati dell'odore dolce della marijuana. La testa rasata era traslucida sotto la luce dei lampioni di via Marigotti, e il viso sporco di una fuliggine sconosciuta.
Si ricordava di essere rovinato a terra, ma non era sicuro. Il braccio sinistro gli pulsava in un modo strano, anche se non era in condizioni di sentire dolore.
L'ultima session drum & bass di quel fottuto israeliano lo aveva steso. Una serata come tante.
Barcollò con coraggio attraverso due isolati, ma la vista del portone rosso del KissCross annientò ogni suo tentativo di rimanere alzato. Con le guance graffiate dall'asfalto del marciapiede, cominciò a piangere.

Nigell Purciboldi aveva odiato suo padre per tutte le superiori. Aveva ricevuto il nome di un pilota di Formula 1, e non piaceva a nessuno. E a scuola era diventato Purci, per tutti.
Nell'intervallo di uno degli ultimi giorni di seconda, Nigell aveva deciso di dichiarare il suo amore.
Lei si chiamava Agata, aveva le trecce bionde e le tettine appena accennate. Gli aveva risposto che le faceva piacere.
Dopo qualche secondo di silenzio imbarazzato, aveva aggiunto che comunque si sarebbero visti per la festa di fine scuola, al KissCross. Poi era corsa in corridoio con le sue amiche.
Alla festa, quando se n'era andati i professori, si era sentito bussare sulla spalla.
“Nigell”. Era la prima che Agata lo chiamava per nome. “Dimmi, Agata”.
“C'è una cosa che devo fare ma non voglio farla da sola”
”Ok”
"Dai, accompagnami in bagno"
Quelle parole avevano sconfinato nel sogno.
"Che fai, dormi?"
"No" e l'aveva seguita nel bagno delle ragazze.
Agata aveva tirato fuori dalla tasca due pasticche violette con uno smile disegnato sopra.
"Una per uno?" aveva detto con voce incerta.
Nigell avrebbe voluto andarsene, ma le tettine facevano capolino così dolcemente sotto la cannottiera che era rimasto.
"Poi me lo dai un bacio?"
"Uno solo però".

Il battistrada consumato di un taxi parcheggiò accanto alla sua testa addormentata. Una donna dalla silhouette appesantita scese dalla macchina e si avvicinò al corpo esanime di Nigell. Rientrava dal turno e le occhiaie le scavavano il viso. Provò a rianimarlo.
“Agata, mi riporti a casa te?”
“Sì, Nigell. Almeno questo te lo devo. Bada solo di non vomitare sulla tappezzeria”

Ho fatti diversi cambiamenti, ho cercato di rendere tutto meno nebuloso.
In rosso ho evidenziato la frase su cui ho i dubbi maggiori!
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Re: Quarta settimana: il flash back

28/10/2014, 16:35

mbbettella ha scritto:La città sembrava deserta. Fece segno con la mano per chiamare un taxi.
Erano pochi i tassisti che rimanevano nei bassifondi dopo le tre del mattino. Restavano da accompagnare solo i disperati, gli ubriachi e i tossici, e il più delle volte non avevano di che pagare.
Nigell era uno di loro. Era il subcomandante dei disperati.
Nessuno l'avrebbe caricato. Lui stesso se avesse avuto un taxi non si sarebbe caricato.
Puzzava di sudore che ti si asciuga addosso e i vestiti erano impregnati dell'odore dolce della marijuana. La testa rasata era traslucida sotto la luce dei lampioni di via Marigotti, e il viso sporco di una fuliggine sconosciuta.
Si ricordava di essere rovinato a terra, ma non era sicuro. Il braccio sinistro gli pulsava in un modo strano, anche se non era in condizioni di sentire dolore.
L'ultima session drum & bass di quel fottuto israeliano lo aveva steso. Una serata come tante.
Barcollò con coraggio attraverso due isolati, ma la vista del portone rosso del KissCross annientò ogni suo tentativo di rimanere alzato. Con le guance graffiate dall'asfalto del marciapiede, cominciò a piangere.

Nigell Purciboldi aveva odiato suo padre per tutte le superiori. Aveva ricevuto il nome di un pilota di Formula 1, e non piaceva a nessuno. E a scuola era diventato Purci, per tutti.
Nell'intervallo di uno degli ultimi giorni di seconda, Nigell aveva deciso di dichiarare il suo amore.
Lei si chiamava Agata, aveva le trecce bionde e le tettine appena accennate. Gli aveva risposto che le faceva piacere.
Dopo qualche secondo di silenzio imbarazzato, aveva aggiunto che comunque si sarebbero visti per la festa di fine scuola, al KissCross. Poi era corsa in corridoio con le sue amiche.
Alla festa, quando se n'era andati i professori, si era sentito bussare sulla spalla.
“Nigell”. Era la prima che Agata lo chiamava per nome. “Dimmi, Agata”.
“C'è una cosa che devo fare ma non voglio farla da sola”
”Ok”
"Dai, accompagnami in bagno"
Quelle parole avevano sconfinato nel sogno.
"Che fai, dormi?"
"No" e l'aveva seguita nel bagno delle ragazze.
Agata aveva tirato fuori dalla tasca due pasticche violette con uno smile disegnato sopra.
"Una per uno?" aveva detto con voce incerta.
Nigell avrebbe voluto andarsene, ma le tettine facevano capolino così dolcemente sotto la cannottiera che era rimasto.
"Poi me lo dai un bacio?"
"Uno solo però".

Il battistrada consumato di un taxi parcheggiò accanto alla sua testa addormentata. Una donna dalla silhouette appesantita scese dalla macchina e si avvicinò al corpo esanime di Nigell. Rientrava dal turno e le occhiaie le scavavano il viso. Provò a rianimarlo.
“Agata, mi riporti a casa te?”
“Sì, Nigell. Almeno questo te lo devo. Bada solo di non vomitare sulla tappezzeria”

Ho fatti diversi cambiamenti, ho cercato di rendere tutto meno nebuloso.
In rosso ho evidenziato la frase su cui ho i dubbi maggiori!



Ti incollo di seguito alcune frasi che secondo me potresti migliorare:

fuliggine sconosciuta

rimanere alzato (metterei "in piedi", alzato fa troppo ...dal letto)

Nigell Purciboldi aveva odiato suo padre per tutte le superiori. Aveva ricevuto il nome di un pilota di Formula 1, e non piaceva a nessuno. E a scuola era diventato Purci, per tutti. (La frase mi suona male, credo sia una questione di ritmo e di nesso logico dall'odio che trova giustificazione nella scelta del padre - deve venire fuori con maggiore chiarezza. Cercherei di modificarla in tal senso: "Nigell Purciboldi aveva odiato suo padre per tutte le superiori. Bella mossa quella di affibiargli il nome di un pilota di Formula 1. A scuola, per tutti, era diventato Purci. Nigell non piaceva proprio a nessuno.")

Dopo qualche secondo di silenzio imbarazzato, aveva aggiunto che comunque si sarebbero visti per la festa di fine scuola, al KissCross. (cercherei di rendere più immediato possibile il passaggio di punto di vista, palesando meglio che si tratta della ragazza, una cosa del tipo: "Imbarazzata, dopo qualche secondo aveva…)

se n'era andati i professori

testa addormentata (toglierei "addormentata")

Almeno questo te lo devo. (troverei un modo meno "drammatico" per far capire che lei si sente obbligata a dargli una mano, per esempio io metterei una cosa del tipo "mi sembra il minimo")

Bada solo di non (queste quattro parole insieme danno l'idea di una lettura stentata, quasi a "strappetti"; sulla chiusura bisogna faticare un po', cercare degli accostamenti di parole che abbiano ritmo e siano incisivi. In uno scritto così breve ci si gioca parecchio nel finale.

Prendi i miei esempi con le molle, mi servivano per comunicarti meglio le mie perplessità.

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Re: Quarta settimana: il flash back

28/10/2014, 19:53

Giancarlo, sei maledettamente bravo. Qui mi scatta l'invidia :mrgreen:
;) ;) ;)
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Re: Quarta settimana: il flash back

29/10/2014, 16:46

ho una domanda:
mi rivolgo soprattutto al capitano e a geara
dopo la seconda revisione di giancarlo, mi sono reso conto che riguardo la frase che più mi dava dubbi (quella evidenziata di rosso) giancarlo ha reso il senso nella migliore forma possibile (un editing veramente grande, grazie).
la domanda è la seguente. utilizzando quella frase sarei penalizzato oppure devo trovare una soluzione diversa anche per quella frase perché me l'ha suggerita giancarlo? grazie ancora per il tuo lavoro!
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Re: Quarta settimana: il flash back

29/10/2014, 17:26

Rientra pienamente nei compiti del coach, tranquillo.
Siamo sporchi, bastardi e cattivi... Siamo Pirati.

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Re: Quarta settimana: il flash back

29/10/2014, 17:29

Black Bart ha scritto:Rientra pienamente nei compiti del coach, tranquillo.

daje, o come dice ignazio marino
daje

(va bene, scritto non funziona!)
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Re: Quarta settimana: il flash back

29/10/2014, 22:50

EBBRAVOMATTEO!

Beh, se siamo in finale lo dobbiamo anche a Geara e Giancarlo. _| _| _|
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