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Re: Terza settimana: i dialoghi

21/10/2014, 19:49

Lo ho chiamato Jacopo, che duro. Carlo, Carlo.
quando ero piccolo
giorni interi trascorrevo a costruire con il lego
ancora non sapevo a cosa stavo andando incontro

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Re: Terza settimana: i dialoghi

21/10/2014, 23:41

Non mi viene niente :o :o :o :o
Nessun tramonto sul mare, arcobaleno o altissima cascata può eguagliare la maestosa bellezza di un conto corrente con saldo positivo.

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Giancarlo
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Re: Terza settimana: i dialoghi

22/10/2014, 0:01

mbbettella ha scritto:io avevo pensato questo


“Ehi, ragazzino, è passato il cinquantasei?”
“Non lo so signore. io sto giocando a Pac-man. Ma non mi chiamo ragazzino. Mi chiamo Suske Lei Zhang”
“Sì... Suske, mi metto qui seduto ad aspettarlo allora. Abiti con la famiglia cinese al secondo pianerottolo di via Sacco 2, qui dietro. Mi sbaglio?”
“Sì”
“Io vivo al quarto piano, sono il Signor Jacopo Rossi”
“...”
“Parli bene l'italiano, Suske”
“Sì, so dire tutte le erre. E' perchè io sono nato qui. Il mio fratello Zhun Jiin no invece, è troppo grande per cambiare. Questo Pac-man me l'ha regalato lui.”
“Eh. Quindi non hai visto il cinquantasei?”
“No... Signor Jacopo Rossi, che vuol dire progressista?”
“Ah! Come te lo spiego? Vediamo... Progressista è una persona che vuole che tutti gli uomini si aiutino così la nostra società diventa più bella. Hai capito?”
“Mmh...sì, un pò”
“Perché ti è venuta in mente proprio questa parola?”
“Perchè il mio papà tutte le volte che passi sul pianerottolo dice così. E' passato il finto progressista, quello che parla tanto ma poi non ci ha mai salutato in otto anni”
“Ah!”
“Sì, ma io non lo sapevo che vuol dire progressista. Perché non hai mai salutato mio papà?
“Ehm... e ti dice solo questo?”
“No no. Dice che si divertirà quando tutti verranno a chiedere i soldi della Cina”
“Ecchecc... nient'altro?”
“Mi legge le frasi di Sun Tzu e poi me la spiega. Perché ora sono abbastanza grande”
“Sun Tzu?”
“Sì, è un comandante della guerra della Cina. Però ora è morto”
“Sì sì, lo conosco”
“Sì, anche io. Lo legge su quel giornale lì?”
“No no”
“Io vado a casa, sono finite le pile.”
“Ciao, Suske”
“Ora glielo dico a papà quando torna. Il Signor Rossi a me mi saluta”
“No percarità... ma sì... fai un po' come ti pare”
“Signor Rossi?”
“Sì, Suske?”
“E' appena passato il cinquantasei”


di negativo non c'è nulla, però mi sembra troppo "leggero". Non lascia il segno. Non so motivare nello specifico, ma a lettura ultimata si ha l'impressione di essere scivolati lungo la superficie di una situazione. Comunque domani mattina lo rileggo e vediamo se farà lo stesso effetto.

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Re: Terza settimana: i dialoghi

22/10/2014, 10:28

Ecco una bozza scritta al volo....

- Non dovresti essere a scuola a quest'ora?
- E tu non dovresti essere al lavoro?
- Ma io sono in pensione.
- E io sono cinese.
- E allora? I bambini cinesi non studiano?
- Non nelle scuole dove ci sono solo stupidi italiani.
- Ragazzino, che modo di parlare è questo? Anche tu vivi in Italia, o sbaglio?
- Non capisci niente.
- Dai, calmati adesso. Tieni, asciugati gli occhi. Che succede, ti trattano male a scuola?
- Non voglio parlare.
- Va bene. Mi fai fare una partita al tuo videogioco? Non me ne intendo ma mi sembra quasi uno dei miei tempi.
- Mi piace Pac Man, quando si arrabbia si mangia quelli più grossi di lui e non ha paura.
- E tu chi vuoi mangiarti, i tuoi compagni?
- Mio padre.
- Se mio figlio dicesse così gli tirerei una sberla e poche storie.
- Bravo.
- Devi rispettare tuo padre, questa è una legge. Voi ragazzi oggi avete la testa piena di niente.
- Tuo figlio ti rispetta?
- Certo, l'ho cresciuto come si deve.
- E dov'è adesso?
- Lavora a Milano, è un ingegnere, fa lavori importanti.
- E viene a trovarti?
- Ogni volta che può, con sua moglie e i nipotini.
- E' fortunato.
- No, è solo educato.
- Quando era piccolo, tu tornavi a casa la sera che puzzavi di vino?
- Io? No, che domande.
- E chiamavi tua moglie 'brutta troia cinese'? La riempivi di botte se sbagliava cucinare le vostre schifose lasagne?
- No, ma che stai dicendo? Non ti capisco.
- Sei come tuti gli altri, parli e non sai niente.
- No, aspetta, dove vai?
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Re: Terza settimana: i dialoghi

22/10/2014, 10:39

supergum ha scritto:Ecco una bozza scritta al volo....

- Non dovresti essere a scuola a quest'ora?
- E tu non dovresti essere al lavoro?
- Ma io sono in pensione.
- E io sono cinese.
- E allora? I bambini cinesi non studiano?
- Non nelle scuole dove ci sono solo stupidi italiani.
- Ragazzino, che modo di parlare è questo? Anche tu vivi in Italia, o sbaglio?
- Non capisci niente.
- Dai, calmati adesso. Tieni, asciugati gli occhi. Che succede, ti trattano male a scuola?
- Non voglio parlare.
- Va bene. Mi fai fare una partita al tuo videogioco? Non me ne intendo ma mi sembra quasi uno dei miei tempi.
- Mi piace Pac Man, quando si arrabbia si mangia quelli più grossi di lui e non ha paura.
- E tu chi vuoi mangiarti, i tuoi compagni?
- Mio padre.
- Se mio figlio dicesse così gli tirerei una sberla e poche storie.
- Bravo.
- Devi rispettare tuo padre, questa è una legge. Voi ragazzi oggi avete la testa piena di niente.
- Tuo figlio ti rispetta?
- Certo, l'ho cresciuto come si deve.
- E dov'è adesso?
- Lavora a Milano, è un ingegnere, fa lavori importanti.
- E viene a trovarti?
- Ogni volta che può, con sua moglie e i nipotini.
- E' fortunato.
- No, è solo educato.
- Quando era piccolo, tu tornavi a casa la sera che puzzavi di vino?
- Io? No, che domande.
- E chiamavi tua moglie 'brutta troia cinese'? La riempivi di botte se sbagliava cucinare le vostre schifose lasagne?
- No, ma che stai dicendo? Non ti capisco.
- Sei come tuti gli altri, parli e non sai niente.
- No, aspetta, dove vai?


meno male che ieri sera non ti veniva niente, li mortangoli... :lol: a me è piaciuto molto
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Re: Terza settimana: i dialoghi

22/10/2014, 10:54

Giancarlo ha scritto:
mbbettella ha scritto:io avevo pensato questo


“Ehi, ragazzino, è passato il cinquantasei?”
“Non lo so signore. io sto giocando a Pac-man. Ma non mi chiamo ragazzino. Mi chiamo Suske Lei Zhang”
“Sì... Suske, mi metto qui seduto ad aspettarlo allora. Abiti con la famiglia cinese al secondo pianerottolo di via Sacco 2, qui dietro. Mi sbaglio?”
“Sì”
“Io vivo al quarto piano, sono il Signor Jacopo Rossi”
“...”
“Parli bene l'italiano, Suske”
“Sì, so dire tutte le erre. E' perchè io sono nato qui. Il mio fratello Zhun Jiin no invece, è troppo grande per cambiare. Questo Pac-man me l'ha regalato lui.”
“Eh. Quindi non hai visto il cinquantasei?”
“No... Signor Jacopo Rossi, che vuol dire progressista?”
“Ah! Come te lo spiego? Vediamo... Progressista è una persona che vuole che tutti gli uomini si aiutino così la nostra società diventa più bella. Hai capito?”
“Mmh...sì, un pò”
“Perché ti è venuta in mente proprio questa parola?”
“Perchè il mio papà tutte le volte che passi sul pianerottolo dice così. E' passato il finto progressista, quello che parla tanto ma poi non ci ha mai salutato in otto anni”
“Ah!”
“Sì, ma io non lo sapevo che vuol dire progressista. Perché non hai mai salutato mio papà?
“Ehm... e ti dice solo questo?”
“No no. Dice che si divertirà quando tutti verranno a chiedere i soldi della Cina”
“Ecchecc... nient'altro?”
“Mi legge le frasi di Sun Tzu e poi me la spiega. Perché ora sono abbastanza grande”
“Sun Tzu?”
“Sì, è un comandante della guerra della Cina. Però ora è morto”
“Sì sì, lo conosco”
“Sì, anche io. Lo legge su quel giornale lì?”
“No no”
“Io vado a casa, sono finite le pile.”
“Ciao, Suske”
“Ora glielo dico a papà quando torna. Il Signor Rossi a me mi saluta”
“No percarità... ma sì... fai un po' come ti pare”
“Signor Rossi?”
“Sì, Suske?”
“E' appena passato il cinquantasei”


di negativo non c'è nulla, però mi sembra troppo "leggero". Non lascia il segno. Non so motivare nello specifico, ma a lettura ultimata si ha l'impressione di essere scivolati lungo la superficie di una situazione. Comunque domani mattina lo rileggo e vediamo se farà lo stesso effetto.


grazie giancarlo, ci lavoro e provo a renderlo un pò più incisivo.
in realtà l'atmosfera "di passaggio" aveva assecondato la situazione (la gente sfila veloce davanti a loro ecc) come se avessi catturato un particolare di una giornata non troppo significativa, non se se mi spiego. purtroppo ho la netta sensazione, almeno alla prima lettura, di travisare sempre un poco il tema della puntata.
scusate!
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Re: Terza settimana: i dialoghi

22/10/2014, 11:17

mbbettella ha scritto:
Giancarlo ha scritto:
mbbettella ha scritto:io avevo pensato questo


“Ehi, ragazzino, è passato il cinquantasei?”
“Non lo so signore. io sto giocando a Pac-man. Ma non mi chiamo ragazzino. Mi chiamo Suske Lei Zhang”
“Sì... Suske, mi metto qui seduto ad aspettarlo allora. Abiti con la famiglia cinese al secondo pianerottolo di via Sacco 2, qui dietro. Mi sbaglio?”
“Sì”
“Io vivo al quarto piano, sono il Signor Jacopo Rossi”
“...”
“Parli bene l'italiano, Suske”
“Sì, so dire tutte le erre. E' perchè io sono nato qui. Il mio fratello Zhun Jiin no invece, è troppo grande per cambiare. Questo Pac-man me l'ha regalato lui.”
“Eh. Quindi non hai visto il cinquantasei?”
“No... Signor Jacopo Rossi, che vuol dire progressista?”
“Ah! Come te lo spiego? Vediamo... Progressista è una persona che vuole che tutti gli uomini si aiutino così la nostra società diventa più bella. Hai capito?”
“Mmh...sì, un pò”
“Perché ti è venuta in mente proprio questa parola?”
“Perchè il mio papà tutte le volte che passi sul pianerottolo dice così. E' passato il finto progressista, quello che parla tanto ma poi non ci ha mai salutato in otto anni”
“Ah!”
“Sì, ma io non lo sapevo che vuol dire progressista. Perché non hai mai salutato mio papà?
“Ehm... e ti dice solo questo?”
“No no. Dice che si divertirà quando tutti verranno a chiedere i soldi della Cina”
“Ecchecc... nient'altro?”
“Mi legge le frasi di Sun Tzu e poi me la spiega. Perché ora sono abbastanza grande”
“Sun Tzu?”
“Sì, è un comandante della guerra della Cina. Però ora è morto”
“Sì sì, lo conosco”
“Sì, anche io. Lo legge su quel giornale lì?”
“No no”
“Io vado a casa, sono finite le pile.”
“Ciao, Suske”
“Ora glielo dico a papà quando torna. Il Signor Rossi a me mi saluta”
“No percarità... ma sì... fai un po' come ti pare”
“Signor Rossi?”
“Sì, Suske?”
“E' appena passato il cinquantasei”


di negativo non c'è nulla, però mi sembra troppo "leggero". Non lascia il segno. Non so motivare nello specifico, ma a lettura ultimata si ha l'impressione di essere scivolati lungo la superficie di una situazione. Comunque domani mattina lo rileggo e vediamo se farà lo stesso effetto.


grazie giancarlo, ci lavoro e provo a renderlo un pò più incisivo.
in realtà l'atmosfera "di passaggio" aveva assecondato la situazione (la gente sfila veloce davanti a loro ecc) come se avessi catturato un particolare di una giornata non troppo significativa, non se se mi spiego. purtroppo ho la netta sensazione, almeno alla prima lettura, di travisare sempre un poco il tema della puntata.
scusate!



L'atmosfera di passaggio è resa bene e trovo tutto molto equilibrato e corretto. Ti ho voluto mettere al corrente della mia sensazione "a caldo", perché poi credo che gli stessi giudici si ritroveranno a esprimere un parere proprio su una sensazione "a caldo". Si tratta di una gara, e quindi conta parecchio "colpire", "fare un po' di scena". Anche con situazioni normali, magari puntando sul ritmo dei dialoghi, o su un imprevisto, oppure su un registro stilistico ben definito.
Spero di non averti incasinato le idee,
a dopo!

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Re: Terza settimana: i dialoghi

22/10/2014, 11:27

supergum ha scritto:Ecco una bozza scritta al volo....

- Non dovresti essere a scuola a quest'ora?
- E tu non dovresti essere al lavoro?
- Ma io sono in pensione.
- E io sono cinese.
- E allora? I bambini cinesi non studiano?
- Non nelle scuole dove ci sono solo stupidi italiani.
- Ragazzino, che modo di parlare è questo? Anche tu vivi in Italia, o sbaglio?
- Non capisci niente.
- Dai, calmati adesso. Tieni, asciugati gli occhi. Che succede, ti trattano male a scuola?
- Non voglio parlare.
- Va bene. Mi fai fare una partita al tuo videogioco? Non me ne intendo ma mi sembra quasi uno dei miei tempi.
- Mi piace Pac Man, quando si arrabbia si mangia quelli più grossi di lui e non ha paura.
- E tu chi vuoi mangiarti, i tuoi compagni?
- Mio padre.
- Se mio figlio dicesse così gli tirerei una sberla e poche storie.
- Bravo.
- Devi rispettare tuo padre, questa è una legge. Voi ragazzi oggi avete la testa piena di niente.
- Tuo figlio ti rispetta?
- Certo, l'ho cresciuto come si deve.
- E dov'è adesso?
- Lavora a Milano, è un ingegnere, fa lavori importanti.
- E viene a trovarti?
- Ogni volta che può, con sua moglie e i nipotini.
- E' fortunato.
- No, è solo educato.
- Quando era piccolo, tu tornavi a casa la sera che puzzavi di vino?
- Io? No, che domande.
- E chiamavi tua moglie 'brutta troia cinese'? La riempivi di botte se sbagliava cucinare le vostre schifose lasagne?
- No, ma che stai dicendo? Non ti capisco.
- Sei come tuti gli altri, parli e non sai niente.
- No, aspetta, dove vai?



Può essere un buon punto di partenza, ma se riesci e hai tempo va riletto e sistemato. Si percepisce che è scritto al volo. Dovresti scegliere le parole più giuste e adatte ai due personaggi tentando di dar loro spessore, arricchire un pochino le battute del ragazzino perché così come sono risuonano troppo asettiche, poco caratterizzanti.

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Re: Terza settimana: i dialoghi

22/10/2014, 12:03

Grazie Giancarlo (e grazie Matteo!).
Ci lavoro su nel tardo pomeriggio (spero).
Nessun tramonto sul mare, arcobaleno o altissima cascata può eguagliare la maestosa bellezza di un conto corrente con saldo positivo.

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Re: Terza settimana: i dialoghi

22/10/2014, 20:54

in bocca al lupo blues o-
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