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Re: Quinta (nonché finale) puntata: presenta l'inedito

04/11/2014, 12:42

Come promesso ho letto le considerazioni di Mas e noto che non su tutto siamo in sintonia per quando riguarda sensi :P
Quindi, caro Ivo, ti abbiamo infilato in un bel roveto fitto fitto :mrgreen:
Oggi pome proprio non ci sono, vado a fare una cosa che non so fare da un cliente, sigh.
Cerco di rimanere lucida per stasera zac fiut
Alla maledetta CLAYMORE!!!

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Re: Quinta (nonché finale) puntata: presenta l'inedito

04/11/2014, 14:58

Ok... questa volta ho inquadrato una difficoltà, non crucciatevi però, che state facendo un gran lavoro.
Mi sono reso conto che voi mi proponete delle modifiche di ritmo e a volte io le seguo convinto, ma
allo stesso tempo "mi riprogrammo"
per cercare di rimetterci il mio... Un gioco che ci sta, poi siamo in finale

Ecco la nuova dell'inedito, spero piaccia, non ho fatto solo modifiche puntualissime tra quelle indicate da voi.
Aspetto i vostri ultimi lumi ... Attenti ai refusi, l'ho riletto in fretta.
Forse c'è ancora un passato troppo passato.... ditemi voi

o? <3


Sensi.

Sono già cinque minuti e l'uomo col cappello non si è fermato un attimo.
Ora salta una poltrona in stile chesterfield e in volo analizza il resto dell'ambiente: due divani anonimi e un tavolo di marmo, in stile provenzale. Su di esso una scacchiera senza alfieri, un narghilè fumante e coltelli giapponesi. Vola giù come una furia e scalcia un monitor, che esplode. Una nuvola di fumo si solleva, viola e senza odore. Nei vapori appare un capitello dorico, poggiato sopra il nulla e su cui è appollaiata una scimmia che nel fumo sembra muoversi.
È così? L'uomo non si ferma. Non può.
Mentre avanza la sua sciabola fende l'aria di un azzurro chiaro, la testa del primate rotola su un bukhara turcomanno.
Scimmia finta, ma l'uomo col cappello non si può ancora fermare. Qualcuno ride dietro a un'altra porta e idiomi incomprensibili gli giungono all’orecchio da una ridda di peluche. Sembrano attaccarlo: lui li salta. Poi un sibilo, come di un aereo in lontananza.
Lui si ferma per un attimo lungo un fiato e una memoria; è già in aria mentre espira.
Poi un rumore cessa, non sa quale, e un'altra porta si spalanca. Una massa rotonda vola dentro srotolandosi in una strana capriola, poi sparisce dietro un angolo. Un ologramma? O è l'avversario?
Una faccia butterata lo guarda da uno specchio. È larga, rincagnata dietro gli occhiali spessi: dove l'ha già vista? Larry!

Larry? Impossibile! Ma non era morto come tutti gli altri?
L'ultima volta si erano visti all'oratorio. Lui avrà avuto tredici anni, Larry almeno tre di più: c'era ancora il mondo vivo allora, la società, le relazioni libere tra le gente. Quel giorno lui stava vincendo la finale di ping pong: era il migliore. Nettamente. Ma Larry era tra il pubblico e il suo avversario lo guardò d'intesa.
“Non prendertela, Fricco” disse Larry.
E lui “Perché?” con il pallino in mano.
“Prenderlo nel culo è un fatto normale” continuò.
Lui non seppe cosa dire, sul momento.
“Vaffanculo!” gli rispose poi, ma perse la finale.
Era stata l'unica cosa che si erano detti in vita loro: non un gran rapporto, ma riuscì a fargli del male. Era bella la società libera, ma uno stronzo qualsiasi poteva dirti una cosa stramba e farti male. Forse meglio qui. Forse meglio ora.

Poi un botto e una donna entra di slancio. É reale? Non lo sa. Anche Larry scatta avanti, poi la donna sbanda urtando un vaso ming: tutti e tre rotolano insieme al vaso ming.
Perché tre? Chi deve uccidere? Lui si getta su Larry e perde il cappello, ma lo prende per il collo.

GOOOONG. Una voce risuona nei fumi:
“Stoooooop! Tre umani in scena: gara non valida”
Tutto si dirada. Tutto si rilassa.
“Ti ho riconosciuto, eh, Fricco!”
“Vaffanculo, Larry!” ride lui riponendo la sua lama “Avevo temuto di doverti uccidere!” poi gli tende il braccio e lo aiuta ad alzarsi. Il passato è passato.
Fuori poco pubblico applaude verso il grande schermo.

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Re: Quinta (nonché finale) puntata: presenta l'inedito

04/11/2014, 15:12

Ecco la chiusa! Ditemi come mettere i codici per il corsivo....

Ciaooo



Alberto e Arianna sono stati la coppia più bella del mondo. Si sono conosciuti all'asilo, innamorati alle elementari, odiati alle medie, presi alle superiori. Fidanzati sin dall'università hanno vissuto un matrimonio così felice da far invidia ai migliori "e vissero felici e contenti". Arianna però, dopo sessant'anni di vita gioiosa, muore nel sonno lasciando Alberto solo e disperato come nessun altro uomo al mondo. Luca, il più caro amico di Alberto, gli propone un viaggio e Alberto, che in quel momento non sa proprio che fare della sua vita, decide di seguire il consiglio e partire.

Proprio questi termini ha usato Luca: viaggio, partire. Poi gli ha organizzato tutto nei minimi dettagli.
Ora Alberto è una larva, ma anche nella sua disperazione si rende conto della fortuna di ricevere il conforto di un amico vero. Luca che ascolta. Luca che aspetta. Luca che arriva di notte se gli telefoni.
Adesso è il momento di salutarlo. Per Alberto è ora di partire.
“Andrà tutto bene, amico mio...” gli dice Luca, e gli tende la mano di giovane uomo nel pieno delle forze. Alberto la stringe e sente il calore fluire nelle vene stanche. É stata una fortuna averlo come allievo in ateneo e riuscire anche in seguito a conservare la sua amicizia nonostante la differenza di età.
I due si guardano negli occhi, quelli di Alberto sono velati di vecchiaia, tristezza e ricordi. La sua mente si assopisce e in quella strana veglia sogna Arianna, la sua bella. La vede entrare nella stanza. Lei si avvicina senza guardarlo: ha la gonna, stranamente. Ed è truccata come non faceva mai. Che donna splendida ha avuto!
Alberto si abbandona a questa dolce visione: l'ultimo regalo d'amore della sua vita.

“Allora? Se ne è andato?” chiede Arianna.
“Sì” risponde Luca “Non lo avremo più tra i piedi, finalmente”
Lei gli si avvinghia bramosa e lui la accetta solo per un attimo, poi si scosta.
“Ora andiamo, l'aereo ci aspetta” dice Luca, poi sfila la siringa dal braccio di Alberto.
<corsivo>Vecchia baldracca! Appena avrò messo le mani sui soldi del tuo professore e toccherà anche a te</corsivo>. Luca ripone la siringa. Al suo fianco nella scatola occhieggia un altro flacone.

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Re: Quinta (nonché finale) puntata: presenta l'inedito

04/11/2014, 15:21

Robbi i codici del corsivo sono:

Codice: Seleziona tutto

[i]testo[/i]
Siamo sporchi, bastardi e cattivi... Siamo Pirati.

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Re: Quinta (nonché finale) puntata: presenta l'inedito

04/11/2014, 19:26

Ciao Ivo, sono qua.
Poooooooooooiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

Sensi.

Sono già cinque minuti e l'uomo col cappello non si è fermato un attimo.
Ora salta una poltrona in stile chesterfield e in volo analizza il resto dell'ambiente: due divani anonimi e un tavolo di marmo, in stile provenzale. Su di esso una scacchiera senza alfieri, un narghilè fumante e coltelli giapponesi. Vola giù come una furia e scalcia un monitor, che esplode. Una nuvola di fumo si solleva, viola e senza odore. Nei vapori appare un capitello dorico, poggiato sopra il nulla e su cui è appollaiata una scimmia che nel fumo sembra muoversi.
...poggiato sopra il nulla e su cui è appollaiata una scimmia...
Cosa ne dici di ...poggiato sopra il nulla, vi è appollaiata una scimmia... ?


È così? L'uomo non si ferma. Non può.
Mentre avanza la sua sciabola fende l'aria di un azzurro chiaro, la testa del primate rotola su un bukhara turcomanno.
Scimmia finta, ma l'uomo col cappello non (si) può ancora fermarsi(e) - non lo so, così mi suona meglio ma io ho un po' una psicosi per queste particelle qui... le sposto incontinuazione. Qualcuno ride dietro (a) un'altra porta e idiomi incomprensibili gli giungono all’orecchio da una ridda di peluche. Sembrano attaccarlo: lui li salta. Poi un sibilo, come di un aereo in lontananza.
(Lui) il soggetto qui è tranquillamente implicito si ferma per un attimo lungo un fiato e una memoria; è già in aria mentre espira.
(Poi - troppi, ne hai messo uno anche nella riga sotto) un rumore cessa, non sa quale, e un'altra porta si spalanca. Una massa rotonda vola dentro srotolandosi in una strana capriola, poi sparisce dietro un angolo. Un ologramma? O è l'avversario?
Una faccia butterata lo guarda da uno specchio. È larga, rincagnata dietro gli occhiali spessi: dove l'ha già vista? Larry!

Larry? Impossibile! Ma non era morto come tutti gli altri?
L'ultima volta si erano visti all'oratorio. Lui avrà avuto tredici anni, Larry almeno tre di più: c'era ancora il mondo vivo allora, la società, le relazioni libere tra le gente. Quel giorno lui stava vincendo la finale di ping pong: era il migliore. Nettamente. Ma Larry era tra il pubblico e il suo avversario lo guardò d'intesa.
“Non prendertela, Fricco” disse Larry.
E lui “Perché?” con il pallino in mano.
“Prenderlo nel culo è un fatto normale” (continuò.)
Lui non seppe cosa dire, sul momento.
“Vaffanculo!” gli rispose poi, ma perse la finale.
Era stata l'unica cosa che si erano detti in vita loro: non un gran rapporto, ma riuscì a fargli del male. Era bella la società libera, ma uno stronzo qualsiasi poteva dirti una cosa stramba e farti male. Forse meglio qui. Forse meglio ora.

(Poi - anche qui ripetuto e pure implicito visto che hai saltato anche una riga per rimarcare lo stacco) un botto e una donna entra di slancio. É reale? Non lo sa. Anche Larry scatta avanti, (poi) la donna sbanda urtando un vaso ming: tutti e tre rotolano insieme al vaso ming.
Perché tre? Chi deve uccidere? (Lui) si getta su Larry e perde il cappello, ma lo prende per il collo.

GOOOONG. Una voce risuona nei fumi:
“Stoooooop! Tre umani in scena: gara non valida”
Tutto si dirada. Tutto si rilassa.
“Ti ho riconosciuto, eh, Fricco!”
“Vaffanculo, Larry!” ride lui riponendo la sua lama “Avevo temuto di doverti uccidere!” (poi) gli tende il braccio e lo aiuta ad alzarsi. Il passato è passato.
Fuori poco pubblico applaude verso il grande schermo.[/quote]
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Re: Quinta (nonché finale) puntata: presenta l'inedito

04/11/2014, 19:31

Arieccomi.


Alberto e Arianna sono stati la coppia più bella del mondo. Si sono conosciuti all'asilo, innamorati alle elementari, odiati alle medie, presi alle superiori. Fidanzati sin dall'università hanno vissuto un matrimonio così felice da far invidia ai migliori "e vissero felici e contenti". Arianna però, dopo sessant'anni di vita gioiosa, muore nel sonno lasciando Alberto solo e disperato come nessun altro uomo al mondo. Luca, il più caro amico di Alberto, gli propone un viaggio e Alberto, che in quel momento non sa proprio che fare della sua vita, decide di seguire il consiglio e partire.

Proprio questi termini ha usato Luca: viaggio, partire. Poi gli ha organizzato tutto nei minimi dettagli.
Ora Alberto è una larva, ma anche nella sua disperazione si rende conto della fortuna di ricevere il conforto di un amico vero. Luca che ascolta. Luca che aspetta. Luca che arriva di notte se gli telefoni.
Adesso è il momento di salutarlo. Per Alberto è ora di partire.
“Andrà tutto bene, amico mio...” gli dice Luca, e gli tende la mano di giovane uomo nel pieno delle forze. Alberto la stringe e sente il calore fluire nelle vene stanche. É stata una fortuna averlo come allievo in ateneo e riuscire anche in seguito a conservare la sua amicizia nonostante la differenza di età.
I due si guardano negli occhi, quelli di Alberto sono velati di vecchiaia, tristezza e ricordi. La sua mente si assopisce e in quella strana veglia sogna Arianna, la sua bella. La vede entrare nella stanza. Lei si avvicina senza guardarlo: ha la gonna, stranamente. Ed è truccata come non faceva mai. Che donna splendida ha avuto!
Alberto si abbandona a questa dolce visione: l'ultimo regalo d'amore della sua vita.

“Allora? Se ne è andato?” chiede Arianna.
“Sì” risponde Luca “Non lo avremo più tra i piedi, finalmente”
Lei gli si avvinghia bramosa e lui la accetta solo per un attimo, poi si scosta.
“Ora andiamo, l'aereo ci aspetta” dice Luca, poi sfila la siringa dal braccio di Alberto.
Pooooiiiiiiiiiiii... dai togline uno, dai... al posto del secondo ci starebbe un sinteticissimo "e"
<corsivo>Vecchia baldracca! Appena avrò messo le mani sui soldi del tuo professore e toccherà anche a te</corsivo>. (a capooooo ;) ) Luca ripone la siringa. Al suo fianco nella scatola occhieggia un altro flacone.[/quote]
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Re: Quinta (nonché finale) puntata: presenta l'inedito

04/11/2014, 19:37

Black Bart ha scritto:Robbi i codici del corsivo sono:

Codice: Seleziona tutto

[i]testo[/i]




ooooooook :idea:
e far votare i giudici facendo in modo che ognuno vede solo la sua casella e non quella degli altri?
Sarebbe un gran colpo cap!

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Re: Quinta (nonché finale) puntata: presenta l'inedito

04/11/2014, 20:09

Non ho ancora letto gli appunti di Red, ma... intanto mi sembra proprio buono. Rimangono alcuni appunti secondari.


Sensi.

Sono già cinque minuti e l'uomo col cappello non si è fermato un attimo.

- mi piace, mi piace!

Ora salta una poltrona in stile chesterfield e in volo analizza il resto dell'ambiente: due divani anonimi e un tavolo di marmo, in stile provenzale. Su di esso una scacchiera senza alfieri, un narghilè fumante e coltelli giapponesi. Vola giù come una furia

- io quasi quasi "come una furia" lo caverei, rallenta

e scalcia un monitor, che esplode. Una nuvola di fumo si solleva, viola e senza odore. Nei vapori appare un capitello dorico, poggiato sopra il nulla e su cui è appollaiata

- qui la frase è un po' lunga, spezza la velocità del resto. e mettere: "...il nulla. C'è appollaiata..."

una scimmia che nel fumo sembra muoversi.
È così? L'uomo non si ferma. Non può.
Mentre avanza la sua sciabola fende l'aria di un azzurro chiaro, la testa del primate rotola su un bukhara turcomanno.
Scimmia finta, ma

- anche qui, al posto del ma un punto e virgola? (sì lo so son cose un po' strane)

l'uomo col cappello non si può ancora fermare. Qualcuno ride dietro a

- "a" si può cavare

un'altra porta e idiomi incomprensibili gli giungono all’orecchio da una ridda di peluche. Sembrano attaccarlo: lui li salta. Poi un sibilo, come di un aereo in lontananza.
Lui si ferma per un attimo lungo un fiato e una memoria; è già in aria mentre espira.
Poi

- questo poi è di troppo (e il dodicesimo in tre righe)

un rumore cessa, non sa quale, e un'altra porta si spalanca. Una massa rotonda vola dentro srotolandosi in una strana

- strana si può togliere (anche perché è vago: com'è una capriola strana?)

capriola, poi

- se vuoi cavare un poi ci puoi mettere e

sparisce dietro un angolo. Un ologramma? O è l'avversario?

- forse, ma forse, può specificare meglio dire "il suo avversario"?

Una faccia butterata lo guarda da uno specchio. È larga, rincagnata dietro gli occhiali spessi: dove l'ha già vista? Larry!

Larry? Impossibile! Ma non era morto come tutti gli altri?

- te l'ho suggerita io lo so. Però, anche "Era morto come tutti gli altri." senza interrogativo non sta male. :mrgreen:

L'ultima volta si erano visti all'oratorio. Lui avrà avuto tredici anni, Larry almeno tre di più: c'era ancora il mondo vivo allora, la società, le relazioni libere tra le gente.

- un a capo?

Quel giorno lui stava vincendo la finale di ping pong: era il migliore. Nettamente. Ma Larry era tra il pubblico e il suo avversario lo

- lo è riferito a Larry, io lo so. Ma il lettore? Tanto non so cosa proporti di alternativo :D

guardò d'intesa.
“Non prendertela, Fricco” disse Larry.
E lui “Perché?” con il pallino in mano.
“Prenderlo nel culo è un fatto normale” continuò.
Lui

- trentesimo lui, ce ne sono un po' troppi, forse questo si può togliere

non seppe cosa dire, sul momento.
“Vaffanculo!” gli rispose poi,

- poi nel senso che glielo dice dopo un po'? Io l'ho capita così (ma va bene, eh...)

ma perse la finale.
Era stata l'unica cosa che si erano detti in vita loro: non un gran rapporto, ma riuscì a fargli del male.

- dunque, sui tempi verbali non ho detto niente, perché qui non c'è una consegna precisa. Però non vorrei qualche giudice si soffermasse. soprattutto qui, visto che la frase comincia con era stata, non ci starebbe meglio "ma era riuscito"?

Era bella la società libera, ma uno stronzo qualsiasi poteva dirti una cosa stramba e farti male. Forse meglio qui. Forse meglio ora.

Poi un botto e una donna entra di slancio. É reale? Non lo sa. Anche Larry scatta avanti, poi la donna sbanda urtando un vaso ming: tutti e tre rotolano insieme al vaso ming.

- un po' troppi vasi ming. Magari: "che rotola insieme a loro tre"? o "seguito da loro tre"?

Perché tre? Chi deve uccidere? Lui si getta su Larry e perde il cappello, ma lo prende per il collo.

GOOOONG. Una voce risuona nei fumi:
“Stoooooop! Tre umani in scena: gara non valida”
Tutto si dirada. Tutto si rilassa.

- qui ci sta bene uno stacco, ma questo "tutto" lo trovo un po' vago. Focalizzare su qualcosa? magari si dirada il fumo blu, magari si rilassa il suo respiro. Si accendono luci... Comunque anche senza non sta male.

“Ti ho riconosciuto, eh, Fricco!”
“Vaffanculo, Larry!” ride lui riponendo la sua lama “Avevo temuto di doverti uccidere!” poi gli tende il braccio e lo aiuta ad alzarsi. Il passato è passato.
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Adesso Red avrà detto il contrario di me...
Poi leggo il resto.
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

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Re: Quinta (nonché finale) puntata: presenta l'inedito

04/11/2014, 20:44

ivodrax ha scritto:
Black Bart ha scritto:Robbi i codici del corsivo sono:

Codice: Seleziona tutto

[i]testo[/i]




ooooooook :idea:
e far votare i giudici facendo in modo che ognuno vede solo la sua casella e non quella degli altri?
Sarebbe un gran colpo cap!

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Re: Quinta (nonché finale) puntata: presenta l'inedito

04/11/2014, 21:12

Adesso, o tu BB che sei lassù e anche tu Ivo che sei quaggiù, vorrei fare presente una cosa scabrosa.
E può anche darsi che sia io la prima che la fa presente, ma nella vita l'antipatico di turno ci deve pur essere, no?
1. I giudici hanno paura di esporsi... lo denota il range di voti che diamo tutti e tre.
2. I giudici tengono conto del giudizio degli altri 2.
3. I giudici amano i loro concorrenti ma hanno paura di passare per venduti se danno loro voti troppo alti.

Partiamo dal punto 1: la trovo una stronzata, insomma tutti così a culo stretto perché? E' un gioco e dovremmo giocarcelo. Io avevo in saccoccia dei 9/9,5 che non ho dato per paura di sembrare esagerata. Male, molto male.
Punto 2: eccerto che lo facciamo perché non siamo mica dottorati in letteratura italiana e abbiamo paura che i nostri gusti incidano più di quanto dovrebbero. E qui mi sento di spezzare una lancia in favore nostro, insomma mi sembra normale che se un racconto mi ha fatto cagarissimo e poi vedo che prende due dieci, magari il mio 5 lo porto a 6, per una questione di umiltà oserei dire, insomma se agli altri piace tanto, magari sono io quella che sta sbagliando. Il problema cos'è? Che v. punto 1, se i voti oscillano max di 0,50 e se si tiene anche conto del giudizio degli altri ne esce un grande omogeneizzato di banana e mela, ecco.
Punto 3: cacchio BB, non vedo perché no, visto che gli stiamo addosso per una settimana a rompergli le palle con le preposizioni e i tempi dei verbi e la struttura e togli una riga e metti il punto e vai a capo. Siamo una squadra, mica un nido di vipere, no? E sì, io a Ivo la scorsa volta avrei dato un bel 9 e mezzo (a lui e ad Apenapi che però ci caccia dentro sempre delle sciocchezze che stridono come quando bevi il succo di limone e poi ti lavi i denti con il dentifricio al mentolo). Però poi avevo paura di sembrare esosa e ad Apenapi non avevo dato 9 e mezzo per gli stridori, insomma mi sono trattenuta anche con Ivo.

Quindi, per concludere, propongo:
Rhum al tavolo dei giudici, giudici più coraggiosi e range di voti più ampi, la possibilità di consultarci prima di votare per aggiustare il tiro su eventuali umanissime sviste, la spudorata possibilità di preferire un concorrente con il quale abbiamo lavorato tutta la settimana e che abbiamo visto crescere senza il terrore che la platea ci giudichi di parte... cioè io ritengo che il nostro ruolo sia anche quello di essere un po' di parte, non credi?

Fine della sclerata serale.
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