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Re: Quarta puntata: flashback!

28/10/2014, 22:12

ivodrax ha scritto:...ottimo quell' "ancora Johnson" :)


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Re: Quarta puntata: flashback!

28/10/2014, 22:35

La giornata di Johnson.

La città sembrava deserta. Fece segno con la mano per chiamare un taxi. Si fermò un catorcio coi vetri appannati: dentro si vedeva solo una barba. Ancora Johnson? Selena trasalì e scappò a piedi sotto un cielo plumbeo.
Giunta a casa si fermò in giardino e raccolse in fretta un mazzetto di tarassaco, erba cipollina, finocchio selvatico e due noci cadute dall'albero. Quattro righe dritte e innaturali solcavano ora il cielo da est a ovest e le parve un brutto segno, per motivi irrazionali. Entrò come fosse inseguita dalle streghe e sprangò porta e finestre.
Tagliuzzò le erbette in una terrina e aggiunse scaglie di formaggio e mezza mela tagliata a fettine. Pochi mesi prima quell'insalata di campo sarebbe stata una prelibatezza introvabile nei ristoranti, ora era tutto quello che avevano.
Fuori il cielo iniziava a scatenarsi.
Intanto Johnson dormiva di là, e Lube doveva stare attento che non si svegliasse. Lo tenevano lì, sedato, perché ucciderlo sarebbe stata l'ultima carta da giocare, ma Lube doveva prima studiare ancora, essere sicuro delle conseguenze.

Era stato Johnson. Aveva scoperto lui quel buco nella trama dei tempi. Si era ficcato dentro la sua equazione con quella sciocca determinazione che hanno a volte gli scienziati. Lube invece avrebbe voluto studiare ancora: qualcosa gli era sembrato poco chiaro da subito nella soluzione del collega. Brillante, sì, ma Lube avrebbe voluto seguire la strada maestra, verificare con la comunità scientifica: con il tempo non si poteva scherzare. Johnson invece bramava di tornare nel passato, subito. Per conoscere, forse per cambiare.
Una notte Lube aveva scoperto il rischio di una tragedia cosmica e si era precipitato in laboratorio, ma era arrivato troppo tardi. Aveva visto scomparire il collega e subito dopo era iniziata la prima tempesta elettrica. Lube non aveva previsto i fatti elettrici, ma non era questo il problema: il problema era che la soluzione di Johnson avrebbe comportato il collasso del tempo.

C'era un punto nella sua equazione in cui Johnson poteva tornare indietro di un giorno, ma da quel momento un giorno sarebbe durato un po' meno. Meno di un giorno dopo Johnson sarebbe di nuovo tornato indietro e il giorno sarebbe durato ancora meno.
Ora Johnson dormiva, e Johnson era anche là fuori da qualche parte. C'erano già troppi Johnson là fuori da qualche parte. Migliaia di Johnson, e non si dovevano incontrare o sarebbe stata la fine del tempo.
Lube era l'unico che sapeva come tutto era iniziato, nel futuro, e doveva trovare una soluzione diversa per quella maledetta equazione.
Entrò Selena e gli porse l'insalata.
“Allora?” gli chiese.
“Ancora niente” disse lui.
Selena vide nella terrina due erbette dritte e innaturali. Disposte da est a ovest. Rabbrividì, per motivi irrazionali.


Allora, nella prima frase anch'io sento il mio ritmo (ehm, boh, girata alla Redlie non mi suona del tutto). L'ultima frase
non mi pare giri ancora bene, se avete idee...
Il resto l'ho recepito volentieri. Redlie, un'equazione ha delle "soluzioni" in matematica, quel termine lì ci sta credo...

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Re: Quarta puntata: flashback!

29/10/2014, 9:23

ivodrax ha scritto:
Allora, nella prima frase anch'io sento il mio ritmo (ehm, boh, girata alla Redlie non mi suona del tutto). L'ultima frase
non mi pare giri ancora bene, se avete idee...
Il resto l'ho recepito volentieri. Redlie, un'equazione ha delle "soluzioni" in matematica, quel termine lì ci sta credo...

Che dite che dite ??? <3 <3 <3 <3


Ciao.
A me sembra a posto. Sulla prima frase, rileggendo adesso pensavo l'avessi già girata a mio modo, fa un po' tu...
Secondo Mas scappa un po' troppo via... forse potresti provare a descrivere quello che Selena vede dentro ma aggiungendo poche parole... che ne so, un ghigno sdentato, un sigaro spento pendente dal lato della bocca...
Il finale lo trovo anch'io un po' tronco, ma c'è tutto, mi pare...
Nella prima versione c'era una considerazione di Lube dopo il breve dialogo.

"Ci doveva essere un'altra soluzione per quella maledetta equazione. Ci doveva essere un modo."

Forse manca adesso.

Entrò Selena e gli porse l'insalata.
“Allora?” gli chiese.
“Ancora niente” disse lui.
Eppure ci doveva essere un'altra soluzione per quella maledetta equazione. Ci doveva essere un modo.
Selena vide nella terrina due erbette dritte e innaturali. Disposte da est a ovest. Rabbrividì, per motivi irrazionali.
(in questo modo, parere mio, sposti il pov con un pensiero neutro che potrebbero avere pensato entrambi e poi aggiungi un briciolo di speranza che subito tronchi con il rabbrividì).

...non so. Sentiamo cosa ne pensa Mas fiut
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Re: Quarta puntata: flashback!

29/10/2014, 11:32

Santa patata, oggi c'ho un po' di casino... Arrivo.

Dunque, comincio dal fondo.

La frase finale è bella, però a me il cambio di pov non piace. Tanto più che mi paiceva l'idea di Selena che fosse più irrazionale, superstiziosa, magari fatalista rispetto a questioni apocalittiche che non riesce a comprendere, diversamente da Lube sostenuto dalla sua scienza, e quindi reagisce come un essere umano può fare, affidandosi appunto alla superstizione e al fatalismo, uscendone stranita, instupidita (quanti viaggi mi faccio per conto mio, eh :shock: ). E così, un discorso così razionale non ce lo vedo in bocca sua.
Boh, il finale, grande problema.
Piacendo la frase, si potebbe metterla in bocca Lube. Immaginate: lui prende il piatto, magari stringe il pugno, e dice a Selena, ma più parlado tra sé, quella frase. Poi Selena invece, essendo appunto stranita, quasi viviendo in un sogno, invece che commentare nota le erbette storte e si fa una sua para, magari non l'ha nemmeno sentito.

La prima frase, tento di chiarire ancora la mia posizione, ma non è male, se a voi piace possiamo pure chiuderla. Il problema secondo me è la concitazione degli eventi paragonati al ritmo successivo. In realtà, anche poco dopo non mi suona benissimo il fatto che lei si muova con concitazione ("raccolse in fretta" e "eltrò e sprangò") unito al fatto che noti cose come il tarassaco e l'erba cipollina, e poi pensi al fatto del ristorante.
Non capisco se Selena è una persona come mi ero raffigurato nelle prime letture, stranita, quasi pacata, o agitata e impaurita. Mi rendo conto però che nel primo caso mi ero fatto un po' un viaggio, forse. Nel secondo, però, mi manca una sottolineatura sul concetto, in particolare con riferimenti più narrativi e meno descrittivi.
Mi lancio in una revisione, a solo scopo esemplificativo, del pezzo in due versioni più "nette". (mi sto facendo delle megapippe)

La città sembrava deserta. Fece segno con la mano per chiamare un taxi. Si avvicinò un catorcio coi vetri appannati: dentro si vedeva solo una barba. Ancora Johnson? Selena pensò non fosse il caso di rischiare e si avviò a piedi lungo il marciapiedi, verso casa. Guardò il cielo plumbeo e si strinse nel cappotto. Il taxi le si avvicinò, accostò poi ripartì superandola.
Giunta a casa si fermò in giardino e raccolse un mazzetto di tarassaco, erba cipollina, finocchio selvatico e due noci cadute dall'albero. Quattro righe dritte e innaturali solcavano ora il cielo da est a ovest. Le parve un brutto segno, per motivi irrazionali. Entrò con la faccia di chi ha visto una strega e sprangò porta e finestre.

La città sembrava deserta. Fece segno con la mano per chiamare un taxi. Si fermò un catorcio coi vetri appannati. Quando si abbassò per aprire lo sportello vide una barba. Selena spalancò gli occhi: "Johnson?"
Da dentro l'uomo disse qualcosa, fece un cenno. Lei saltò indietro e partì di corsa, senza voltarsi.
Arrivò a casa con i polmoni doloranti. Il cielo plumbeo era solcato da quattro righe dritte da est a ovest: un gran brutto segno, per motivi irrazionali.
Si fermò in giardino appena il tempo per strappare un po' di erbe e raccolse due noci cadute dall'albero. Entrò gli occhi sbarrati, come fosse inseguita dalle streghe e sprangò porta e finestre.

Boh ripeto, proprio perché se ne parla.
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Re: Quarta puntata: flashback!

29/10/2014, 11:47

Mas....
ho capito che l'inizio scappa, ma erano già 450 parole così....
Se metto elementi in più devo togliere delle cose

:roll:

Comunque ci penso
Grazie

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Re: Quarta puntata: flashback!

29/10/2014, 12:26

La seconda versione dell'incipit proposta da Mas mi piace, la trovo più incisiva.
Ma se deve mangiare altre frasi in altri paragrafi, terrei buona la tua versione, Ivo.

Sul finale, mettere in bocca a Lube la frase "Eppure ci doveva essere un'altra soluzione per quella maledetta equazione. Ci doveva essere un modo" è una buona idea... e riesci a economizzare sulle parole.
"Ancora niente" disse lui. "Eppure devo trovare un'altra soluzione. Deve esserci un modo!"
E poi parte il viaggio di Selena per motivi irrazionali.

Cmq, Ivodrax for President! <3 <3 <3
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Re: Quarta puntata: flashback!

29/10/2014, 14:03

<3

Ok, ve ne sottopongo un'altra .... che lavoro esaltante!

La giornata di Johnson.

La città sembrava deserta. Fece segno con la mano per chiamare un taxi. Si fermò un catorcio coi vetri appannati.
Quando Selena si abbassò per aprire lo sportello intravide una barba e trasalì: Johnson?!
L'uomo fece un cenno, ma lei scappò di corsa, senza voltarsi.
Giunse a casa coi polmoni in fiamme e si attardò in giardino appena il tempo di raccogliere un mazzetto di tarassaco, erba cipollina e due noci cadute dall'albero. Quattro righe dritte e innaturali solcavano ora il cielo da est a ovest e le parve un brutto segno, per motivi irrazionali. Entrò come fosse inseguita dalle streghe e sprangò porta e finestre.
Tagliuzzò le erbette in una terrina e aggiunse scaglie di formaggio e mezza mela. Pochi mesi prima quell'insalata di campo sarebbe stata una prelibatezza introvabile nei ristoranti, ora era tutto quello che avevano.
Fuori il cielo si scatenò.
Intanto Johnson dormiva di là, e Lube doveva stare attento che non si svegliasse. Lo tenevano lì, sedato, perché ucciderlo sarebbe stata l'ultima carta da giocare, ma Lube doveva prima studiare ancora, essere sicuro delle conseguenze.

Era stato Johnson. Aveva scoperto lui quel buco nella trama dei tempi. Si era ficcato dentro la sua equazione con quella sciocca determinazione che hanno a volte gli scienziati. Lube invece avrebbe voluto studiare ancora: qualcosa gli era sembrato poco chiaro da subito nella soluzione del collega. Brillante, sì, ma Lube avrebbe voluto seguire la strada maestra, verificare con la comunità scientifica: con il tempo non si poteva scherzare. Johnson invece bramava di tornare nel passato, subito. Per conoscere, forse per cambiare.
Una notte Lube aveva scoperto il rischio di una tragedia cosmica e si era precipitato in laboratorio, ma era arrivato troppo tardi. Aveva visto scomparire il collega e subito dopo era iniziata la prima tempesta elettrica. Lube non aveva previsto i fatti elettrici, ma non era questo il problema: il problema era che la soluzione di Johnson avrebbe comportato il collasso del tempo.

C'era un punto nella sua equazione in cui Johnson poteva tornare indietro di un giorno, ma da quel momento un giorno sarebbe durato un po' meno. Meno di un giorno dopo Johnson sarebbe di nuovo tornato indietro e il giorno sarebbe durato ancora meno.
Ora Johnson dormiva, e Johnson era anche là fuori da qualche parte. C'erano troppi Johnson là fuori da qualche parte. Migliaia di Johnson, e non si dovevano incontrare o sarebbe stata la fine del tempo.
Lube era l'unico a sapere come tutto era iniziato, nel futuro, e doveva trovare una soluzione.
Entrò Selena e gli porse l'insalata.
“Allora?” gli chiese.
“Ancora niente” disse lui. Eppure ci doveva essere un'altra soluzione per quella maledetta equazione. Ci doveva essere un modo. Selena vide nella terrina due erbette dritte e innaturali. Disposte da est a ovest. Rabbrividì, per motivi irrazionali.

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Re: Quarta puntata: flashback!

29/10/2014, 14:08

Ah beh, si certo che il problema delle parole è contingente.
Così com'è, va molto bene. In realtà le modifiche, anche minimali, che sono state fatte me lo fanno suonare meglio. Solo il fatto di mettere "trasalì" ad esempio, aggiunge un minimo di sua reazione che rende tutto più rotondo.
Quindi vai come credi, che il pezzo è molto buono.

Ci sei per stasera?

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Re: Quarta puntata: flashback!

29/10/2014, 14:38

Pippe da maestrina:

Giunse a casa coi polmoni in fiamme (e),si attardò in giardino appena il tempo di raccogliere un mazzetto di tarassaco, erba cipollina e due noci cadute dall'albero. Quattro righe dritte e innaturali solcavano ora il cielo da est a ovest (e), le parve un brutto segno, per motivi irrazionali. Entrò come fosse inseguita dalle streghe e sprangò porta e finestre.
Tagliuzzò le erbette in una terrina (e), aggiunse scaglie di formaggio e mezza mela. Pochi mesi prima quell'insalata di campo sarebbe stata una prelibatezza introvabile nei ristoranti, ora era tutto quello che avevano.
Fuori il cielo si scatenò.

Togli qualche e da questo pezzo... ti prego!! - mica tutte, eh?!

L'è belisim.
BB, tu che mi vedi dall'alto, questo è un racconto strafigo, sallo <3
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Re: Quarta puntata: flashback!

29/10/2014, 14:48

Ciao Ivo :-) Che prova bella tosta ti tocca! E che bravo sei stato!!! Questa storia è a prova pirata <o>
Ti ho letto nei vari passaggi, con i commenti dei coah MasMas <3 e redlie <3 e del super capitano BB <3
Ho provato a rivedere la tua ultima versione. Prendila così, non ritenerla corretta, per me è più leggibile. :geek:
Ti ho colorato in blu le modifiche che io apporterei e in rosso quello che butterei a mare :roll:
Alcuni punti selezionati in verde mi sembrano ostici :? Forse non capisco bene io il senso della storia, dentro al mistero dell'equazione, però tieni conto che io sono tonta di natura :mrgreen:
In bocca al lupo per stasera zac zac zac , ti seguirò!!! Ti darò i miei voti sul Forum e in Fb, dove spero di aiutarti anche con voti amici. Daiiiiiiiii zac o? o! o- <3


L'equazione di Johnson.

La città sembrava deserta. Fece segno con la mano per chiamare un taxi. Si fermò un catorcio con i (coi) vetri appannati: dentro si intravedeva solo una barba. Era Johnson? Selena scappò a piedi sotto (un) il cielo plumbeo.
Giunta a casa si fermò in giardino. Raccolse in fretta un mazzetto di tarassaco, un po' di erba cipollina, finocchio selvatico e due noci cadute dall'albero. Alzò lo sguardo e vide quattro righe dritte e innaturali solcare(vano ora) il cielo da est a ovest, (le parvero un) ,brutto segno. (per motivi mica tanto irrazionali.) Entrò come fosse inseguita dalle streghe e sprangò la porta e le finestre.
Tagliuzzò le erbette in una terrina e aggiunse qualche scaglia di formaggio e mezza mela tagliata a fettine. Pochi mesi prima quell'insalata di campo sarebbe stata una prelibatezza introvabile nei ristoranti, ora era tutto quello che avevano.
Fuori il cielo iniziava a scatenarsi.
Intanto, di là, Johnson dormiva (di là), e Lube doveva stare attento che non si svegliasse. Lo tenevano (lì,) sedato(,) perché ucciderlo poteva essere l'ultima carta da giocare. (,) Prima di decidere, (ma) Lube doveva (prima) studiare ancora, sincerarsi delle (essere sicuro) delle conseguenze.

Era stato Johnson. Aveva scoperto lui quel buco nella trama dei tempi. Si era ficcato dentro la sua equazione con quella sciocca determinazione che hanno a volte gli scienziati. Lube invece avrebbe voluto studiare ancora: qualcosa gli era sembrato poco chiaro da subito nella soluzione del collega. Brillante sì, ma Lube avrebbe voluto seguire la strada maestra di verificarla nella comunità scientifica, con il tempo non si poteva scherzare. Johnson invece avrebbe voluto tornare nel passato, subito. Per conoscere, per cambiare. Una notte Lube aveva scoperto il rischio di una tragedia cosmica e si era precipitato in laboratorio, ma era arrivato con un attimo di ritardo. Aveva visto scomparire il collega e subito dopo era iniziata la prima tempesta elettrica. Lube non aveva previsto i fatti elettrici, ma non erano questi il problema: il problema era che la soluzione di Johnson avrebbe comportato un collasso del tempo. >>> In questo periodo che ti ho evidenziato in verde non ci ho capito un'acca. Tranquillo, non è colpa tua, sono io che sono ottusa.

C'era un punto nella sua equazione in cui Johnson poteva tornare indietro di un giorno, ma da quel momento un giorno sarebbe durato un po' meno. Meno di un giorno dopo,
Johnson sarebbe di nuovo tornato indietro e il giorno sarebbe durato ancora meno.
Nella parte verdina>>> ancora non capisco un'acca.

Ora Johnson dormiva, ed era anche Johnson era là fuori da qualche parte. C'erano già troppi Johnson in giro. là fuori da qualche parte. Migliaia di Johnson, e non si dovevano incontrare o sarebbe stata la fine del tempo.
Lube era l'unico che sapeva come tutto era iniziato, nel futuro, e doveva trovare una soluzione diversa per quella maledetta equazione. Entrò Selena e gli porse l'insalata.
“Allora?” gli chiese.
“Ancora niente.” rispose lui.
Nella terrina c'erano due erbette dritte e innaturali. Da est a ovest. Selena rabbrividì., per motivi mica tanto irrazionali.

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