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Re: Quarta puntata: flashback!

26/10/2014, 18:16

Azz è vero, la cosegna! C'entra un po' un tubo con il pezzo scritto... Me l'ero fumato!
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redlie
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Re: Quarta puntata: flashback!

26/10/2014, 18:41

MasMas ha scritto:Azz è vero, la cosegna! C'entra un po' un tubo con il pezzo scritto... Me l'ero fumato!


Ma no, Mas, basta variare un po' l'attacco, secondo me.
Alla maledetta CLAYMORE!!!

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Re: Quarta puntata: flashback!

26/10/2014, 22:20

Bene bene, vi è piaciuto, sono contento...
Ottimi gli spunti, molti me li aspettavo, ci lavorerò e se ho dubbi vi chiederò.

La consegna: non è mica chiaro se l'incipit è obbligato o se è solo un esempio per indicare una scena iniziale.
Io avevo capito così e forse anche altri. Bisogna forse richiedere un'interpretazione autentica.
Nel caso utilizzerò l'espediente di Anna.

Allora buonanotte !

<3 <3 <3

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Re: Quarta puntata: flashback!

27/10/2014, 8:25

Nel post di consegna si possono anche fare domande, forse meglio chiedere lì prima di pestare la... porta fortuna!
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Re: Quarta puntata: flashback!

27/10/2014, 8:40

(io vi spio)
Le prime frasi sono il punto di partenza, sì.
Siamo sporchi, bastardi e cattivi... Siamo Pirati.

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Re: Quarta puntata: flashback!

27/10/2014, 9:29

Grazie kapo x essere sempre con noi <3
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Re: Quarta puntata: flashback!

27/10/2014, 9:34

Black Bart ha scritto:(io vi spio)


AHHH!!!
Rimettete le mutande!
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Re: Quarta puntata: flashback!

27/10/2014, 10:08

ah ah ah (MERDA, devo fare la marchetta iniziale)

:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

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Re: Quarta puntata: flashback!

27/10/2014, 20:47

... arrivo, eh!? uff... giornatina leggera
:?

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Re: Quarta puntata: flashback!

28/10/2014, 6:36

yuuu, oggi ci sarò a spicchi, ecco come avrei limato
(da una qualche parte nel forum i gialli mi hanno sfottuto, bisogna tenerli bassi!)

L'equazione di Johnson.

La città sembrava deserta. Fece segno con la mano per chiamare un taxi. Si fermò un catorcio coi vetri appannati: dentro si intravedeva solo una barba. Era Johnson? Selena scappò a piedi sotto un cielo plumbeo.
Giunta a casa si fermò in giardino e raccolse in fretta un mazzetto di tarassaco, un po' di erba cipollina, finocchio selvatico e due noci cadute dall'albero. Quattro righe dritte e innaturali solcavano ora il cielo da est a ovest, le parvero un brutto segno, per motivi mica tanto irrazionali. Entrò come fosse inseguita dalle streghe e sprangò porta e finestre.
Tagliuzzò le erbette in una terrina e aggiunse qualche scaglia di formaggio e mezza mela tagliata a fettine. Pochi mesi prima quell'insalata di campo sarebbe stata una prelibatezza introvabile nei ristoranti, ora era tutto quello che avevano.
Fuori il cielo iniziava a scatenarsi.
Intanto Johnson dormiva di là, e Lube doveva stare attento che non si svegliasse. Lo tenevano lì, sedato, perché ucciderlo poteva essere l'ultima carta da giocare, ma Lube doveva prima studiare ancora, essere sicuro delle conseguenze.

Era stato Johnson. Aveva scoperto lui quel buco nella trama dei tempi. Si era ficcato dentro la sua equazione con quella sciocca determinazione che hanno a volte gli scienziati. Lube invece avrebbe voluto studiare ancora: qualcosa gli era sembrato poco chiaro da subito nella soluzione del collega. Brillante sì, ma Lube avrebbe voluto seguire la strada maestra di verificarla nella comunità scientifica, con il tempo non si poteva scherzare. Johnson invece avrebbe voluto tornare nel passato, subito. Per conoscere, per cambiare. Una notte Lube aveva scoperto il rischio di una tragedia cosmica e si era precipitato in laboratorio, ma era arrivato con un attimo di ritardo. Aveva visto scomparire il collega e subito dopo era iniziata la prima tempesta elettrica. Lube non aveva previsto i fatti elettrici, ma non erano questi il problema: il problema era che la soluzione di Johnson avrebbe comportato un collasso del tempo.

C'era un punto nella sua equazione in cui Johnson poteva tornare indietro di un giorno, ma da quel momento un giorno sarebbe durato un po' meno. Meno di un giorno dopo Johnson sarebbe di nuovo tornato indietro e il giorno sarebbe durato ancora meno.
Ora Johnson dormiva, e Johnson era là fuori da qualche parte. C'erano già troppi Johnson là fuori da qualche parte. Migliaia di Johnson, e non si dovevano incontrare o sarebbe stata la fine del tempo.
Lube era l'unico che sapeva come tutto era iniziato, nel futuro, e doveva trovare una soluzione diversa per quella maledetta equazione. Entrò Selena e gli porse l'insalata.
“Allora?” gli chiese.
“Ancora niente” rispose lui.
Nella terrina c'erano due erbette dritte e innaturali. Da est a ovest. Selena rabbrividì, per motivi mica tanto irrazionali.

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