Anthares
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Re: Prima prova!

07/10/2014, 15:29

Sono fuori di 14 parole, lo devo comunque rivedere, ma di getto m'è venuto così.


Ok, ora me ne vado. No, guarda, giuro che mi alzo e me ne vado.
Una musica sommessa permea le pareti di legno del caffè; all’esterno, la piazza trabocca di studenti e sfattoni, che trascorrono sul selciato chi la pausa studio chi l’intera esistenza; il mio caffè americano mi guarda fumigante e imbarazzato, mentre il tipo seduto di fronte a me, all’altra estremità del tavolino rotondo, continua a gesticolare come un vigile urbano, raccontandomi di quanto ha sofferto quando quello stronzo del suo ex l’ha lasciato.
Ottima argomentazione per un primo appuntamento. Quasi peggio di quello che mi siedo, stringo la mano, ciao come stai, e lui esordisce con: Oggi meglio, ho ridotto la dose di psicofarmaci per questa settimana, sai, dopo che mia madre si è impiccata.
No, ma bene, bravo, dieci e lode. Ora sì che continuerò a uscire con te.
«E poi è partito per andare in Svezia! Capisci? In Svezia! No, ma io lo so, l’ha fatto solo per farmi rodere, perché sa quanto io odio il freddo e l’Ikea.»
Alzo lo sguardo, solo un secondo, forse richiamato da un impercettibile cambio della sua voce, o più probabilmente perché ha detto Ikea. Un secondo, forse anche meno. Eppure è fatale, perché il tipo se ne accorge. «E tu che ne pensi dell’Ikea?»
Oh Santo Dio, ma che cazzo di domanda è, che cazzo ne so che ne penso dell’Ikea, che significa? «Mah, a me in fondo, insomma, a me piace.»
Il tipo drizza il collo, mi scruta sanguigno, torce la bocca in una smorfia di ancestrale disgusto.
«Ma non credi che tutta questa categorizzazione dell’arredamento sia uno specchio di quanto la società vuole chiudere le nostre anime? Cioè la casa è la tua vita, non vorresti personalizzare la tua vita, anziché ucciderla in questo modo capitalistico?»
Lo fisso, labbra serrate. Sono indeciso se accecarlo col caffè bollente o semplicemente andarmene e lasciarlo lì, solo con la sua miseria. Invece, ahimè, gli rispondo.
«Cioè. Se mi compro un’expedit mi sto uccidendo?»
«Proprio così.»
Dovevo accecarlo, lo sapevo. Eppure un tempo la mia vita era migliore. Senza radical chic e psicopatici. Almeno non così tanti.
Tutto è cominciato quando ho conosciuto Ale.

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Re: Prima prova!

07/10/2014, 15:39

Anthares ha scritto:A che ora è la puntata domani?


Diretta dalle 21 alle 22 ma per noi diciamo 20.30 fino alle 22.30 circa ;)

Ora vado a vedere gli incipit che avete già buttato giù.
Non li ho ancora letti quindi mi baso solo a livello visuale: anche se avete 350 parole non è detto che le dobbiate comunque utilizzare tutte. A volte per un incipit che colpisca basta anche una frase.

Esempi:

Gregor Samsa, al risveglio da una notte di sogni inquieti, si ritrovò nel suo letto trasformato in un enorme scarafaggio.
Kafka da La metamorfosi

Tyler mi trova un posto da cameriere, dopodiché c'è Tyler che mi caccia una pistola in bocca e mi dice che il primo passo per la vita eterna è che devi morire.
Palahniuk da Fight Club

L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì.
King da La torre nera


Ora vado a leggere i vostri! o!
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Re: Prima prova!

07/10/2014, 17:27

samy74 ha scritto:I passi suonavano come rintocchi di un orologio lontano. Le lampade al neon illuminavano porzioni di marmo grigio. Anonimo. I tacchi neri si infilavano nelle screziature del pavimento. Il cappotto ondeggiava come una farfalla tenuta al guinzaglio. Poteva girare e andarsene. Decidere di non varcare quella porta. Di non sapere né scoprire. Poteva scegliere di fuggire.
Dove finiscono i sogni di bambino? Laura camminava verso l’ascensore. Teneva forte la borsetta di pelle come se si volesse aggrappare a una speranza. La stessa di sempre. La stessa borsetta o la stessa speranza? Laura si guardò indietro. Una mosca ronza spostando l’aria sempre negli stessi spazi. Aveva percorso tutta quella strada? E se fosse scappata davvero? Due uomini con un caffè di plastica si stavano avvicinano incrociando pensieri e parole. Il loro indice fu più veloce del suo. Sospirò e guardò avanti. Non era la sua immagine quella riflessa sulle porte dell’ascensore ma della sua attesa. Dove stava andando? Chi voleva ingannare? Aveva due braccia, due gambe, un tronco e un collo. Due mani, due piedi e un cuore. Eppure c’era qualcosa che mancava. Dove finiscono i sogni degli adulti?
Era il suo turno. Persone che entravano e che uscivano. Tutte con quel cartellino. Era forse il loro destino? I due uomini erano come sponde di un fiume che la spinsero dentro l’ascensore. Si sentiva un ostaggio di se stessa. Le stavano accanto. Perché la guardavano? Pochi minuti la separavano da quella porta. Doveva entrare e cercare di capire. Dare un senso al suo attendere. Tutti sembravano avere lo stesso volto scavato. Dove finiscono i sogni quando finalmente abbiamo imparato a sognare? Laura abbassò lo sguardo proprio mentre le porte si stavano chiudendo. Un crack secco e sentì gridare il suo nome.


A mio modesto parere...
Mi piace ma preso nell'insieme. Non mi ha colpito all'istante.
Per un'incipit, ormai penso che l'abbiate capito, mi baso molto sulla frase iniziale. Mi chiedo "questa frase invoglia la lettura di tutto quello che ci sta dietro?"
Le descrizioni che metti all'inizio sono giustissime ma non mi fiondano nella storia. Un po' come se entrassi dalla porta sul retro.
Io voglio entrare dalla finestra, spaccando il vetro e facendo una capriola sul tappeto del soggiorno.
o!
Vai così!
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Re: Prima prova!

07/10/2014, 17:33

Anthares ha scritto:Ok, ora me ne vado. No, guarda, giuro che mi alzo e me ne vado.
Una musica sommessa permea le pareti di legno del caffè; all’esterno, la piazza trabocca di studenti e sfattoni, che trascorrono sul selciato chi la pausa studio chi l’intera esistenza; il mio caffè americano mi guarda fumigante e imbarazzato, mentre il tipo seduto di fronte a me, all’altra estremità del tavolino rotondo, continua a gesticolare come un vigile urbano, raccontandomi di quanto ha sofferto quando quello stronzo del suo ex l’ha lasciato.
Ottima argomentazione per un primo appuntamento. Quasi peggio di quello che mi siedo, stringo la mano, ciao come stai, e lui esordisce con: Oggi meglio, ho ridotto la dose di psicofarmaci per questa settimana, sai, dopo che mia madre si è impiccata.
No, ma bene, bravo, dieci e lode. Ora sì che continuerò a uscire con te.
«E poi è partito per andare in Svezia! Capisci? In Svezia! No, ma io lo so, l’ha fatto solo per farmi rodere, perché sa quanto io odio il freddo e l’Ikea.»
Alzo lo sguardo, solo un secondo, forse richiamato da un impercettibile cambio della sua voce, o più probabilmente perché ha detto Ikea. Un secondo, forse anche meno. Eppure è fatale, perché il tipo se ne accorge. «E tu che ne pensi dell’Ikea?»
Oh Santo Dio, ma che cazzo di domanda è, che cazzo ne so che ne penso dell’Ikea, che significa? «Mah, a me in fondo, insomma, a me piace.»
Il tipo drizza il collo, mi scruta sanguigno, torce la bocca in una smorfia di ancestrale disgusto.
«Ma non credi che tutta questa categorizzazione dell’arredamento sia uno specchio di quanto la società vuole chiudere le nostre anime? Cioè la casa è la tua vita, non vorresti personalizzare la tua vita, anziché ucciderla in questo modo capitalistico?»
Lo fisso, labbra serrate. Sono indeciso se accecarlo col caffè bollente o semplicemente andarmene e lasciarlo lì, solo con la sua miseria. Invece, ahimè, gli rispondo.
«Cioè. Se mi compro un’expedit mi sto uccidendo?»
«Proprio così.»
Dovevo accecarlo, lo sapevo. Eppure un tempo la mia vita era migliore. Senza radical chic e psicopatici. Almeno non così tanti.
Tutto è cominciato quando ho conosciuto Ale.


Stesso discorso un po' per te sull'inizio.
Ma un pelino diverso. Secondo me potresti invertire delle frasi.
Io troverei un ottimo inizio leggendo:

-Ottima argomentazione per un primo appuntamento. Quasi peggio di quello che mi siedo, stringo la mano, ciao come stai, e lui esordisce con: Oggi meglio, ho ridotto la dose di psicofarmaci per questa settimana, sai, dopo che mia madre si è impiccata.
No, ma bene, bravo, dieci e lode. Ora sì che continuerò a uscire con te.-

Magari sistemando un po' la prima frase, tipo:
-"Oggi meglio, ho ridotto la dose di psicofarmaci per questa settimana, sai, dopo che mia madre si è impiccata."
Sui primi appuntamenti potrei scriverci un trattato.
Cosa potrei rispondere a uno così?
Tipo... No, ma bene, bravo, dieci e lode. Ora sì che continuerò a uscire con te.-

Capito cosa intendo?
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Re: Prima prova!

07/10/2014, 19:04

bene ecco un pezzetto del il mio...
al momento è davvero stringatuccio e lo devo ampliare. Ho usato solo 122 parole... :?
In effetti si tratta proprio di un incipit che vorrei usare per un racconto che ancora non esiste (insomma ho solo in mente questo incipit)...

Ogni calcio è un lampo bianco. È a terra, tra urina e sangue, gli occhi semichiusi per i pugni.
Le orecchie ronzano, confondono le voci. La fuga, la bocca fredda della pistola sulla nuca e nessuna possibilità. Tutto si dilata nella mente, perde consistenza. Il pavimento della stanza sembra cedere. Gli girano intorno. Immagini al rallentatore, nessuna coordinazione. Da terra inquadra le loro facce. Una alla volta, sembrano uscire dalla nebbia, deformate, larghe, senza occhi. Gli insulti e gli sputi si alternano ai calci assestati con calma e precisione. La luce forte che gli sbattono addosso è un campo vuoto nel quale il tempo si annienta. Sono in tre, due uomini e la donna. Menano con convinzione, le divise macchiate di sangue.

Bohhhhhh... Giudice aspetto tue :D

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Re: Prima prova!

07/10/2014, 19:16

Ogni calcio è un lampo bianco. È a terra, tra urina e sangue, gli occhi semichiusi per i pugni.
Le orecchie ronzano, confondono le voci. La fuga, la bocca fredda della pistola sulla nuca e nessuna possibilità. Tutto si dilata nella mente, perde consistenza. Il pavimento della stanza sembra cedere. Gli girano intorno. Immagini al rallentatore, nessuna coordinazione. Da terra inquadra le loro facce. Una alla volta, sembrano uscire dalla nebbia, deformate, larghe, senza occhi. Gli insulti e gli sputi si alternano ai calci assestati con calma e precisione. La luce forte che gli sbattono addosso è un campo vuoto nel quale il tempo si annienta. Sono in tre, due uomini e la donna. Menano con convinzione, le divise macchiate di sangue.


Mi piace.
È una bella immagine forte che porta subito a idealizzare la scena.
Fossi in te staccherei il primo periodo andando a capo.
Usare dei periodi corti e magari anche delle righe di stacco vuote serve per dare respiro, non solo per cambiare soggettiva.
A me personalmente uno scritto troppo pieno distrae.
Anche le pause danno ritmo...
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Re: Prima prova!

07/10/2014, 19:35

grazie per i consigli ma per entrare dalla finestra posso stravolgere tutto o devo lasciare quest'impostazione?

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Re: Prima prova!

07/10/2014, 19:40

:D
Io non voglio stravolgere nessuno.
Solo un parere da lettore, in questo caso sono quello, nulla più.
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Re: Prima prova!

07/10/2014, 20:51

Kriash ha scritto:anche se avete 350 parole non è detto che le dobbiate comunque utilizzare tutte

Impossibile, una volta che mi danno un limite ho il superpotere di sforare di poco e di limare in seguito.

Ecco la mia bozza, oltre il limite di parole e coi tempi verbali sbagliati, così sono sicuro di doverci lavorare.

Dannazione dannazione dannazione!
Come avevo fatto a trovarmi nei guai in quel modo? Per colpa di Stella, ovvio! Non avevo il tempo di pensarci, non con quel pazzoide alle calcagna. Correre, più velocemente possibile, era la sola cosa che dovevo fare. Quella e trovare un nascondiglio.
«Dove credi di correre? Non ce l'hai più il coraggio di affrontarmi, eh, spilungone?»
Di affrontare un palestrato fascistoide con un machete in mano che mi insegue? Cazzo, no!
Ad averlo saputo prima non sarei nemmeno andato a parlargli in quella bettola di bar. Bella idea! Coraggio, Giorgio, fai vedere a Stella che cavaliere sei, vai a parlare col suo ex per dirle di lasciarla in pace. E io cos'ho fatto? Ci sono andato. Colpa mia che pensavo di riuscire a parlarci con un tipo così. Appena l'avevo visto avrei dovuto girare i tacchi, andare da Stella e dirle: «Sai cosa? Mi sembra un bel ragazzo, di sani principi, perché non gli dai una seconda possibilità?» e poi dimenticarmi di lei per sempre. E invece col tipo ci ho parlato, ci ho litigato, fortuna vuole (fortuna?) che l'ho sorpreso con un destro piazzato bene, un colpo in pieno orecchio e lui è caduto a terra come un sacco di patate. Ma potevo fermarmi lì? Con l'adrenalina in corpo, in vantaggio tecnico, poteva una fotocopia sbiadita dell'eroe da manuale starsene zitto? Naturale, no!
«Vedi di starle alla larga d'ora in poi, o a te ci penso io.»
Lui che si rialza, corre fuori e non rientra. Io che mi guardo intorno, circondato da sguardi ostili, ma nessuno che osi dire una parola. Solo un tizio mi guarda e accenna un sorriso sbieco. Adesso so anche cosa significava: te la sei cercata. Esco dal bar e vedo Manuel – il palestrato fascistoide – dietro alla sua macchina col baule aperto, e quando trova quello che gli serve viene verso di me con in mano... indovinate cosa? Bravi.
Finalmente trovo un vicolo e ci entro prima che mi veda, spero. Chiuso. Torno indietro ma troppo tardi, Manuel è all'uscita del vicolo e viene verso di me. Mi avvicino al muro che mi sbarra la strada, cerco di scavalcarlo, ma non ho appigli. Mi giro e lui è lì. Chiudo gli occhi.
"Si tratta di trovare la propria dimensione, e io credo d'averla trovata: sopra un campo bianco, dove semino gocce d'inchiostro."

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Re: Prima prova!

07/10/2014, 21:05

Bello!
Non ho messo il "cita" perché col cellulare m'incasinava...

Dicevo... Bello!
Oh questo è un racconto completo per me. Potrebbe anche concludersi così che avresti già spiegato tutto.
Come incipit io mi sarei fermato al " Ad averlo saputo prima non sarei nemmeno..." fino alla fine della frase.
Sono matto, vero?
:D
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