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Re: Il mio 7° romanzo nel cassetto

26/11/2014, 22:02

Ok, io vado avanti.
Questa qui è la voce di Stella/Mary.

(ci sono i trattini della sillabazione di word, non li ho tolti...)

Stella
Vuoi del cioccolato?
Maledetto il momento in cui ho temporeggiato prima di salire sull’ascensore perché la sua voce, dietro di me, ha detto aspet-tami.
Maledetto il momento in cui ho gettato la dose giornaliera di pillole nel water e ho tirato lo sciacquone, perché adesso non so cosa sia questo affanno che mi sento dentro come un tamburo tra lo stomaco e il petto.
Maledetto il suo sorriso, adesso, in questi due metri cubi asfis-sianti che salgono al piano.
Uno a te, due a me… Ha preso la mia mano, sgrana palline mar-rone lucido da un sacchettino color argento. Forma due muc-chietti separati sul mio palmo, uno a te, due a me, uno a te, due a me.
Cioccolato? O altra droga mascherata per farmi cadere in qual-che trappola?
Sto per distogliere la mano, ma il profumo mi inebria.
Chicchi di caffè ricoperti di cioccolato, rubati, mi sussurra ab-bastanza vicino perché senta il suo alito addosso.
Poi siamo al piano. Intasca l’involucro e prende il suo mucchiet-to dalla mia mano. Lo getta in bocca prima ancora che le porte si aprano.
E io, d’istinto, stringo il palmo e lo porto dietro la schiena.
Subito dopo c’è Victor.
Rieccovi, fate coppia fissa ormai.
Il cioccolato si sta scaldando nella mia mano e mi pare che sia impossibile non sentirne l’odore. Christian ingoia e fa un gran sorriso, con i denti incrostati di marrone, come Benny da piccolo che mangiava e rideva a bocca aperta mostrando il cibo ma-ticato.
Cosa ci fai al piano di Stella?
L’accompagno in stanza e le do la buonanotte, gli sento rispondere con un tono suadente ma non ho il coraggio di guardarlo in volto perché ci vedrei una colpa che è anche mia.
Non eri a digiuno, tu? Perché sei scesa giù? Mi chiede Victor e so che balbetterò una risposta idiota e mi sentirò sprofondare per la vergogna.
Abbiamo preso una tisana in sala e fatto due chiacchiere, Vic. Hai presente quelle cose inutili che gli umani fanno per rilassarsi?
Hai due ore di fitness, tu, è la risposta secca.
Strizzo il pugno, poi mi rendo conto che può essere inusuale che io tenga una mano nascosta dietro la schiena. Così rilasso i mu-scoli e stendo il gomito, non rilascio le dita.
Sorrido. Impiego i 36 muscoli a mia disposizione meglio che posso. Mi mostro rilassata, condiscendente, tranquilla.
Dico, si è fatto tardi, vado. Buonanotte.
Poi è confusione. Io che percorro in fretta il corridoio e il cioccolato sciolto in mano. Victor parla a voce alta e recrimina errori a Christian.
Christian si ribella, impreca, usa parole pesanti.
La mia stanza, il badge nella tasca destra con la mano sinistra.
Quando mi richiudo la porta alle spalle mi permetto di ascoltare il cuore. Apro la mano, profuma di cioccolato e di caffè.
Inspiro forte e il cuore accelera.
Corro al lavabo come se dovessi vomitare e, riflessa nello specchio grande del bagno, vedo Stella piangere.

Victor
Vestiti, che usciamo.
Sono entrato di spinta e mi sono piazzato sul divano. La porta del bagno si è chiusa come uno schiaffo. Amen.
Ti porto in disco, hai bisogno di farti vedere, stellina.

Stella
Mi concedo qualche istante per riprendere fiato. Mi lavo le ma-ni, insapono fino al gomito, strofino le unghie con lo spazzolini. Risciacquo il viso con l’acqua fresca finché mi ritengo presen-tabile. Esco dal bagno con una compressa di cotone imbevuta di tonico per tamponarmi le guance ancora arrossate.
Vestito bianco, sandali argento. La pochette blu. Poco trucco, che fa caldo e solo le battone si truccano con questo caldo.
Scuoto la testa.
Non dirmi che è in lavanderia, cazzo!
Stasera no, Victor.
Non ho capito, Stella, no a cosa?
Stasera non esco.
Cosa!?
Sono stanca… sto per dirgli “di te”; ma ribatte, ci penso io, tranquilla.
Fruga le tasche, ne toglie un flacone e si fa scivolare in mano due pastiglie rosse.
Le prendi con l’acqua, ti fai una doccia e torni come nuova.
Cosa c’è dentro?
Che ne so? Caffeina, guaranà, ginseng…
No.
Scatta come una molla, in un istante ha un bicchiere pieno d’acqua in una mano e le pastiglie rosse nell’altra, entrambe tese verso di me. Non scherzare, adesso. Usciamo, ci divertiamo.
Non prendo quella roba, scordatelo.
Gli schiaffeggio il palmo, le pastiglie cadono a terra, le sento ticchettare sul pavimento in un silenzio anomalo.
Quale roba? Sillaba lui senza abbassare le braccia.
Alzo le spalle, faccio per andare verso la camera da letto.
Molla il bicchiere per afferrarmi, mi spinge contro lo stipite del-la porta mentre acqua e vetri schizzano sul pavimento.
Non è roba, stellina. È solo una cazzo di pastiglietta innocua, merda!
Non la voglio.
Tu… tu… non puoi assolutamente…
Invece sì, posso.
Macchecazzo… tu hai firmato un CONTRATTO.
È tuo il contenitore, Victor. Non il contenuto.
Cosa!? Tu stellina forse non ti rendi conto! Avanti, adesso, ba-sta menate.
Ti ho detto che non prendo quella roba.
E io ti ho detto che non è roba! La vuoi vedere un po’ di roba?
Mi tiene una mano contro lo sterno e spinge, sento la cornice di legno premermi contro la schiena.
Toglie un portasigarette dalla tasca interna della giacca, fa scat-tare il coperchio.
Tre bei centoni di roba, ecco!
Con un gesto secco mi sbatte in faccia l’astuccio.
Mi irrigidisco, strizzo gli occhi e le labbra mentre la polvere bianca si sparge in aria, mi copro il viso, mi divincolo dalla sua presa. Faccio un passo di lato e calpesto un coccio, scricchiola contro la suola di gomma delle infradito.
Con l’indice raccoglie un po’ di polvere rimasta nel contenitore, si infila il dito in bocca e se la passa sui denti.
Mi viene addosso, a un tratto sento la sua presa forte contro il collo, poi le sue labbra sulle mie e la lingua che fa breccia come uno schifoso mollusco ancora vivo.
Ecco, erano mesi che non aspettavi altro, no? Si è già staccato da me ma sto tremando, devo tenermi al muro per non cadere a terra. Vuoi il resto?
Mi appiattisco contro il muro, reprimo un sussulto, trattengo i muscoli perché non traspaia la repulsione.
A un tratto si ricompone. Liscia il bavero della giacca di lino, i capelli, muove la testa di lato facendo scrocchiare le vertebre.
Ringrazia che non ti sei ferita con i vetri, stronza, sibila tracciando cerchi concentrici nella poltiglia di polvere bianca e acqua che si è formata a terra.
Tra mezz’ora nella hall, cara.
Victor, io…
Pulisci questo disastro prima di scendere.
Io non…
Vestito bianco e sandali argento, intesi?
Si gira, raggiunge l’uscio, apre la porta.
Solo prima di richiuderla torna ad affacciarsi. Se non scendi mando a monte l’ingaggio di Parigi.
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Re: Il mio 7° romanzo nel cassetto

28/11/2014, 21:57

I trattini... Non li vedevo più dal lontano '36, a Cape Cod (così per scrivere qualcosa).
Ma è tutto così? È peso. Nel senso del contenuto, 'sti qua sono schiavizzati.
Il senso di oppressione c'è tutto.
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Re: Il mio 7° romanzo nel cassetto

29/11/2014, 10:05

In effetti comincio a pensare che sia troppo monocorde.
La voce di Benny è più fresca. La voce di Victor è acuta, insopportabile. Assieme dovrebbero creare il contrappunto.
Le voci di Stella e Christian sono abbastanza depressive, invece.
Stella è una ragazza seria e rigorosa, di quelle che non scherzano mai (ha anche un passato di cacca, ha poco da ridere), è pure di poche parole, ma ora ho cominciato a farla parlare di più altrimenti non riuscivo a svolgere l'intreccio. Christian è depresso e tenterà il suicidio, quindi faccio fatica a immaginarlo allegro, devo farlo scendere giù, uno mica si suicida per futili motivi. I due messi assieme non creano di certo un clima allegro e rilassato, per quanto ci si possa rilassare quando si è perseguitati da un talent scout che è anche uno stalker.
In ogni caso, chiudo questa quarta parte con una scena che assomiglia a "Un tram che si chiama desiderio" non so se hai presente Stanley Kowalski ubriaco che grida "Stella! Stella!", poi la quinta parte racconta di un giorno di vacanza e fanno pure una scopatina celebrativa, magari il tono si alza.
Boh. 'Sta sperimentazione comincia a mettermi in crisi, vedremo bene.

P.s.: Ho letto un solo new adult in vita mia, mi ha fatto schifo così sono stata ferma almeno un anno prima di prendere in mano Remake. Era sufficientemente drammatico, toni abbastanza cupi, vissuti dei personaggi da incubo. L'ho trovato vuoto, i personaggi poco approfonditi, gli eventi non circostanziati. Sto cercando di evitare questo, ma se imposti toni drammatici nella storia e cerchi di approfondire i personaggi, beh, mi sa che diventa un romanzo peso per forza.
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Re: Il mio 7° romanzo nel cassetto

29/11/2014, 12:58

Ma certo, se il tema è quello, va bene. Io lo sai, prediligo il brillante, avventura, comico, per cui non è proprio il mio genere, per quello mi viene da notare questa cosa.
A me solo la faccia di quello nelle locandine di Twilight mi è bastato per mettere un pietrone sopra a tutto l'argomento.
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Re: Il mio 7° romanzo nel cassetto

29/11/2014, 13:29

MasMas ha scritto:Ma certo, se il tema è quello, va bene. Io lo sai, prediligo il brillante, avventura, comico, per cui non è proprio il mio genere, per quello mi viene da notare questa cosa.
A me solo la faccia di quello nelle locandine di Twilight mi è bastato per mettere un pietrone sopra a tutto l'argomento.


Lo dici a una che si è appena cuccata la prima parte dell'ultimo episodio di Hunger Games al cine... teribbile...
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Re: Il mio 7° romanzo nel cassetto

16/02/2015, 21:21

Aiuto!!!
Mi manca solo mezza, dico solo mezza, dell'ultima (e settima) parte. 30.000 schifosissime battute che non escono dalla tastiera, sigh.
Perchééééé???
Io piango.
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Re: Il mio 7° romanzo nel cassetto

17/02/2015, 20:18

Ma no dai (pat pat), non fare così (pat pat), vedrai che a breve torna l'ispirazione (pat pat).
Per quel che può contare la mia (in)esperienza, ultimamente visto che mi scoccio presto di quel che faccio tengo sempre tre o quattro cose a mezzo (racconti, altre robe) e inframmezzo le une alle altre. Sì lo so detta così non sembra molto produttivo... e anzi non lo è, però... :)
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Re: Il mio 7° romanzo nel cassetto

21/02/2015, 14:30

MasMas ha scritto:ultimamente visto che mi scoccio presto di quel che faccio tengo sempre tre o quattro cose a mezzo (racconti, altre robe) e inframmezzo le une alle altre


Io ormai sono a tre romanzi work in progress... questo qui all'85%, uno al 50% e uno al 70% tipo la cioccolata. Per non parlare degli "in cantiere" ancora in fase embrionale, due per la precisione... sui quali mi sono pure preparata e ho studiato e ho scritto le trame e delineato i personaggi.
E, adesso, mannaggia, sto avendo per le mani questo libro di uno scrittore americano che ha un nome fantastico: Safran... e invece di finire il libro e restituirlo alla biblioteca non faccio che immaginare le avventure di un mio personaggio che si chiamerà Safran, appunto.
Chiamate il 118, per favore...
Alla maledetta CLAYMORE!!!

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Re: Il mio 7° romanzo nel cassetto

21/02/2015, 19:56

:D
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