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CapitanoLordPanHuy
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Re: FLASH CONTEST: Scrittura istantanea

25/02/2014, 21:42

Camminavo senza dosare il peso. I passi erano scomposti, il riflesso della mia figura sulle vetrine era asimmetrico, storto. Qualcosa non andava. Sentii un caldo leggero sul petto, che si trasformò subito in umido. Un piccione mi aveva cagato sulla camicia. Mancavano quindici minuti all'appuntamento e nessun taxi si fermava. Sempre tornano quei quindici minuti. Per cosa? Per un ritardo da cui non ho scampo, mai, ogni volta. E vado di fretta, sempre, ogni volta. Perché il mondo corre tanto? O forse, meglio, perché mi ostino a rincorre un mondo che corre tanto? Tanto che lo acchiappi o meno ti presenterà comunque una rottura di coglioni in più. Eppure corro, rincorro, sempre, ogni volta. Come se fosse sempre la prima volta e non avessi già imparato che comunque vada è un affanno per nulla. E agito le mani, mentre mancano dieci minuti. E passa n'altro taxi, fottendosene allegramente. Che poi, lei manco mi piace. Mi piace l'idea di uscire con qualcuno. Ha un crocifisso appuntato alla giacca. cambia la giacca rimane il crocifisso. E fischio e il taxi passa e sputo e bestemmio. Ma perché? perché me la prendo con i tassisti? per rincorrere ancora un volta il tempo preteso dagli altri. Dove cazzo sta scritto che devo? Non agito le braccia, non fischio, non sputo, non bestemmio. Il taxi si ferma. Si ferma solo per ricordarmi che no ndevo smettere di correre, rendere aspettativa al mondo. Sono passati dieci minuti dall'ora dell'appuntamento. Non ho voglia di correre.

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maria rosaria
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Re: FLASH CONTEST: Scrittura istantanea

25/02/2014, 21:44

Camminavo senza dosare il peso. I passi erano scomposti, il riflesso della mia figura sulle vetrine era asimmetrico, storto. Qualcosa non andava. Sentii un caldo leggero sul petto, che si trasformò subito in umido. Un piccione mi aveva cagato sulla camicia. Mancavano quindici minuti all'appuntamento e nessun taxi si fermava.
Forse avevo sbagliato il luogo dell’appuntamento.
Forse avevo sbagliato giorno, ora, chissà.
Eppure ero certo di non aver dimenticato nulla. Mi ero pure ricordato di cambiare le mutande e i calzini. Adesso ci mancava questo dannato piccione a rovinare tutto.
Poi vidi quella donna bellissima avvicinarsi. Bionda, alta, slanciata. Sembrava un fenicottero in mezzo a tante rane e io rimasi incantato.
La vedevo avvicinarsi sempre di più e la mia ansia cresceva. Possibile fosse lei la donna misteriosa che aveva voluto incontrarmi?
Aveva detto al telefono di aver bisogno di un mio intervento e un detective privato non si nega mai, soprattutto quando la voce è così calda e bisognosa di aiuto.
- Vediamoci domani, alle 19.00 in piazza del Duomo – avevo proposto.
Ora ero lì, puntuale, con quella cacca di piccione sulla camicia e una fottutissima paura di non essere all’altezza di quell’essere meraviglioso che si stava avvicinando.
Eccola. Era a pochi metri. Ne sentivo quasi il profumo inebriante.
Mi passò davanti senza neanche vedermi.
- Permette, signora? Ci siamo sentiti ieri al telefono…
- Maledetti ubriachi – sentii sussurare. Mentre la sua figura scivolava via lontano, pian piano, così come era arrivata.
La mia immagine riflessa sulle vetrine di fronte continuava a essere scomposta e i passanti mi guardavano con compassione.
Mi sdraiai su un cartone, cercando di addormentarmi con la mia bottiglia ancora tra le mani.

:D :D
maria rosaria

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supergum
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Re: FLASH CONTEST: Scrittura istantanea

25/02/2014, 21:44

Camminavo senza dosare il peso. I passi erano scomposti, il riflesso della mia figura sulle vetrine era asimmetrico, storto. Qualcosa non andava. Sentii un caldo leggero sul petto, che si trasformò subito in umido. Un piccione mi aveva cagato sulla camicia. Mancavano quindici minuti all'appuntamento e nessun taxi si fermava. Nel parco alcuni ragazzini si inseguivano in bicicletta. Ne adocchiai uno su una mountain bike tutta nera.
-Hey, senti, tu - mi avvicinai a passo veloce, sentii il sudore fermarsi sul colletto.
-Dici a me? - rispose un bambino occhialuto.
-Si, senti, mi presti la tua bicicletta?
-Prestarle la bicicletta? Non crede di essere troppo cresciuto?
-Non ho tempo, ho un appuntamento importantissimo, tieni - tolsi dai pantaloni il portafogli e gli porsi trenta euro.
-Aiuto, mamma, c'è un maniaco - il quattrocchi iniziò a urlare.
-No no, zitto, ma quale maniaco? Sono un ingegnere, guarda qua - gli mostrai la carta d'identità e il cartellino aziendale.
-E che ci fa un ingegnere zoppo con la camicia tutta cagata? - mi chiese ancora sospettoso.
-E' una storia lunga. Non posso arrivare tardi, prestami la bicicletta e ti do 100 euro.
-Cento? Ma se non vale nemmeno 50 la mia. Dev'essere un ingegnere davvero incapace se non sa nemmeno valutare una bicicletta.
Repressi l'istinto di strozzarlo. -Senti, quando crescerai capirai che è il mercato a fare il prezzo, mi piacerebbe spiegartelo ma se oggi arrivo in ritardo mi licenziano.
-Ah, ma guardi che capisco perfettamente. Lei è disperato e io sono la sua unica speranza. Luisella, vieni qua.
Una ragazzina grassa si avvicinò timidamente.
-Ecco la nostra migliore offerta, ma le costerà 200 euro - indicò la bici rosa della ragazzina. Aveva adesivi di Peppa Pig sul telaio e sul manubrio.
-Duecento euro, per quella?
-E una coppa di gelato per tutti e due, naturalmente.
-Brutto stron...
-Come dice?
-Nulla, ecco qua, duecento e altri dieci per i gelati.
Nessun tramonto sul mare, arcobaleno o altissima cascata può eguagliare la maestosa bellezza di un conto corrente con saldo positivo.

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Re: FLASH CONTEST: Scrittura istantanea

25/02/2014, 21:44

Camminavo senza dosare il peso. I passi erano scomposti, il riflesso della mia figura sulle vetrine era asimmetrico, storto. Qualcosa non andava. Sentii un caldo leggero sul petto, che si trasformò subito in umido. Un piccione mi aveva cagato sulla camicia. Mancavano quindici minuti all'appuntamento e nessun taxi si fermava.
Rovistai nella borsa, cercando i fazzolettini umidificati e strofinai il polsino della camicia con il risultato di ampliare la macchia. Arrotolai le maniche per nascondere la schifezza e ricominciai a camminare. Ecco cos’era? Il tacco rotto!
Tolsi le scarpe e proseguii, ma a piedi nudi non è che si cammini tanto bene. Perciò quando vidi un taxi mi precipitai in mezzo alla strada, forte della convinzione che io non volevo morire, ma lui non voleva uccidermi.
Ecco, il tassista avrebbe avuto bisogno di un controllo oculistico perché si fermò almeno dieci centimetri oltre il punto in cui stavo. Ringrazia gli anni di aerobica , gli maledissi in silenzio gli avi fino alla settima generazione e salii.
Gli diedi l’indirizzo e cominciai a sbattere il tacco della scarpa integra sulla portiera del taxi, ignorando le proteste del tassista. Per fortuna le scarpe non le fanno più come una volta e il tacco si stacco al secondo colpo.
Quando scesi Paolo mi disse:
«Sei splendida, tesoro»
Ah l’amore.

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Re: FLASH CONTEST: Scrittura istantanea

25/02/2014, 21:45

sta scadendo
Siamo sporchi, bastardi e cattivi... Siamo Pirati.

Roberto Mastroberti

Re: FLASH CONTEST: Scrittura istantanea

25/02/2014, 21:47

Camminavo senza dosare il peso. I passi erano scomposti, il riflesso della mia figura sulle vetrine era asimmetrico, storto. Qualcosa non andava. Sentii un caldo leggero sul petto, che si trasformò subito in umido. Un piccione mi aveva cagato sulla camicia. Mancavano quindici minuti all'appuntamento e nessun taxi si fermava.
Decisi di chiamare una mia amica svitata, che in genere passa le sue serate su una strana bici con un posto per il passeggero. Marzia venne subito, perché quando la chiamavo veniva sempre, lei aveva un debole per me, e così le piaceva portarmi a zonzo per la città. Ma quella volta fui io a prendere le redini della situazione e scivolammo via dentro al traffico cittadino. In un battibaleno fummo da lei, ed il fatto che mi presentassi con quella strana compagnia non fu un buon biglietto da visita. Lei era lì, bella più che mai, ed aspettava solo me, il mio vestito non troppo abbinato con i calzini e con le scarpe nere, e la cacchina di uccello faceva il suo brutale lavoro. <<Poi ti racconto...andiamo>>. Era la serata delle mia vita ed io ero ancora una volta in ritardo, ma ci ero abituato. Prendemmo la moto di Ginevra e via, veloci, verso la premiazione.
Mi aspettavano, ne ero certo. Correvo più che potevo e le sue braccia si cingevano al mio corpo facendomi buttare nel dimenticatoio tutto il peso dei sacrifici che avevo riposto nel corso degli ultimi tre mesi, e l'angoscia di un risultato che ancora non potevo conoscere. Salimmo a tre a tre gli scalini del grosso edificio di Madison Square e tra il biasimo generale e la mia caccchina bene in evidenza entrai trionfante alla serata di gala per la premiazione del migliore libro del college, materia umanistica. Ci avevo lavorato come un matto scopiazzando a destra e sinistra ma qualcosa mi diceva che da quel giorno la mia vita sarebbe cambiata. Quando chiamarono il mio nome fu come trovarmi dritto dritto a colloquio con il mio destino, io che per definizione non so mai che cosa farò nelle prossime due ore. Sapevo quello che sarei stato, quello che volevo...diventare uno scrittore, mettermi alla macchina da scrivere, far volare veloce i miei pensieri sopra un foglio bianco da qualche parte. Essenzialmente ne avevo intimamente bisogno. per non sprecare questa cosa, dare un nome e cognome a qualche cosa che mi attraversava dentro da troppi anni. quello che accadde dopo è storia recente...il premio del pescepirata era mio !

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Re: FLASH CONTEST: Scrittura istantanea

25/02/2014, 21:47

STOP!
Qui blocco.
Per i commenti di là!
Siamo sporchi, bastardi e cattivi... Siamo Pirati.

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Black Bart
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Re: FLASH CONTEST: Scrittura istantanea

25/02/2014, 21:56

Dai dai.
Gli ultimi racconti poi chiudiamo!
Chi manca??
Siamo sporchi, bastardi e cattivi... Siamo Pirati.

Alessandro Turati
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Re: FLASH CONTEST: Scrittura istantanea

25/02/2014, 21:56

Camminavo senza dosare il peso. I passi erano scomposti, il riflesso della mia figura sulle vetrine era asimmetrico, storto. Qualcosa non andava. Sentii un caldo leggero sul petto, che si trasformò subito in umido. Un piccione mi aveva cagato sulla camicia. Mancavano quindici minuti all'appuntamento e nessun taxi si fermava.

Rora stava perdendo la pazienza: «Pulisciti!». Come? Avrei voluto dire. Nel frattempo, un moscerino giocava con la mia fronte: lui sì, mi dava fastidio. Oltretutto, sentivo bussare, un tinnito, ma la realtà era chiara: mi trovavo dove non volevo trovarmi. Lei, seppur con un bel nome, aveva tette troppo grandi. Una volta seduti sui gradini, aveva anche la pancia gonfia. A me piaceva, senza dubbio, il problema era un altro: seguitava a spazientirmi. «Dove sono i taxi in questa dannata città!» Stai calma, avrei voluto dirle. Invece no, sempre zitto.

Dopo sei ore eccomi qua, svegliato da un’infermiera. La mia pancia è timbrata da punti di sutura e mi stanno arrotolando della garza. Mi ha colpito, quella testa di cazzo di Rora. L’infermiera dice: «Rora è qua fuori».
«Capito, non la voglio più vedere».

Un mese dopo è arrivato un taxi a casa mia. «Che vuole?» ho chiesto al tassista. Se l’è presa mandandomi a quel paese. Il giorno dopo idem. Quello seguente pure. Insomma, sono tre anni che mando via tassisti come se piovesse. E Rora non si è più fatta vedere.
Il mondo è troppo semplice: è sferico. Mi pare.

Rosella Lubrano

Re: FLASH CONTEST: Scrittura istantanea

25/02/2014, 22:00

Ero disperato ,perchè sapevo che quell' appuntamento avrebbe potuto proiettarmi
nel mondo del lavoro. Guardavo l' orologio ed allora decisi di correre ,sì di correre ,
come un pazzo per le strade intasate dal l traffico ,mi sembrava di essere il grande
Bolt in una gara per la medaglia dì oro alle Olimpiadi! Con il cuore che batteva alla
impazzata ,con la camicia macchiata ed appiccicata alla pelle come una ventosa ,
sorpassai tutto ciò che poteva essere un ostacolo , auto ,furgoni , pedoni ,lavori in corso... Mancavano tre minuti all' appuntamento , entrai nell' ascensore ,e dopo
un respiro profondo ,mi aggiustai la cravatta ,sotto la quale c' era lo stemma
del piccione e ,con uno sguardo da sparviero , che non deve chiedere mai , mi sedetti nella sala d' aspetto ,aspettando il mio turno e pensando ...io speriamo che me la cavo..!

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