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Black Bart
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FLASH CONTEST: Scrittura istantanea

25/02/2014, 21:21

REGOLE:

Si può postare da adesso fino alle ore 21:40*

Genere: libero
Lunghezza: max 1800 battute circa
Premi: tazza+ shopper bag con logo di pescepirata

Lo staff (a suo insindacabile giudizio) valuterà i testi presentati e nel corso del pesce mob decreterà il vincitore. Saranno particolarmente graditi testi originali e ben scritti.
INCIPIT:

Camminavo senza dosare il peso. I passi erano scomposti, il riflesso della mia figura sulle vetrine era asimmetrico, storto. Qualcosa non andava. Sentii un caldo leggero sul petto, che si trasformò subito in umido. Un piccione mi aveva cagato sulla camicia. Mancavano quindici minuti all'appuntamento e nessun taxi si fermava.


* il racconto dovrà essere inserito come testo in un messaggio di risposta (no allegati). A tempo scaduto non sarà più possibile postare testi.

Attenzione: se postate in contemporanea ad altri vi verrà chiesta nuova conferma per inviare il messaggio (cosa che se non farete non avrete postato alcunché)
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barbara78e
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Re: FLASH CONTEST: Scrittura istantanea

25/02/2014, 21:35

Camminavo senza dosare il peso. I passi erano scomposti, il riflesso della mia figura sulle vetrine era asimmetrico, storto. Qualcosa non andava. Sentii un caldo leggero sul petto, che si trasformò subito in umido. Un piccione mi aveva cagato sulla camicia. Mancavano quindici minuti all'appuntamento e nessun taxi si fermava.
DOVEVO arrivare puntuale!
Ecco la macchina gialla accostarsi al marciapiede, ma già una vecchina era pronta ad aprire la portiera. Eh no, cocca! Partii alla carica, la sollevai di peso con tutti il borsame che si tirava appresso, feci perno sulla gamba sinistra e la ruotai lanciandola dentro all'ambulatorio del veterinario. Poco male, qualche cerotto lo avrebbe rimediato pure là.
Mi rigirai verso l'auto, ma vidi appena la portiera richiudersi e il culo giallo ripartire sgommando. E la vecchina stava pure riemergendo incazzata come una biscia. Inghiottii alla vista del bastone saettante e non ci pensai due volte a mettermi a correre.
Solo che lo feci dalla parte sbagliata.
Senza guardare prima di attraversare.
Non fatelo.
Mai.
Io l'ho fatto.
E la cagata del piccione sulla camicia era diventato l'ultimo dei miei problemi...
...in cosa può sperare il raccolto se non nella cura del mietitore?

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MasMas
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Re: FLASH CONTEST: Scrittura istantanea

25/02/2014, 21:37

Così decisi di prendere un piccione come taxi. Me lo doveva dopo avermi cacato addosso. Ne afferrai uno per le zampine e gli spiegai la situazione: "Vedi, la mia girl mi sta aspettando e io non posso arrivare tardi, per di più con i vestiti macchiati. Se mi aiuti potrei volare fino a un lavasecco, darmi una ripulita e arrivare in orario. Che dici?"
Quello mi guardò e rispose con la voce di Don Vito Corleone: "Senti picciotto, sei fortunato perchè mi stai simpatico, se no…" e fece il gesto di passare l'unghietta sulla gola.
Deglutii. Proseguì: "Ti vogghio aiutare, intesi? Allora attaccati ai miei piedi, ok, e tienti forte."
E così feci. Quello cominciò a sbattere le ali. Sbatteva, e tubava: "Gu gu!" e sbatteva, e diventava rosso, e tuba: "Gu gu!"
Ma cento chili son cento chili, e non ci sono cazzi. O meglio non ci sono piccioni.
Si ferma, mi guarda, si asciuga il sudore con l'aluccia, si prende il bavero del doppiopetto e mi fa: "Per Don Piccione no esiste il no. Ti go fatto una promessa, e la manterrò. Parola d'onore, capisci? Chiamerò alcuni piccioni picciotti e vedrai."
Così tuba e rituba, finchè non si raduna uno stormo. Mi attacco, loro si attaccano. Tirano, battono le ali e tiubano. Piacomiiamo a salire. Evvai!
Facciamo qualche metro, prendiamo velocità e… un taxi che passava di lì pensa bene di cacarmi sulla camicia. E 2000 cc di motore BMW sono 2000 cc di motore cacato sulla testa.
Che sfiga.

Non ho idea di quante battute siano, tanto sono in giuria e quindi fuori concorso. Ci tenevo a partecipare. Se volevate qualcosa di meno demente, dovevate darmi più tempo.
Da vicino nessuno è nOrMaLe
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Una risata vi seppellirà

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paolino66
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Re: FLASH CONTEST: Scrittura istantanea

25/02/2014, 21:37

Camminavo senza dosare il peso. I passi erano scomposti, il riflesso della mia figura sulle vetrine era asimmetrico, storto. Qualcosa non andava. Sentii un caldo leggero sul petto, che si trasformò subito in umido. Un piccione mi aveva cagato sulla camicia. Mancavano quindici minuti all'appuntamento e nessun taxi si fermava.
Ebbi un’idea. Corsi in mezzo alla strada e iniziai a camminare lungo la doppia striscia di mezzeria. Sapevo che mi avrebbero preso per pazzo. Dopo quattro minuti, ecco una sirena. Pensai subito alla neuro: ora mi vengono a prendere, mi dissi. Ed era davvero il pronto soccorso psichiatrico! Ora dovevo convincerli a non farmi un TSO e portarmi invece dove dovevo andare.
Fecero arrestare il traffico, scesero in quattro e mi caricarono su.
Appena partiti, dissi loro: “Dunque, voi pensate che io sia un matto, ma se vi dico che io sono il presidente della Banca Internazionale Elvetica, mi credereste?” In ambulanza si diffuse una bella risata. “Ecco la mia carta d’identità. Telefonate a questo numero” e gliene dettai uno, “e ditegli chi è questo tipo.
Un infermiere lo fece. Rideva, mentre componeva il numero. Diede il nome, sbiancò, riattaccò. Dissi, imperioso: “Fatemi subito scendere!”. L’ambulanza accostò e fra mille scuse mi fece subito scendere. Ero a due passi dal luogo dell’appuntamento.
Avere omonimi illustri aiuta, a volte.
---------------------------------

Paolino
Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna.

(G. Galilei)

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Re: FLASH CONTEST: Scrittura istantanea

25/02/2014, 21:37

INCIPIT:

Camminavo senza dosare il peso. I passi erano scomposti, il riflesso della mia figura sulle vetrine era asimmetrico, storto. Qualcosa non andava. Sentii un caldo leggero sul petto, che si trasformò subito in umido. Un piccione mi aveva cagato sulla camicia. Mancavano quindici minuti all'appuntamento e nessun taxi si fermava.


“Porco zio” dissi a voce alta. Cioè, smettiamola di prenderci in giro. Non dissi proprio zio, ecco. Tant’è vero che una vecchia vestita di nero si fermò, di botto, e mi lanciò un’occhiata malevola prima di riprendere a camminare con quel suo passo moscio e strascicato.
Pensa, cazzo, pensa. Adesso come ti ci vedi con il padrone del ristorante per quel posto da cameriere? Il tempo per tornare a casa e cambiarti non ce l’hai. La merda di piccione si nota. Puzza. La macchia si vede.
Lo sapevo io. Me lo sentivo. Non avevo nemmeno voglia di andarci, a ‘sto cazzo di appuntamento. Ma adesso la devo smettere di lamentarmi. Mi servono i soldi. Mi serve il posto da cameriere. E mi serve una maglia pulita.

Mi guardai intorno, alla disperata ricerca di un negozio d’abbigliamento. Niente. Ti pareva. Se solo avessi ascoltato mia madre, con quella sua mania dell’intimo, ci sarei potuto andare in canottiera all’appuntamento. Vabbè ma che cazzo dico? In canottiera all’appuntamento?
Mi serve una maglia, mi serve una maglia.
E poi passò lui. L’incubo degli studenti napoletani. L’uomo dei calzini. Uno dei tanti.
«Frate’ ti servono i calzini? Cinque paia tre euro… Pure se non ti serve niente, mi fai prendere un caffè…»
In genere li ignoro. Quella volta l’avrei mandato a ‘fanculo. Ma poi ebbi l’illuminazione.
«Capo, ti do venti euro per la maglia.»
Non gli sembrò vero.
A me sì, invece. La puzza di sudato, per quanto leggera, tende a rompere gli incantesimi.
Bumerang!
https://aniellotroiano.wordpress.com/bumerang/

Il romanzo si legge d’un fiato, i personaggi escono fuori benissimo e i dialoghi sono perfetti. Mi dispiace quasi che sia corto, ne avrei letto un altro po’!
Gianluca Morozzi

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Re: FLASH CONTEST: Scrittura istantanea

25/02/2014, 21:39

Camminavo senza dosare il peso. I passi erano scomposti, il riflesso della mia figura sulle vetrine era asimmetrico, storto. Qualcosa non andava. Sentii un caldo leggero sul petto, che si trasformò subito in umido. Un piccione mi aveva cagato sulla camicia. Mancavano quindici minuti all'appuntamento e nessun taxi si fermava.
Mi sentivo fuori posto quanto la macchia sulla mia camicia preferita. Il primo impulso fu quello di correre più veloce di una gazzella, per cercare di colmare i quaranta chilometri che mi separavano dal luogo dell’incontro. Ma mentre ci provavo notai, con la coda dell’occhio, la mia figura contorcersi e stranirsi. Stavo diventando gobbo e le mie gambe progressivamente s’accorciavano. Entrai in un bar, mostro delirante com’ero, e mi fiondai nel bagno di prepotenza guardandomi allo specchio. Riuscii ad osservarmi per pochi secondi, poi mi accorsi di essere diventato troppo basso. Di scivolare con il muso incollato sul lavandino, per l’improvvisa mancanza di appoggi. Il tempo scorreva imperterrito sull’orologio da polso della mia zampa pelosa. Uscì da locale con molta calma, ormai incosciente dell’appuntamento e dei motivi che mi avevano spinto dentro. I miei vestiti giacevano tutti sul pavimento sudicio del bagno, tranne la camicia, che era riuscita a tenersi aggrappata alle mie nuove, affascinanti sembianze. Un uomo, passandomi accanto sul marciapiede, mi pestò una zampa. Pensai una bestemmia che si tradusse in ululato. Per compierlo tuffai la testa all’indietro, retaggio di millenni di evoluzione della mia specie. Riabbassandola notai la macchia e con un veloce movimento della lingua la assaggiai con avidità. Sapeva di pollo arrosto e di anatra all’arancia.
"Anche nell'imbroglio, senza regole non c'è gioco" A.P.R.

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Re: FLASH CONTEST: Scrittura istantanea

25/02/2014, 21:40

Se girano girano.
(...) incipit.

Mi stavano girando le palle, e tanto anche. Non si può chiedere a un povero cristo di inserirsi nel traffico domenicale per un cazzo di contratto. Non si fa!
Feci un passo in avanti, sulla carreggiata, le macchine mi scansavano. Va bene, allora un altro po’, vediamo se poi mi ignorano, bastardi.
Un altro passo, poi un altro.
“Stronzo!” Qualcuno urlava dal finestrino mentre pigiava a forza sul clacson. Poi la prima macchina si era finalmente fermata. E la coda di acciaio luccicante iniziava ad allungarsi.
“Che diavolo fai, imbecille?”
Allungando il collo sopra l’altezza della prima auto, cercai un taxi. La quarta macchina era un bel taxi.
“Oh, adesso si ragiona!” sbottai, ma non mi mossi. Dovevo aspettare che quello stronzo di un autista scendesse a dirmene quattro. Solo così non sarebbe ripartito a stecca.
Qualche passante, con il telefonino in mano, mi scattava delle fotografie. Mi misi in posa, tirando giù i pantaloni. Quando finalmente il taxista scese dall’auto e si indirizzò lungo la carreggiata, verso di me. Gli andai incontro.
“Che cazzo di problema hai?” Mi chiese.
Mi piace la città. La gente mette il ‘cazzo’ in ogni tre o quattro parole. “Sono ferito, mi può accompagnare all’ospedale?”
L’uomo cambiò espressione, ma subito dopo cercò di individuare la ferita. “Va bene, vieni.” Disse.
Lo seguii fin nel veicolo e la circolazione riprese senza problemi il suo agitato moto, come se non fosse successo niente. Come se la mia azione fosse già un fantasma, un fossile giurassico.
La donna che stava accompagnando mi squadrò curiosa mentre mi sedevo al suo fianco. “Scusi l’incomodo. Ma a quest’ora i taxi sono miracoli su strada.” Le spiegai.
Lei sorrise e non disse nulla.
“Allora la porto in ospedale.” Riprese il taxista, e io attesi che si fosse immesso nel traffico prima di rivelargli il tutto. Inaspettatamente il taxista trovò la faccenda divertente e, una volta accompagnato la signora, mi portò fin davanti alla porta dell’ufficio gratuitamente.
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Re: FLASH CONTEST: Scrittura istantanea

25/02/2014, 21:40

Scadenza prorogata alle 21:45
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Re: FLASH CONTEST: Scrittura istantanea

25/02/2014, 21:40

Mi rimaneva una sola cosa possibilità. Mi gettai in mezzo alla strada, e le macchine inchiodarono. Scelsi la Uno Bianca. Alla guida c’era un vecchio col cappello datato al carbonio 14. Aprii la portiera e lo scaraventai giù. Saltai sopra e partii dando gas. La vecchia utilitaria scoreggiava come un wrestler messicano ripieno di tacos. Il semaforo divenne giallo, pigiai sull’acceleratore. Un vigile in motoretta iniziò a corrermi dietro. Un’occhiata all’orologio mi diceva che avevo 9 minuti. Inchiodai di colpo e il vigile si smaltò sul lunotto. Ripartii a velocità massima, circa 55 km/h, e bruciai altri due semafori. Meno 7 minuti. Nel sedile del passeggero c’erano dei pannoloni. Ne presi uno e mi pulii la camicia. Meno 5 minuti. Passaggio a livello. Imprecai come un camionista veneto e scesi dalla macchina. Si sentiva il fischio del treno. Saltai la prima sbarra con una mossa da fare invidia al testimonial dell’olio cuore. Il treno mi depilò il coppino. Mancavano 3 minuti. Corsi a perdifiato, con le gambe che si mandavano a fanculo. Mancava meno di un minuto. Accelerai con le gambe che esplodevano. 10 secondi.
Feci una curva e vidi il palazzo. Entrai di corsa, col fiatone. Mi annunciai alla receptionist, che consultò il computer.
“Ah, è in anticipo di un’ora” mi disse.
“Non è possibile”
“Non ha cambiato l’ora? Sabato è entrata in vigore l’ora legale”
Cazzo.
Sentii una mano toccarmi la spalla. C’era il vecchio della Uno. Insieme alla polizia. Mi corcarono di mazzate e mi cacciarono in un cellulare.
Ecco, questo è il motivo per cui odio l’ora legale.
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Re: FLASH CONTEST: Scrittura istantanea

25/02/2014, 21:41

Camminavo senza dosare il peso. I passi erano scomposti, il riflesso della mia figura sulle vetrine era asimmetrico, storto. Qualcosa non andava. Sentii un caldo leggero sul petto, che si trasformò subito in umido. Un piccione mi aveva cagato sulla camicia. Mancavano quindici minuti all'appuntamento e nessun taxi si fermava.
Calma. Rifletti. Fai un sospir… Ohhh fanculo te e il respiro. Alen, svegliati e ottimizza.
Nella mano destra guardavo quei fiori che al momento mi facevano anche abbastanza schifo. Non sapevo più se correre a casa in lacrime e far saltare l’appuntamento con Erika o presentarmi davanti a lei scagazzato sul davanti.
“Ciao Alen!”
“Ehi, ciao Erika, sei bellissima oggi!”
Bacio guancia destra. Bacio guancia sinistra.
“Ma… Alen, scusa… lì… hai una cacca di uccello…”
No. No, no, no, no. Non potevo presentarmi così.
Intanto camminavo, che qui avrei fatto tardi in ogni caso. A ‘sto punto a piedi e via, più veloce della luce!
Pensavo a come pulirmi con i fiori ma poi avrei fatto più danni che altro.
Pensavo a togliermi la camicia ma, su, non esageriamo: al primo appuntamento presentarsi in canotta della saluta, anche no. Tra l’altro semi traforata.
No, no.

Ok, ormai eravamo al dunque. Voltato quell’angolo mi sarei trovato davanti Erika.
Eccola. La vidi… così bella!
“Ciao Alen!”
“Ehi, ciao Erika, sei bellissima oggi!”
Bacio guancia destra. Bacio guancia sinistra.
“Ma… Alen, bello questo giacchino di montone. Che look!”
“Visto! Fichissimo, eh?!”
Grazie zampognaro che stavi dormendo sotto i portici . Fine appuntamento e te l’avrei riportato il tuo giacchino, tranquillo!
Kriash - Alen

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