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La mente nera di Corrado De Rosa

14/09/2014, 11:37

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Corrado De Rosa
La mente nera
Sperling & Kupfer

300 pagine 17 €


L'autore, anch'egli criminologo, ripercorre la vita del “collega” Aldo Semerari con un interessamento autentico, che vivacizza l'intera narrazione e ne costituisce il tratto più coinvolgente.
Il nome di Semerari richiama subito alla memoria di chi ha una certa età, i“segreti d'Italia” e gli “anni di piombo”. Le virgolette sono da tempo obbligatorie.
Difficile però, individuato il personaggio, collegarlo senza fare confusione alla serie di attentati, delitti, sequestri e azioni criminali nelle quali egli ebbe a vario titolo un ruolo. Effettivo o presunto.
Quel che viene subito in mente è la qualifica di criminologo “nero”: perito di parte ini processi di camorra, estensore di perizie vantaggiose per Cutolo e altri malavitosi di spicco. E, sollecitando un po' la memoria: fu accusato di complicità per la strage di Bologna, si attivò durante il sequestro di Ciro Cirillo, venne ucciso, o forse giustiziato, in modo barbaro e infamante.
Pur “avvantaggiata” da professione e data di nascita, ho trovato nella ricerca di De Rosa un gran numero di elementi che non conoscevo oppure che l'informazione, contemporanea come successiva, non mi aveva consentito di collegare. Un lavoro, il suo, davvero ben documentato
L'apparato che cita nella bibliografia è infatti sostanzioso: testi in gran numero -sia d'inquadramento storico che relativi agli eventi significativi del periodo-, atti giudiziari e parlamentari, siti web, articoli giornalistici.

Seguiamo l'ambiguo studioso pugliese, in gioventù comunista rivoluzionario, nelle sue frequentazioni massoniche, attraverso i meandri dell'eversione nera, durante la carriera universitaria.
Semerari, giova tenerlo presente, diviene titolare presso La sapienza di Roma della cattedra di Medicina criminologica, una delle due in cui era stata divisa (l'altra è Psichiatria forense) quella di Antropologia criminale che fu di Lombroso.
Si occupa di psichiatria fenomenologica, una disciplina in fieri, la quale ha molto a che vedere con la filosofia, ed egli è infatti un esperto del pensiero di Jaspers. Vorrebbe applicarne le teorie alla medicina criminologica, allo scopo di comprendere a fondo le scelte e le motivazioni che inducono a delinquere. De Rosa inserisce nel libro, con effetto attraente, alcuni stralci delle sue lezioni e perizie.
Semerari gode di buona considerazione negli ambienti ufficiali, infatti viene spesso chiamato come perito da giudici e avvocati noti, e in contemporanea assiste imputati e pregiudicati illustri. Una contraddizione che non reputa tale (è un tecnico), al pari delle prestazioni a favore di pazienti malavitosi in forza presso “famiglie” avversarie.
E in questo intrico di contrapposti interessi - perseguiti e difesi mediante delazioni, agguati, delitti e finti suicidi- che si nasconde il mistero della sua uccisione.
I nove mesi di prigionia durante le indagini sulla strage di Bologna lo hanno molto provato. Le istituzioni temono, forse, che un suo crollo psicologico possa far emergere personaggi innominabili e accordi vergognosi nella vicenda di Cirillo. La Nuova Famiglia vuole, forse, punirlo per i suoi rapporti con i cutoliani. Sullo sfondo, i servizi segreti più o meno deviati. L'indagine sull'omicidio viene chiusa frettolosamente, gli esiti processuali risulteranno contradditori, le nebbie non si sono finora diradate.

L'editore colloca il lavoro di De Rosa nella collana Le radici del presente la quale, spiega, vuole (ri)proporre alla riflessione vicende recenti: a un paese “ allergico alla memoria” che “non conosce il passato prossimo”. Immagino un contenitore narrativo di eventi e personaggi dei quali non siamo in grado di rendere “storicamente” conto. I vuoti e le menzogne sono troppi per elaborare una collocazione coerente e proporre giudizi, per quanto cauti e falsificabili.
E' però necessario tenerli in mente, gli “anni di piombo”, non smettere di cercare uno spiraglio di luce nella lunga serie di depistaggi, deviazioni, connivenze, ambiguità e colpe istituzionali. Rimuoverli, non interrogarsi più, significherebbe aver perso ogni speranza di verità.
L'hanno (abbiamo) messa da parte in molti; trovo encomiabile che la coltivi, mediante un lavoro lungo e impegnativo, una persona giovane.

Oltre all'età, leggo nel risvolto di copertina che De Rosa, pur avendo scritto altri libri, si definisce scrittore occasionale. In certo senso lo è: la sua prosa, peraltro gradevole, non ha pretese letterarie. E neppure riprende il fraseggio dello storico (potrebbe essere un pregio!), preferendo una narrazione più “romanzesca”, che evoca il thriller.
Il risultato non convince del tutto. La gran quantità di fatti, nomi, testimonianze non consente di mantenere il ritmo adatto; viceversa, l'approccio un po' giallo rischia di deludere il lettore ignaro degli eventi (benchè avvertito che gli enigmi non saranno sciolti).


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Florelle
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Re: La mente nera di Corrado De Rosa

14/09/2014, 21:21

Bella recensione, Virginia. Ti dirò, sono abbastanza curiosa di leggere il libro, spero di non perdermi negli eventi.

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MasMas
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Re: La mente nera di Corrado De Rosa

15/09/2014, 7:01

Affascinante e inquietante.
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Re: La mente nera di Corrado De Rosa

15/09/2014, 18:21

Grazie.
E' senz'altro interessante e mi sembra stia avendo successo. L'espresso gli ha dedicato un articolo di due pagine, per mano di De Cataldo. Se si è giovani e/o ci si occupa di altre materie, (almeno) una cronologia può facilitare la lettura!
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