Stefano Messori
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Recensione "IMMAGINA I CORVI" - Edizioni TRE60

12/05/2014, 1:09

Titolo: IMMAGINA I CORVI
Autore: Luigi Sorrenti
Editore: TRE60 (16 gennaio 2014)
Collana: TRE60
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8867021583
ISBN-13: 978-8867021581
Copertina flessibile: 442 pagine
Prezzo di copertina: € 12,90

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Stile: <o> <o> <o> <o>         
Contenuti: <o> <o> <o> (per l'appesantimento della narrazione)         
Voto generale: <o> <o> <o>

Immagina tutto ciò.
È quando ti è accaduto un pomeriggio d'estate di parecchi anni fa. L'estate che segnò la tua vita, la vita di un intero paese. L'estate del 1986. L'estate della grande siccità. L'estate che per tutto il mondo fu quella di Maradona. Per gli abitanti di Spinòsa, fu l'estate dei corvi.


Dopo una introduzione misteriosa in corsivo, quasi onirica, nel raccontare una vicenda di un passato fanciullesco -forse di un possibile protagonista-, i primi capitoli si aprono su una carrellata di personaggi del piccolo paese di Spinosa e si fatica un po' a entrare nella storia di questo giallo. Perché di un giallo si tratta, anche se alla fine l'indagine è un po' pretestuosa, a mio parere. 
Si fatica perché sin dall'inizio del romanzo ci si perde nella descrizione di tanti personaggi, abitanti di un piccolo paese arroccato nella Murgia pugliese, la frazione di Spinosa, una comunità chiusa e pacatamente ostile verso i forestieri. Un giornalista ritorna alle sue radici, nella sua terra natale che ormai non riconosce e che lo accoglie da straniero. Ci si aspetterebbe fosse lui la voce narrante che accompagna il lettore, attraverso gli occhi di un osservatore esterno che vuol carpire l'evolversi delle indagini, scontrandosi con il muro di gomma della comunità. Un ostracismo marcato, arido come la sua terra. Eppure questo filo si perde e si recupera varie volte, frammentato dal ripetersi in corsivo di ricordi di un anonimo -arrivando a considerarlo il pensiero dell'assassino... forse-, un protagonista che rimane nell'ombra, che viene sommerso più dalla descrizione del paese e i suoi abitanti che dall'evolversi delle indagini.
Superato l'impatto iniziale che si protrae fin verso metà romanzo, si comincia a dipanare la matassa dei rapporti sociali che lega gli abitanti superstiziosi, pieni di omertà quasi stereotipata di una qualunque piccola comunità del Meridione. Contribuisce a descrivere questa sensazione il clima soffocante e torrido di un'estate dell'86, segnata dai mondiali di calcio vissuti quasi come un diversivo, un momento di falsa aggregazione, un contatto col mondo esterno che resta dietro il vetro del tubo catodico, dopo l'inquietante arrivo dei corvi, messaggeri di sventura. 
Elemento interessante è appunto il legame tra i delitti e l'arrivo di questi volatili dal cupo piumaggio, che incombono sul paese stendendo sotto le loro ali un alone di fantastico e soprannaturale alla storia. Delitti cruenti che riportano a galla vecchi scheletri e peccati seppelliti frettolosamente, con vergogna, dall'intera cittadinanza.
L'atrocità del modus operandi e la firma dell'assassino vergata col sangue delle vittime gettano scompiglio nella comunità, che reagisce chiudendosi ancor più in un omertoso silenzio e rifugiandosi dal sole cocente nella parvente serenità delle mura familiari, davanti allo schermo, nel susseguirsi delle partite.
Le indagini, dopo il primo efferato omicidio di un bimbo extracomunitario, seguono due binari paralleli: quello dell'acuto giornalista che accoglie in casa un vecchio barbone e una giovane tossica e le serrate interrogazioni del diligente ispettore giunto dal capoluogo, che si scontra con un incapace assistente locale di polizia. Una figura oscura si aggira tra le vie del paese, giunto proprio con l'arrivo dei corvi e costantemente visto in prossimità dei delitti, quando venivano compiuti.
Spunti sagaci e buona struttura reggono una narrazione che, senza il neo d'essere appesantita nella prima metà del libro da digressioni che rallentano la fluidità di lettura, risulterebbe un ottimo poliziesco. Infatti l'autore possiede un buono stile di scrittura e ottime basi per tessere l'intrigo, se non si perdesse in sottotrame interessanti ma che fanno calare ripetutamente la tensione emotiva, che fortunatamente riprende slancio da metà romanzo. Per un autore rimaneggiare o "sfrondare" la propria opera diventa un lavoro faticoso, ma trovo sia importante farlo per gustarsi un ottimo giallo, attenendosi il più possibile al filone centrale mantenendo una tensione costante e incalzante sul finale.
Lo consiglierei agli amanti del genere per lo stile e la capacità descrittiva dei personaggi -tra cui l'ottusa comunità e i nefasti volatili rivestono ruoli importanti nella struttura narrativa- e l'abilità di utilizzare colpi di scena coerenti e funzionali, sviluppati soprattutto nella seconda parte, quando si svela l'arcano degli omicidi accaduti sessant'anni prima.

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Florelle
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Re: Recensione "IMMAGINA I CORVI" - Edizioni TEA

12/05/2014, 8:55

Grazie, Stefano, bella recensione :).
Stamattina la segnalo alla c.e. ;)

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Black Bart
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Re: Recensione "IMMAGINA I CORVI" - Edizioni TEA

12/05/2014, 10:01

Bella recensione Stefano!
Siamo sporchi, bastardi e cattivi... Siamo Pirati.

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barbara78e
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Re: Recensione "IMMAGINA I CORVI" - Edizioni TRE60

22/05/2014, 9:53

...in cosa può sperare il raccolto se non nella cura del mietitore?

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