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Uso del tempo passato nella narrazione

30/10/2011, 14:29

Revisionando un racconto di Alex ho ragionato parecchio sull'uso del tempo passato e di come il suo uso possa dare al lettore una sensazione diversa a seconda del tipo di passato usato.

Imperfetto.
Trovo che narrare una storia usando l'imperfetto sia un modo per raccontare fatti imprimendo alla storia una forte carica malinconica. E' appropriato per una narrazione con voce fuori campo che ci racconta di avvenimenti passati, ricordi.

Sandra andava ogni giorno a trovare la nonna malata, le era molto affezionata. Stava con lei tutto il pomeriggio ed ascoltava dall'aziana signora storie che sapevano di magia


Ma può benissimo essere usato anche per la narrazione in prima persona:

Andavo ogni giorno a trovare mia nonna malata, le ero molto affezionato. Stavo con lei tutto il pomeriggio ed ascoltavo storie che sapevano di magia.


Passato prossimo.
Trovo il passato prossimo adatto alla narrazione in prima persona di fatti succesi poco tempo indietro nel tempo.

Sono stato anche ieri da mia nonna, le sono molto affezionato. Lei, come al solito, mi ha raccontato una storia che sapeva di magia.


Passato remoto.
Usare il passato remoto è forse il modo più classico. Racconta i fatti con più distacco rispetto all'imperfetto, si addice a qualsiasi tipo di narrazione e non c'è più l'aspetto malinconico.

Sandra andò anche quel giorno a trovare la nonna malata, le era molto affezionata. Si fermò da lei tutto il pomeriggio ed ascoltò dall'aziana signora storie che sapevano di magia


Ma va altrettanto bene per l'uso in prima persona:

Andai anche quel giorno a trovare mia nonna malata, le ero molto affezzionato. Mi fermai da lei tutto il pomeriggio ed ascoltai storie che sapevano di magia.


Trapassato prossimo.
Si usa il trapassato prossimo soprattutto per i flash back o per raccontare qualcosa successa precedentemente al tempo narrativo principale, che può essere sia passato remoto che imperfetto che prossimo.

Sandra andò anche quel giorno a trovare la nonna malata, strada facendo si ricordò che il giorno precedente le era successa una cosa strana. Mentre tornava dalla scuola si era avverato quello che la nonna le aveva raccontato.


Si può anche usare in tutto il racconto il trapassato se si vuole caricare di importanza la voce che sta raccontando. Il narratore infatti racconta a qualcuno (anche al lettore stesso) fatti già successi e mentre il passato remoto sembra proiettare sulla scena il lettore; il trapassato lascia il lettore davanti al narratore che gli sta parlando (immaginiamo un narratore al bar che racconta come sono andati i fatti, il suo interlocutore rimane al bar ad ascoltarlo, come se la telecamera fosse sempre puntata su chi parla).

Sandra era andata anche quel giorno a trovare la nonna malata, le era molto affezionata. Si era fermata da lei tutto il pomeriggio ed aveva ascoltato dall'aziana signora storie che sapevano di magia. Mettiti seduto, la storia è lunga. Dicevo... ah Sandra. E' sempre stata una ragazza per bene...



Flusso temporale della narrazione.

La narrazione classica si svolge in questo modo:
A-B-C-D-E-F
C'è un flusso cronologico degli avvenimenti, c'è linearità. Sarà semplice capire i fatti e le evoluzioni della storia. Non ci sarà bisogno di cambi di tempo. La scelta del tipo di passato è solo un fatto di gusto, di quale sensazione fare imprimere alla storia.

B-C-D-A-E-F
Qui c'è un flash back: A. A è successo prima di B e C e D ma viene raccontato dopo di loro. Se il flusso temporale della narrazione fosse una linea retta a si troverebbe su una seconda linea parallela ma staccata. In questo caso è molto importante differenziare il tempo, se B, C e D sono al passato remoto A dovrà essere al trapassato per dare profondità, per far capire al lettore il cambio di piano temporale.

Poi c'è la narrazione che non segue un flusso cronologico. Pensiamo a pulp fiction, esempio lampante in cui i piani temporali vegono scombinati, mescolati. John Travolta a metà film viene ucciso da Bruce Willis eppure è il protagonista di tutta la seconda parte del film che racconta fatti avvenuti in precedenza alla sua uccisione.
Addirittura si può partire da F per raccontare quello che è avvenuto prima. Cioè per esempio viene raccontato della morte di tizio per poi ripercorrere più o meno a ritroso la storia.
Aggiungedo flash back avremo un flusso temporale totalmente sconvolto: F-B-C-D-A-E
Questo tipo di narrazione è molto molto particolare, se ben scritta la rende davvero spettacolare. E' molto importante che lo scrittore dia punti di rifermento ed usi i tempi nel modo giusto perchè è facile creare confusione nel lettore. La confusione nel lettore fa sì che un testo potenzialmente ottimo risulti scadente perchè incomprensibile. Quindi in questi casi è importante l'uso del trapassato per F e A in modo da distinguerli "ad orecchio".
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Re: Uso del tempo passato nella narrazione

30/10/2011, 14:32

Ho cercato di ragionare sull'uso dei tempi passati pur non essendo un maestro di grammatica. Di solito quando scrivo vado ad intuito e non penso ai tempi. Tuttavia spesso si trovano errori e bisogna sistemare intere pagine con tempi non coerenti con quello scritto in precedenza.
Invito quelli più esperti di me a fare altri esempi, trovare altri usi del passato in modo da fare un post abbastanza esaustivo, molto di più di quello che è adesso. Se ho scritto strafalcioni segnalatemeli che correggo!
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Re: Uso del tempo passato nella narrazione

06/02/2013, 13:58

Questo post me l'ero perso!
Bravo moi capitan. Mi tornerà utilissimo. :)
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Re: Uso del tempo passato nella narrazione

06/02/2013, 17:34

Well done, boss! 8-)
Bumerang!
https://aniellotroiano.wordpress.com/bumerang/

Il romanzo si legge d’un fiato, i personaggi escono fuori benissimo e i dialoghi sono perfetti. Mi dispiace quasi che sia corto, ne avrei letto un altro po’!
Gianluca Morozzi

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Re: Uso del tempo passato nella narrazione

22/10/2013, 16:42

Utilissimo post, soprattutto per noi "sabaudi" che il passato remoto non lo usiamo mai!

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Re: Uso del tempo passato nella narrazione

22/10/2013, 18:57

Ah ah, è vero! Da sud regno del remoto, si arriva in sabaudia dove è quasi fuori luogo.
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

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Re: Uso del tempo passato nella narrazione

23/10/2013, 9:14

Mi ero presa questo post... Effettivamente anche io vado molto a braccio, non penso quasi mai a l tempo verbale che sto utilizzando. Io leggo il mio testo e solo se mi suona male rivedo i tempi... Certo però il mio non è il modo migliore di lavorare

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Re: Uso del tempo passato nella narrazione

23/10/2013, 12:53

MasMas ha scritto:Ah ah, è vero! Da sud regno del remoto, si arriva in sabaudia dove è quasi fuori luogo.


E' talmente fuori dal nostro modo abituale di parlare e pensare che quando lo usiamo, sforzandoci, ci suona stranissimo...

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Re: Uso del tempo passato nella narrazione

23/10/2013, 13:57

Grazie capitano, in effetti anch'io non rifletto mai su che tempo verbale usare, in realtà lo scrivo come lo racconto nella mia mente...allego questo post al quaderno delle spulciate, quello che sfodero quando ho qualche dubbio. :roll:
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