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L'innamoramento

11/11/2016, 9:48

Piratacci, tirate fuori il vostro lato romantico, che ne ho bisogno.
Sto scrivendo un racconto, che non è incentrato su una love story, ma dove ho comunque bisogno che i protagonisti si innamorino. E dovrebbero anche farlo in mezza cartella, una al massimo. :roll:
Avete presente quando due si conoscono e iniziano a parlare e il dialogo è così brillante e malizioso che si piacciono di immediato? Beh, io no. Non ho la minima idea di come si scriva una cosa del genere.
Sono capace di descrivere una scena horror con dovizia di particolari splatter, ma i meccanismi dell’innamoramento mi sfuggono (eh, lo so, non sono normale).
Mi date qualche consiglio?

Se servisse saperlo (penso di sì) i protagonisti non sono due ragazzini alla prima cotta, sono entrambi sulla cinquantina.

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Re: L'innamoramento

11/11/2016, 10:06

A rapporto!
Beh, sì, l'età fa la sua differenza, perchè uno che ha già avuto esperienze in passato non può fare a meno di fare paragoni, o di pensare "ecco, sbaglierò un'altra votla", oppure "dai che stavolta è quella buona".
Poi c'è il fatto che ognuno viene attratto da qualcosa di diverso, e i tuoi personaggi solo tu li conosci, perchè avrai una scheda personaggi (vero??)
Quindi trova quella cosa (sicurezza, timidezza, estro, sbadataggine, capacità di abbinare i colori, un neo sulla guancia...) che all'altro piace e giocaci su.
Ecco, ti direi di evitare cose tipo "lui incrociò lo sguardo con il suo e lei si sentì ribollire dalla testa ai piedi", che è giusto un pelino abusato ;)

a disposizione <3
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Re: L'innamoramento

11/11/2016, 13:03

Che bello. Bel tema. Beh, io sì. Può succedere.
A disposizione anch'io.
Il lato romantico c'è, pure quello più pratico.
Vai nello specifico. Hai già i personaggi in testa ? Io andrei sul gioco della seduzione, tipo parole dette o non dette.
Dire tanto fino ad un certo punto. Un po' di tensione data dal non conoscersi appieno.
Aggiornaci. Chiedi. Bussa. Chiama. Vedi tu ;)
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

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Re: L'innamoramento

11/11/2016, 13:06

Il fatto che siano maturi come età li rende cauti, ma allo stesso tempo hanno più esperienza.
Devi giocare sulle affinità o cose in comune.
Prima devi delineare come si sono conosciuti. Può essere l'inizio dell'aggancio tra i due.
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Re: L'innamoramento

11/11/2016, 14:09

- puntare su caratteristiche che piacciono
- evitare i clichè
- parole dette e non dette
- giocare sulle affinità

Preso nota, grazie. Altri suggerimenti?
Titty ha scritto:Prima devi delineare come si sono conosciuti. Può essere l'inizio dell'aggancio tra i due.

Si conoscono in un bar. Lei è la barista, lui l’avventore. Lui è un tipo che nella vita ne ha prese tante di batoste, lei ha un carattere dolce e solare. È durante questo primo incontro che dovrebbe scattare la scintilla. Lui non cerca l’amore, ma inaspettatamente lo trova. Vorrei che si capisse dal dialogo, senza dover dire che si innamora.

Appena butto giù due righe le posto, così le massacrate… ehm… le rivedete.

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Re: L'innamoramento

11/11/2016, 14:11

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Re: L'innamoramento

11/11/2016, 14:33

E lei? È restia a innamorarsi? Chi inizia il gioco seduttiVo?
Non devi dire che s'innamorano, ma farlo intuire dal dialogo.
Cerca di tirare fuori le emozioni, non descrivere troppo ( lo faccio anch'io, invece per chi legge è bello intuire)
Consigli
- dialogo naturale
- non dovrebbero esporsi con parole dirette
-entrare in confidenza con racconti personali ma appena accennati.
- esprimere la sensazione di benessere attraverso il rossore delle guance di lei, il sorriso di entrambi.
Quando metti il testo, vediamo meglio.
;)
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Re: L'innamoramento

11/11/2016, 15:14

puntare sulle caratteristiche che piacciono ... oppure che non piacciono. A volte gli opposti si attraggono, e di solito questa modalità caccia via un po' di clichè. (l'ho detto giusto per confonderti di più le idee :) )
"non aveva mai sopportato quelli che masticavano la gomma mentre le parlavano. E questo continuava a muovere quelle labbra chiuse. Quelle due labbra...!

:)
ovviamente non devi dire che si innamorano. Anche perchè per innamorarsi non serve mica un attimo
Onestamente non so se ci si possa innamorare in un dialogo. Per me vuoi descrivere un colpo di fulmine, e quello è una scintilla, non una parola.
Il dialogo potrebbe avere un contenuto scontato ma intervallato da gesti che fanno capire un imbarazzo strano, che normalmente non avviene con le persone di cui non t'interessa nulla, Essendo la prima volta che si vedono, mica possono parlare di filosofia... oppure si? dipende dai tuoi personaggi.
Magari lei da' una risposta giusta a una domanda difficile (vedi solo un cappello o un elefante che ha ingoiato il boa ?)
Non lo so... Con che stato d'animo arriva lui nel bar? Cosa cerca in quel momento? Qual è la cosa più destabilizzante per lui in quel momento? la cosa meno scontata che può presentarglisi di fronte? una battuta banale che per lui significa qualcosa di pungente, di drammatico, metafora di qualcosa, che gli scava dentro e tocca un problema, un sogno...?
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Re: L'innamoramento

11/11/2016, 15:31

Ah, scusa, leggo meglio ciò che ha detto Titty: volevi fare un gioco seduttivo o una cosa casuale?
Su di lei (ma dipende poi che pov utilizzi e se vuoi far innamorare entrambi nello stesso momento - non è detto che debba avvenire):
lei sarà abituata a essere gentile e cordiale con tutti i clienti, se quello è il suo carattere. Se aggiungi che lui non è in cerca di storie, è difficile che abbia un atteggiamento da conquistatore. LEi Dovrà quindi innamorarsi del suo modo di fare .. normale, usuale, della sua spontanea postura, o spontanea sicurezza o insicurezza, del suo modo di ragionare, o appunto di una domanda/risposta particolare. Sono quelle sfumature nell'atteggiamento comune di una persona di cui non ci si rende conto. Una gentilezza, magari. Un complimento non artificioso, uscito così. Magari neppure detto a lei, ma al suo cane, o a una persona/cosa criticata da tutti gli altri
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Re: L'innamoramento

12/11/2016, 14:09

Che tutoraggio, ragazze, grazie davvero _|
Vi posto lo stralcio che ho scritto ieri sera, dopo aver letto i vostri suggerimenti. Si tratta del primo incontro tra i due. Ovviamente non ho la pretesa che si innamorino all’istante, ma spero di essere riuscita a creare (e trasmettere al lettore) almeno un po’ di chimica tra di loro. Mi rimetto al vostro giudizio.

Arrivò in fondo al paese, alternando passo e corsa e per tornare indietro si addentrò in una via periferica, dove scoprì un locale che non conosceva. L’insegna recitava “Nectar - juice bar -” L’interno era piccolo e luminoso, colorato sui toni verde e arancio, con grandi disegni di frutta e verdura in stile cartoon. E grosse quantità di frutta e verdura, vere e di stagione, facevano bella mostra di sé in grandi contenitori di vetro. Tutto l’insieme dava una sensazione di pulizia e freschezza. Bertók entrò. Di fronte al bancone c’erano solo quattro tavoli disposti in fila, e di questi solo uno era occupato da una coppia di ragazzine, impegnate in un fitto chiacchiericcio. Dietro al bancone, una donna di bell’aspetto, che a colpo d’occhio collocò tra i quarantacinque e i cinquant’anni anni, lo salutò affabile, con un familiare: – Ciao! – E subito dopo, aggiunse: – Sembri sfinito – addolcendo il commento troppo diretto con un sorriso che le irradiò il volto.
Cercando di darsi una rassettata con le mani, Bertók si avvicinò al bancone. – Sono andato a correre – disse – ed era da un pezzo che non lo facevo. Ho perso un po’ di smalto.
– Capisco. Che cosa ti posso offrire?
Bertók guardò un po’ spaesato il cartellone alle spalle della donna, con i nomi e gli ingredienti dei succhi. – Cosa mi consigli? – chiese.
– Esotico: mango cocco e ananas. Ideale per ricaricarsi dopo lo sport. Dà energia, vitalità e buonumore.
Bertók assentì col capo. – Suppongo che ne hai appena bevuto uno.
La donna scoppiò in una risata fresca come una sorgente di montagna. – La mia è adrenalina naturale – rispose, poi gli diede le spalle per preparare il succo e lui non poté fare a meno di osservare la sua figura asciutta ma tornita.
Quando gli posò la bibita davanti, lui le tese la mano e si presentò: – Mi chiamo Bertók.
– Bertók – ripeté lei – Di dove sei? I lineamenti del tuo viso sono particolari, un po’ esotici, come il succo.
– Sono del mondo. Mio padre era ungherese, mia madre francese. Ma nei miei avi c’è una mescolanza di razze, come succede spesso nell’ambiente del circo.
– Sei un artista del circo?
– L’ho lasciato da tempo, per seguire la mia carriera in solitaria come funambolo.
La donna gli conficcò negli occhi uno sguardo di fiamma viva. – Caspita. Devi avere una vita avventurosa.
Lui sviò l’argomento – E di te che mi racconti?
– Mah, niente – si schermì lei, arrossendo un po’. – La mia è una vita ordinaria. L’unica cosa particolare che ho è il nome. Griselda. Lo devo a mia madre.
– Origini germaniche?
– Appassionata di letteratura. Sai, nella novella del Boccaccio... Griselda, la moglie fedele.
Risero entrambi.
– E sei una moglie fedele? – la provocò Bertók.
Griselda stirò le labbra in un sorriso malizioso. – Felicemente divorziata – rispose. – E tu?
– Scapolo. Quale donna vorrebbe un marito che passeggia su un filo a quaranta metri d’altezza?
– Oh, così in alto ti esibisci?
Bertók si beò del suo stupore. Da tanto tempo non provocava queste reazioni. Da giovane, quando si esibiva, non aveva voluto stringere legami. Ma conquistare una donna per una sera, facendo leva sul fascino dell’artista, per lui era facile come eseguire una giocoleria. In qualunque città andasse, il suo letto non restava mai vuoto. Dopo l’incidente invece non era stato capace di creare legami; le donne che lo avevano amato si erano allontanate, vinte dal suo carattere scostante e dai frequenti malumori.
Nel locale entrò un altro avventore e mentre Griselda si occupava di lui, Bertók terminò di bere il succo e si avvicinò alla cassa. Quando la donna lo raggiunse, gli chiese: – Allora, ha funzionato? Ti senti carico di energia e vitalità?
– Mi sento un toro – scherzò lui.
Griselda rise. E Bertók si sentì orgoglioso di essere riuscito a provocare in lei quella reazione.
– Mi è piaciuto – le disse. – E tornerò a provarne altri.
– Ti aspetto.
– Come una moglie fedele?
Di nuovo quel sorriso.
Mentre si chiudeva la porta alle spalle, lo raggiunse ancora la voce di lei: – Ciao, funambolo. Guarda bene dove metti i piedi.

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