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[Dubbio]Il "monologo" di un personaggio in un dialogo

09/06/2011, 17:25

Allora, premesso che io uso le caporali, ho un dubbio. Se un personaggio, durante un dialogo, fa un lungo monologo. Cosa è meglio fare? Tutto un continuo, senza paragrafare, oppure inserire qualche interruzione? E se propendete per la seconda ipotesi, come si fa a far capire che parla sempre lui?

Esempio1:
«E Maria, che tipo è?»
«Che tipo è... non lo so... che tipo era, posso dirglielo! Ma dobbiamo tornare indietro nel tempo a quando aveva 12 anni!» Lorenzo si mette comodo sulla sedia. Prende un tovagliolino con il marchio del caffè e inizia a giocarci, seguendo linee immaginarie fa pieghe su pieghe, per poi stirarlo con le mani e ricominciare da capo.
«A dodici anni Maria ha perso il padre. Zio Stefano era un brav'uomo! Lavorava per mantenere la famiglia... a quell'epoca mio padre non se la passava bene, e zio Stefano lo aiutava come poteva... non era ricco, ma aveva un buono stipendio!» la voce del ragazzo sembrava tremare al ricordo della sua infanzia.
«Maria era così dolce. Così brava... poi zio Stefano è morto. Schiacciato da una trave su al cantiere. Un cavo si è rotto e lui era proprio nel posto sbagliato. Una tragica fatalità, che mandò a puttane la vita di Maria e di Carla, sua madre.
«Il lavoro della madre di Maria non poteva bastare per pagare l'affitto e le spese. Faceva la sarta a casa... guadagnava un niente... io avevo sedici anni.
«E' successo tutto così in fretta che non credo Maria se ne sia nemmeno resa conto. Sono partite una mattina all'alba. Lo zio di Carla aveva una specie di grossa azienda agricola, e aveva proposto alla nipote di andare a vivere con lui in cambio di aiutarlo con le faccende di casa. Maria avrebbe potuto andare a scuola, vivere normalmente... capisce Angela?»
«Certo che capisco, Lorenzo. Ma non metto a fuoco la faccenda, in realtà!»
«Zio Carmelo era uno stronzo, sa?» sussurrò avvicinandosi al viso di Angela. Gli occhi lucidi e il naso arrossato dallo sforzo di trattenere le lacrime.
«Io me ne ero accorto dalla prima visita in quella fattoria!» la mani strette a pugno «Trattava meglio gli animali pronti per il macello, che i suoi dipendenti! Vigeva un regime di terrore!»
Angela iniziava a capire.
«Maria aveva sempre dei lividi, quando le telefonavo rispondeva a monosillabi. Quando andavo da lei era tutto un non fare quello, non dire questo, non prendere quello. E quando le chiedevo perché di quei divieti la risposta era sempre la stessa: “Non voglio far arrabbiare Zio Carmelo”
«Non mi ha mai detto cosa facesse quando si arrabbiava, zio Carmelo, ma non erano belle cose... di sicuro! E qualche idea, dopo, me la sono fatta!»

Qui si va a capo e si riapre le virgolette senza averle chiuse in precedenza, si capisce che è sempre dialogo e che parla sempre lo stesso personaggio.

Esempio2:
«E Maria, che tipo è?»
«Che tipo è... non lo so... che tipo era, posso dirglielo! Ma dobbiamo tornare indietro nel tempo a quando aveva 12 anni!» Lorenzo si mette comodo sulla sedia. Prende un tovagliolino con il marchio del caffè e inizia a giocarci, seguendo linee immaginarie fa pieghe su pieghe, per poi stirarlo con le mani e ricominciare da capo.
«A dodici anni Maria ha perso il padre. Zio Stefano era un brav'uomo! Lavorava per mantenere la famiglia... a quell'epoca mio padre non se la passava bene, e zio Stefano lo aiutava come poteva... non era ricco, ma aveva un buono stipendio!» la voce del ragazzo sembrava tremare al ricordo della sua infanzia.
«Maria era così dolce. Così brava... poi zio Stefano è morto. Schiacciato da una trave su al cantiere. Un cavo si è rotto e lui era proprio nel posto sbagliato. Una tragica fatalità, che mandò a puttane la vita di Maria e di Carla, sua madre. Il lavoro della madre di Maria non poteva bastare per pagare l'affitto e le spese. Faceva la sarta a casa... guadagnava un niente... io avevo sedici anni. E' successo tutto così in fretta che non credo Maria se ne sia nemmeno resa conto. Sono partite una mattina all'alba. Lo zio di Carla aveva una specie di grossa azienda agricola, e aveva proposto alla nipote di andare a vivere con lui in cambio di aiutarlo con le faccende di casa. Maria avrebbe potuto andare a scuola, vivere normalmente... capisce Angela?»
«Certo che capisco, Lorenzo. Ma non metto a fuoco la faccenda, in realtà!»
«Zio Carmelo era uno stronzo, sa?» sussurrò avvicinandosi al viso di Angela. Gli occhi lucidi e il naso arrossato dallo sforzo di trattenere le lacrime.
«Io me ne ero accorto dalla prima visita in quella fattoria!» la mani strette a pugno «Trattava meglio gli animali pronti per il macello, che i suoi dipendenti! Vigeva un regime di terrore!»
Angela iniziava a capire.
«Maria aveva sempre dei lividi, quando le telefonavo rispondeva a monosillabi. Quando andavo da lei era tutto un non fare quello, non dire questo, non prendere quello. E quando le chiedevo perché di quei divieti la risposta era sempre la stessa: “Non voglio far arrabbiare Zio Carmelo”. Non mi ha mai detto cosa facesse quando si arrabbiava, zio Carmelo, ma non erano belle cose... di sicuro! E qualche idea, dopo, me la sono fatta!»

Qui invece non si "paragrafa".

Esempio3:
«E Maria, che tipo è?»
«Che tipo è... non lo so... che tipo era, posso dirglielo! Ma dobbiamo tornare indietro nel tempo a quando aveva 12 anni!» Lorenzo si mette comodo sulla sedia. Prende un tovagliolino con il marchio del caffè e inizia a giocarci, seguendo linee immaginarie fa pieghe su pieghe, per poi stirarlo con le mani e ricominciare da capo.
«A dodici anni Maria ha perso il padre. Zio Stefano era un brav'uomo! Lavorava per mantenere la famiglia... a quell'epoca mio padre non se la passava bene, e zio Stefano lo aiutava come poteva... non era ricco, ma aveva un buono stipendio!» la voce del ragazzo sembrava tremare al ricordo della sua infanzia.
«Maria era così dolce. Così brava... poi zio Stefano è morto. Schiacciato da una trave su al cantiere. Un cavo si è rotto e lui era proprio nel posto sbagliato. Una tragica fatalità, che mandò a puttane la vita di Maria e di Carla, sua madre.
Il lavoro della madre di Maria non poteva bastare per pagare l'affitto e le spese. Faceva la sarta a casa... guadagnava un niente... io avevo sedici anni.
E' successo tutto così in fretta che non credo Maria se ne sia nemmeno resa conto. Sono partite una mattina all'alba. Lo zio di Carla aveva una specie di grossa azienda agricola, e aveva proposto alla nipote di andare a vivere con lui in cambio di aiutarlo con le faccende di casa. Maria avrebbe potuto andare a scuola, vivere normalmente... capisce Angela?»
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«Io me ne ero accorto dalla prima visita in quella fattoria!» la mani strette a pugno «Trattava meglio gli animali pronti per il macello, che i suoi dipendenti! Vigeva un regime di terrore!»
Angela iniziava a capire.
«Maria aveva sempre dei lividi, quando le telefonavo rispondeva a monosillabi. Quando andavo da lei era tutto un non fare quello, non dire questo, non prendere quello. E quando le chiedevo perché di quei divieti la risposta era sempre la stessa: “Non voglio far arrabbiare Zio Carmelo”
Non mi ha mai detto cosa facesse quando si arrabbiava, zio Carmelo, ma non erano belle cose... di sicuro! E qualche idea, dopo, me la sono fatta!»

Qui si va a capo, ma non si riaprono le virgolette.

Ora, vi chiedo, secondo voi come si può fare?
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Re: [Dubbio]Il "monologo" di un personaggio in un dialogo

09/06/2011, 17:50

Per me è molto chiaro il tuo primo esempio, che essendo più "concentrato", fa capire meglio che il discorso lo sta tenendo sempre la stessa persona...

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Re: [Dubbio]Il "monologo" di un personaggio in un dialogo

09/06/2011, 17:55

Quindi tu consigli di andare a capo facendo "paragrafo" e riaprendo le virgolette?
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Re: [Dubbio]Il "monologo" di un personaggio in un dialogo

09/06/2011, 17:58

LutaStyle ha scritto:Quindi tu consigli di andare a capo facendo "paragrafo" e riaprendo le virgolette?


Yes... o!
Però poi vedi tu quale preferisci alla fine... ;)

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Re: [Dubbio]Il "monologo" di un personaggio in un dialogo

09/06/2011, 18:00

E' quello che preferisco anche io! :) :D

o?
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Re: [Dubbio]Il "monologo" di un personaggio in un dialogo

09/06/2011, 19:57

LutaStyle ha scritto:E' quello che preferisco anche io! :) :D

o?


Di solito uso anch'io quel sistema... ;)

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