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MavaffanPOV

18/09/2013, 10:21

Il titolo per sottolineare che l'argomento torna sempre di moda: è un tormentone per tutti gli scrittori.
E allora, dico io, approfittiamone per riparlarne, che non guasta mai. Intanto, POV è inglese, in italiano fa PdV Sì lo so io scrivo POV. C'è sempre tempo per correggersi nella vita.
Detto poi che qui in didattica ci sono alcuni articoli interessanti, il nostro grandissimo Ognibonus propone alcune domande specifiche, in calce all'editing del suo racconto per la raccolta di Natale a Ferragosto.

Ognibonus ha scritto:Per quanto riguarda il POV, se ne possono usare di diversi in un racconto oppure è un errore stilistico?
Nel caso del mio racconto ho usato - per ignoranza - il POV del protagonista e della mantide e credo pure di una delle figlie della mantide.
In realtà volevo scrivere la storia vista dal POV del narratore. E' una tecnica superata?
Come si può rimanere sempre nel POV di un personaggio?
Grazieee! :D
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Re: MavaffanPOV

18/09/2013, 10:36

Di PdV nel racconto se ne possono usare anche mille, basta dosarli. Il PdV (su un personaggio) proietta il lettore nella sua testa, quindi rende la visione di chi legge legata agli occhi del personaggio, e contribuisce a creare empatia tra il personaggio e il lettore (ovviamente più il PdV è dentro al personaggio più l'effetto è forte).
Cosa importante però è creare uno stacco, in modo che sia il più chiaro possibile, quando si salta da un PdV a un altro. Quando cambia il capitolo, per dire.
Poi il problema è dosarlo. In genere, il salto di PdV è uno stacco brusco per il lettore, per cui meno ce n'è meglio è. Deve essere giustificato. Per esempio, se un tasto ha due protagonisti, o magari un protagonista e un antagonsita su cui ci si vuole focalizzare bene, ha un suo senso.
Il PdV del narratore (esterno, direi di capire da quanto scrivi): risolve tutti i problemi. Scrivi quello che ti pare di chi ti pare. Lui vede da fuori come una telecamera. Qui bisogna fare un distinguo importante: il narratore esterno oonisciente o meno. Il narratore onnisciente vede tutto, e questo ok, ma anche ssa tutto di tutti. Può riferire pensieri, sa del prima e del dopo e di ovunque. Questo narratore in genere è sconsigliato. Il narratore non onnisciente vede solo quello che vede, per cui non ti risolve il problema, anzi delle volte, non sapendo niente di nessuno, è più un casino (non puoi riferire pensieri di nessuno).
Detto cazate? Chi è più bravo mi corregga nel caso.
Il narratore onnisciente, secondo me (qui mi allargo), può avere un suo perchè se, di fatto, diventa un personaggio del testo. Se ha un suo carattere, una sua esistenza (anche se virtuale), è appunto uno dei personaggi e quindi ha una sua giustificazione.
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Re: MavaffanPOV

18/09/2013, 10:43

Come rimanere nel PdV del personaggio? Ti piazzi dentro la tua testa, o sulla sua spalla se non hai accesso ai suoi pensieri, con la tua mente mentre scrivi, e dici solo quello che lui vede e/o pensa. Tutto il resto, nisba. Col cinema è più facile: la telecamera ce l'hai in mano, mica la puoi prestare a un altro. Con la scrittura devi simulare questa cosa.
Se stacchi, è come spegnere la telecamera e girare un'altra scena. Ti fermi, metti il putno, cambi capitolo e si ricomincia.
Se no, lo fai in fase di revisione. Mentre rileggi stai a vedere se qualcun altro, oltre che parlare e agire, pensa: niet! A un certo punto qualcuno che non è lui scrive qualcosa dicendo cose che lui non sa o che non vede: nein!
Devi essere un po' tedescoide in questo. Ma vedrai che paga. Il lettore ti seguirà in maniera più fluida.
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Re: MavaffanPOV

18/09/2013, 11:54

Aggiungo:
a volte ci sono vere e proprie scivolate di POV, involontarie e superflue. Siamo nel punto di vista di un personaggio e incrocia un passante, i due stanno camminando scrivendo sms. Si urtano leggermente. "Ops scusa" dice il presonaggio principale. "Scusa un cazzo" pensò l'altro allontanandosi. Ne ne poteva più della gente che popolava il mondo. E poi si torna al protagonista.
A volte per arricchire un testo, per renderlo più accattivante ci viene da mettere pensieri di personaggi totalmente superflui. Il lettore in quel momento uscirà da dentro il personaggio principale per entrare qualche secondo in un personaggio di cui non conosce niente. Che senso ha? Nessuno. Il lettore si sentirà disinteressato a quei pensieri, oltretutto si sentirà disorientato per essere entrato in una testa di cui non sa niente (magari si chiede pure: perché il lettore mi ci ha messo, evidentemente più avanti questo personaggio avrà importanza?).

Poi, invece, ci sono le macro scelte. Decidere qual'è il POV principale, quando passare al POV di un personaggio secondario non marginale o dentro a un antagonista.
Ma il punto di vista dei personaggi è obbligatorio usarlo, altrimenti racconti fatti, stai scrivendo un articolo di cronaca, per intenderci.
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Re: MavaffanPOV

18/09/2013, 21:44

Visto che sto meditando sui pov, mi sono andata a rileggere il racconto originale di ognibonus e le revisioni.

Come lettrice non mi hanno dato nessun fastidio le parti in cui avete segnalato il cambio di pov. Non ho sentito stacchi, non mi sono fermata nella lettura, non mi ha dato l'impressione di essere confuso e, dovendo rispondere alla domanda
chi è il personaggio principale?
direi senza dubbio l'astronauta.

Nel racconto (scusa se ti uso come esempio, ognibonus) c'erano alcune parti che, sempre da lettrice, non ho trovato scorrevoli e mi hanno intralciato nella lettura, ma non quelle con il cambio di pov.

Quello che volevo chiedere è questo: le osservazioni sono frutto di un ragionamento a posteriori o il cambio di pov è saltato subito all'occhio come una cosa fuori posto?

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Re: MavaffanPOV

19/09/2013, 8:31

ANATREEEMA!
Qualcuno osa mettere in dubbio le sacre regole della bona scrittura?
Lo sapete come io intervenga poco in codesto mondo terreno, ma per santa Maria del Fiore, quando si passa il segno, l'è il momento di scendere dal sacro paradiso dei vati e venire a portare monito.

Scherzo. Aspetta che torno me...
Spacca, bro'!

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Re: MavaffanPOV

19/09/2013, 9:07

...eccomi.

Punto interessante.
Dico la mia, poi Black e Yukie daranno la versione più ufficiale.
Come sempre, nell'arte non ci sono regolamenti, punteggi, arbitri e falli. Ci sono tecniche e suggerimenti.
A meno che tu non scriva: "Cara Uga. Quando riceverai la mia pistola, se tu fosti intelligente non ti sarei bisogno il dirtelo: lo capestri da sola." Non è che fai un errore. Le tecniche servono per rendere la narrazione più efficace, quindi in ultima analisi più bella. Puoi scrivere quel che ti pare, però il testo risulterà (dovrebbe) meno efficace. Se stai a sentire gli americani, ti dicono quali e quanti personaggi usare, dove mettere i colpi di scena, come scrivere un finale.

Il punto è interessante perché pone il dubbio: ma se non stona, cosa me ne frega di seguire questa (o una) regola?
E rispondo alla domanda: io, personalmente, le osservazioni che ho fatto sul PdV le ho fatte più a ragionamento che per stonature. Sono peccati veniali, quelli nel testo di Ognibonus, ma mi son sentito di segnalarli. Anche perchè la correzione, se così vogliamo chiamarla, è banale, spesso basta cambiare poche parole. Ci sono casi in cui i peccati sono più gravi.

Ultimamente, quando esamino un testo, cerco di usare un mix di cose: lo leggo sentendo se scorre, se fila, se c'è qualche guaio. Prima cosa, più importante. Poi guardo i difetti con la logica, considerazioni molto meno importanti, tuttavia da fare.

Poi siamo tutti neofiti. Impariamo le tecniche, per prima cosa, i suggerimenti di chi ci è passato prima. Tempo per sperimentare e superare i limiti li avremo quando saremo Picasso. ;)

Ma non correggiamo Cara Uga. Fa ridere così.
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Re: MavaffanPOV

19/09/2013, 9:14

Cerco di risponderti senza aver letto il racconto di Ognibonus (che leggerò quanto prima).
Hai mai visto Elephant di Gus Van Sant?
Guardalo!
Cosa fa il regista? Prende un fatto: alcuni ragazzi studiano e realizzano un massacro a scuola. Un fatto vero, se non mi sbaglio è la stessa strage di Columbine di cui aveva fatto un altro docu-film Michael Moore.
In Elephant il regista sceglie di raccontare le ore precedenti al massacro attraverso il POV di tanti e tanti personaggi. Fa rivedere le stesse scene da diversi punti di vista (addirittura lasciato un personaggio lo si rivede attraverso gli occhi di un nuovo personaggio, insomma la storia torna sempre indietro e capita che i personaggi si incrocino). Ogni personaggio ci fa vedere con i propri occhi la scuola, uno è appassionato di fotografia, uno di baseball ecc... Poi ci porta nel POV dei ragazzi che architettano la strage. Li fa entrare a scuola armati fino ai denti e ci fa vedere, dagli occhi dei "cattivi" i personaggi precedenti che scappano, che muoiono, che si salvano per un pelo ecc...
In quel modo non ha raccontato un fatto alla maniera di Moore. Lui ci ha messo lì. Ci ha fatto vivere pezzi di vita di quei personaggi e ci ha fatto empatizzare. Ci ha fatto piangere quando uno di loro, che ci stava particolarmente simpatico, è stato crivellato di colpi. La scena del massacro, se non ricordo male, invece è tutta vista dal punto di vista di chi usa le armi.
La stessa storia poteva essere raccontata in mille altri modi. Poteva essere raccontata attraverso il POV dei "cattivi" da inizio a fine. Poteva essere raccontata attraverso il POV di un solo personaggio principale. O di un professore.
Insomma lui cambia POV raccontando tante micro storie, riavvolgendo il nastro del tempo, poi mette tutti i personaggi in scena. E' una scelta. Una scelta di come vuoi raccontare una cosa, di che taglio vuoi dargli, di quali emozioni vuoi suscitare nello spettatore (io ho pianto per alcuni di loro).

In un racconto corto fai le stesse scelte. Come la vuoi raccontare la storia? Da quale punto di vista? Cosa vuoi suscitare nel lettore? Di quali dei personaggi vuoi creare empatia forte?
Se Ognibonus ha cambiato POV con cognizione di causa va bene. Se è passato a raccontarci i pensieri di personaggi che entrano ed escono di scena può non essere una buona scelta. Che ti abbia o meno disturbato forse non è il punto. Il punto è: lui è riuscito a farti vivere le emozioni che voleva suscitare in te?
Oppure facendoti uscire dal personaggio principale e facendoti entrare in un secondo poi in un terzo e magari un quarto, tu, pur non sentendoti a disagio, non sei riuscita ad arrivare dove l'autore cercava di portarti?

Dopo leggo il racconto e magari lo commento.
Spero di non aver detto cose ovvie o di averti annoiato!

Edit: rispondo prima di aver letto quello che ti ha appena scritto Mas.
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Re: MavaffanPOV

19/09/2013, 9:16

Questo argomento è forse quello più difficile nella scrittura (creativa): mentre si è assorti con la trama e i personaggi non ci si accorge quale POV ci stia o ci stia meglio.
Mentre si rilegge forse non salta all'occhio e mentre si rivedono le cose spesso è la razionalità o le nozioni tecniche che prendono il sopravvento sulla fantasia guidandola tra le parole scelte o quelle da scegliere.
Quando si scrive, l'autore è di fatto onnisciente poiché l'estro, l'idea o lo schema sono nella sua testa. Poi nei dettagli sta il diavolo e ci si ritrova che l'idea era buona, ma non è resa nel modo migliore.
Recentemente ho letto un testo che riportava dei fatti visti a posteriori da due o tre personaggi diversi. Lì è chiaro che la prospettiva è diversa poiché le sensazioni di uno sono le impressioni dell'altro.
Nei testi comuni questo si mischia spesso e volentieri nel racconto dei fatti da parte del narratore esterno e quindi meno facilmente individuabile dal lettore tipo.
A volte sono inezie, a volte proprio lì sta l'originalità del raccontare. Sta alla sensibilità di editor e autore trovare il punto giusto...
Questione di allenamento e di spirito di iniziativa.
L'importante non è aver vissuto,ma vivere.
Mai visto un vaso rotto che si ricomponga da solo
Anche l'erba, se calpestata, diventa sentiero.
L’artista è sempre vanitoso: non si vende, non fa quel che si vende e a volte non vende nemmeno quel che fa.

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Re: MavaffanPOV

19/09/2013, 18:29

Ehilà, ho sollevato un polverone!

Sto cercando di capire qualcosa dei pov e mi pareva una buona idea vedere gli errori degli altri (è molto più facile vedere quelli degli altri che i propri).
Visto che non ho visto niente nel racconto di ognibonus, mi sono chiesta se ho proprio un grosso problema perchè mi è sfuggita una cosa lampante o se, nel caso specifico, tanto lampante non è.

Perciò ho fatto quello che faccio sempre quando ho dei dubbi o non capisco: ho chiesto.
Se voglio provare a migliorare devo prima capire cosa devo migliorare e a che punto mi trovo.

Tutto qua.

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