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Ognibonus
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Domanda: Avverbi e uso del passato

06/02/2013, 11:44

Ciao a tutti. Ho un paio di domande da sottoporre alla ciurmaglia.
Prima di tutto chiedo scusa per la mia ignoranza, ma ci sono alcune cose che non ho capito e chiedo aiuto a voi.

Prima domanda: come mai, almeno da quello che ho letto, è quasi severamente vietato scrivere (in un racconto o in un romanzo) parole che finiscono in "mente"? Improvvisamente, contemporaneamente, ecc.
E anche usare un numero limitato di aggettivi o avverbi?
Se il racconto è avvincente, ci può stare, basta che non ci siano vistosi errori grammaticali e di sintassi. Credo.

Seconda domanda: i tempi verbali. A volte mi confondo con l'imperfetto, il trapassato, ecc. e faccio un gran mischione.
Navigando in internet ho trovato un sito di scrittura creativa che dice che bisogna usare imperfetto e trapassato prossimo insieme oppure passato remoto e trapassato remoto insieme. Io a volte mischio il tutto.

Scusate la banalità delle domande.
Ciauuuu
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gazza998
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Re: 2 domande

06/02/2013, 12:30

Allora, non è vietato usare avverbi. Diciamo che è consigliato limitarne l'uso visto che appesantiscono il ritmo e spesso creano frasi ridondanti.
Secondo me specie adesso che la gente si sta abituando a internet e a diversi tempi di lettura, anche la narrativa dovrebbe essere meno ricca di parole e più di contenuti.

Sui tempi verbali è meglio dare una omogeneità, per non spiazzare il lettore, ma devo dirti che io scrivo a "orecchio" per cui non ci sto molto a pensare, basta che quando rileggo non mi stoni. Poi per piccole sbavature esiste sempre l'editor per fortuna :lol:
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Re: 2 domande

06/02/2013, 12:31

Per la prima domanda, Yukie ci risponde a pagina 2 in questo argomento: http://pescepirata.it/aspiranti_scrittori/viewtopic.php?f=99&t=1822&start=10


Per la seconda non so proprio come risponderti, faccio sempre dei pastrocchi con il tempo dei verbi. :?
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Re: 2 domande

06/02/2013, 13:26

Sull'uso dei verbi ricordo che era stato aperto un post sul tema ma non saprei dive andarlo a ripescare :? , prova a guardare tra i vecchi post.
Come dice Gazza gli avverbi si possono usare ma vanno dosati altrimenti appesantiscono il testo. Se lo leggi a voce alta, troppi avverbi stonano.
Anche gli aggettivi posso essere usati con con moderazione altrimenti tolgono potenza al racconto.In un saggio dove racconta come scrive le sue storie (On writing, Autobiografia di un mestiere), Stephen King, a proposito della protagonista di Misery non deve morire, dice:
'La vediamo passare attraverso pericolosi cambi di umore, ma ho cercato di non scrivere mai frasi esplicite
come: Quel giorno Anna era depressa, forse con inclinazioni suicide. Oppure: Quel giorno Anna sembrava
particolarmente felice. Se sono io a dovervelo dire, ho perso.'

Poi quando scirvo largheggio con gli aggettivi in un modo stucchevole, ma nella revisione spariscono quasi tutti (quasi), anzi, mi autano a usare altre parole, insomma, sostituisco l'aggettivo con una frase, di solito un'azione.
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Re: 2 domande

06/02/2013, 13:53

Ognibonus ha scritto:Prima domanda: come mai, almeno da quello che ho letto, è quasi severamente vietato scrivere (in un racconto o in un romanzo) parole che finiscono in "mente"? Improvvisamente, contemporaneamente, ecc.
E anche usare un numero limitato di aggettivi o avverbi?


Allora, questo è uno di quei punti che fanno scannare narratologi, scrittori, editor, lettori e anche innocenti e poveri passanti.
L'uso di avverbi e aggettivi, soprattutto nell'ultimo periodo che vede tutti un po' più consapevoli dello "Show, don't tell" anche a livello conscio, va limitato. Mi spiego.
Gli avverbi appesantiscono, ma il loro problema non è solo questo. Gli avverbi sono imprecisi e spesso vengono usati male. Mi è capitato di leggere di qualcuno che scappava velocemente da qualcosa, come se fosse possibile scappare lentamente, quindi diventano precisazioni di cui si può fare a meno. Sono vaghi perché "lentamente" non è qualcosa che si può quantificare universalmente. Lentamente come un bradipo? Una tartaruga? Rispetto a cosa? A Usain Bolt? Flash?
Scrivere una frase del genere: "Giorgio riempì lentamente la valigia, pensando a come ogni oggetto gli ricordava Clara" genera un tipo di reazione nel lettore, la cui fantasia viene lasciata allo stato brado e s'immagina un lentamente in base a come farebbe lui (cosa che uno scrittore non dovrebbe fare. Il direttore d'orchestra dirige l'orchestra, non lancia lo spartito al pubblico). Se invece viene mostrato Giorgio che prende un libro, lo guarda, lo gira, lo apre, lo sfoglia, lo annusa, pensa che quel libro gliel'ha regalato Clara al loro secondo appuntamento e lo mette in valigia, si siede guarda la valigia piena a metà, sposta una maglia, etc. il lettore si accorge che Giorgio sta lavorando con lentezza.
Ovviamente anche questo discorso non è universale e dipende dalle esigenze di trama, ma in generale gli avverbi vengono limitati.
Per gli aggettivi: dipende.
Se si sta scrivendo narrativa di genere si tenderà a usare pochi aggettivi, perché gli aggettivi precisi sono pochi e raramente ne servono troppi per delineare qualcosa. Se invece si sta scrivendo literary fiction, la Grande Letteratura, si troveranno anche trenta aggettivi uno dietro l'altro.

Ognibonus ha scritto:Seconda domanda: i tempi verbali. A volte mi confondo con l'imperfetto, il trapassato, ecc. e faccio un gran mischione.
Navigando in internet ho trovato un sito di scrittura creativa che dice che bisogna usare imperfetto e trapassato prossimo insieme oppure passato remoto e trapassato remoto insieme. Io a volte mischio il tutto.


I tempi verbali sono un po' una spina nel fianco per chiunque, ma in generale: scrivi come ti viene. I tempi verbali sono molto più facili da sistemare in secondo momento come dice gazza. L'importante è che i tempi verbali siano uniformi all'interno di frase/paragrafo.
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Re: 2 domande

06/02/2013, 13:55

Sull'uso del passato avevo scritto questo, prova a vedere se trovi qualcosa di utile.
viewtopic.php?f=11&t=965

Cmq di solito si abbinano due tempi, uno perfettivo e uno imperfettivo (mi pare di ricordare).
Insomma per gli sfondi, quindi per raccontare il contesto della scena si usa l'imperfetto (la casa sulla collina dominava tutto il territorio, dalle finestre si vedeva la città e anche parte della pianura). Per i fatti invece o si usa il passato remoto o il passato prossimo (abbinati all'imperfetto dello sfondo). Marco sentì un rumore alle spalle e si girò di scatto. Oppure, Marco ha sentito un rumore e si è spaventato. Sia il remoto che il p. prossimo descrivono fatti puntuali, conclusi e quindi servono per raccontare gli eventi.
Poi si aggiungono anche questi 2:
Per i flash back, quindi per fatti antecedenti alla narrazione principale si usa il trapassato (il mese prima Marco aveva visto un ladro aggirarsi intorno a casa). Per fatti futuribili rispetto alla narrazione si usa condizionale passato: Se avesse installato l'allarme sarebbe stato molto più tranquillo.

Questo di norma, poi c'è chi si sbizzarrisce. Per sbizzarrirsi bisogna avere buona padronanza.
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Re: Domanda: Avverbi e uso del passato

06/02/2013, 14:52

Aneddoto sugli avverbi: mi ero incaponito di scrivere un romanzo senza nessun avverbio. Progetto impossibile, mollato dopo poche pagine. Non so se sia una mia forma mentis. Di contro se mi capita un romanzo che in una pagina ha 5 avverbi (ce ne sono diversi) mi infastidisco alla lettura.

Andando off topic sullo show don't tell sopra citato: secondo me è fondamentale per caratterizzare un personaggio e fare in modo che il lettore lo immagini in modo più vivido.
Per cui sono da evitare frasi esplicite che suggeriscono.
Per esempio scrivere:
Carlo Benzina era un alcolizzato
non rende per niente.
Scrivere: Carlo Benzina stava tornando a casa dopo aver bevuto dieci spritz
invece funziona, perché il lettore si fa l'idea che il personaggio sia un ubriacone.
Il discorso vale ancora di più per i cattivi: dire che un personaggio è cattivo non rende. Fargli fare cose moralmente abbiette sì (sgozzare un gatto, picchiare un bambino, rubare in chiesa, ecc.ecc.ecc.)
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Re: Domanda: Avverbi e uso del passato

06/02/2013, 14:58

gazza998 ha scritto:Fargli fare cose moralmente abbiette sì (sgozzare un gatto, picchiare un bambino, rubare in chiesa, ecc.ecc.ecc.)


Tu in questo sei il nr 1!
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Re: Domanda: Avverbi e uso del passato

06/02/2013, 23:34

Grazie a tutti. Siete stati molto utili.
"Con la nostra immaginazione possiamo andare ovunque." (Brian Jacques)

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Re: Domanda: Avverbi e uso del passato

07/02/2013, 0:14

Black Bart ha scritto:
gazza998 ha scritto:Fargli fare cose moralmente abbiette sì (sgozzare un gatto, picchiare un bambino, rubare in chiesa, ecc.ecc.ecc.)


Tu in questo sei il nr 1!


sono rimasto traumatizzato da lorena bobbit :lol:
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