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Black Bart
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Rapporto Editor-Autore, aspetti psicologici e tecnici.

03/05/2011, 15:54

Parlando con editor professionisti e dalle esperienze maturate nel forum di pescepirata.it e non solo, ho pensato fosse utile accendere i riflettori sui ruoli dei protagonisti dell'editing: l'editor stesso (o più editor nel caso di editing collettivo) e l'autore.

Quasi sempre L'editing provoca malumori tra le due figure, ci sono risvolti psicologici molto importanti ed è necessario il dialogo e il rapporto umano molto stretto. Entrambe le cose vanno oltre alle questioni tecniche.

Spesso il lavoro dell'editor non viene accettato, anzi viene visto come una violenza fatta sul testo, come un voler tarpare le ali alla creatività dell'autore. Al suo genio. "Chi sei tu per tagliare parole dal mio testo?"
D'altra parte l'editor è restìo a capire le ragioni, anche sentimentali, che legano l'autore al proprio testo, si aspetta ovazioni ai propri interventi da parte dello scrittore.
Se da una parte l'autore si sente ferito nel proprio estro creativo, l'editor si sente incompreso, gli sembra di aver perso tempo con qualcuno che non ha nessuna intenzione di ascoltare i suoi "preziosissimi" suggerimenti.

E' un classico, non ci si deve stupire, nè spaventare.

Se conoscete editor che lo fanno di professione vi racconteranno che finisce spesso a insulti.
Naturalmente se l'autore è un emergente e pubblica per Einaudi sarà più difficile che si opponga in modo chiuso all'editor della casa editrice, perchè questo precluderebbe la pubblicazione. Della serie: se ti va bene segui i consigli dell'editor altrimenti ci sono altri editori a cui puoi rivolgerti.
Ma gli editor di case editrici così importanti sono davvero dei fenomeni nel loro lavoro, quindi la cosa è anche comprensibile. E tollerabile.

Tornando ai ruoli vorrei parlare del ruolo dell'editor, di come dovrebbe porsi nel fare il lavoro.

L'editor è uno strumento al servizio del testo. Iniziando il proprio lavoro deve il più possibile spogliarsi del proprio stile, dei propri gusti e della propria personalità.
Il suo unico scopo deve essere quello di migliorare il testo laddove ci siano delle lacune (e ci sono sempre).
Deve approcciarsi al testo con distacco (cosa che l'autore non può avere).
Come se fosse un correttore automatico.
Non fraintendete: non applica mere regolette, certo che ci mette la sua personalità ma la mette in secondo piano rispetto al testo non essendone lui l'autore.
Il suo lavoro non deve incidere in modo vistoso nè sulla comprensione del testo nè sulla forma.
Anzi, al contrario, deve dare chiarezza a frasi contorte che possono essere fraintese.

Apro una prentesi: spesso l'autore nel comunicare qualcosa lo scrive in modo incomprensibile. Magari usa una costruzione di frase contorta e il significato è chiaro solo a lui in quanto ce l'ha già in testa. Non ha bisogno di leggerla, sa benissimo ciò che vuole dire con quella frase. L'editor deve comprendere ciò che l'autore vuole dire e semplificare la frase per renderla chiara. Questo quando necessario.

Poi l'editor non deve nemmeno incidere in modo palese sulla forma. Non deve dare la sua impronta, non deve trasmettere il proprio stile, il proprio modo di scrivere. Mai!
L'editor se lavora su un testo ultra descrittivo non deve renderlo un testo modernista. Non deve stravolgere lo stile dell'autore.
Cercando di pulire le frasi sovraccariche, le deve rendere solo più fluide quando necessario, le deve rendere leggibili quando non lo sono. Toglie il superfluo che è dannoso al ritmo e alla comprensione. Alla lettura. Ma non trasforma lo stile.

E l'editor deve cercare di porsi in modo costruttivo e diplomatico. Deve far comprendere quanto il suo sia stato un lavoro di "ottimizzazione" del testo, suggerendo alternative e cercando di essere propositivo. Mai deve porsi come un correttore di errori, come un giudicatore, come un professore.

Ora il ruolo molto delicato dell'autore che si fa editare.

L'autore che fa editare un proprio testo deve rispettare il ruolo dell'editor. Se è maturo sa che tutti i testi che vengono pubblicati subiscono editing.
Sa che l'editor sta facendo un lavoro anche duro e dispendioso, al fine di rendere il testo migliore.

I servizi di editing a pagamento variano da circa 1-2 euro a cartella a Euro 200,00 (Esclusa IVA 20%) ogni 50 mila battute fino a 1800-2000 euro a romanzo (fonte il web).

Nel valutare il lavoro svolto dell'editor deve cercare di mettere il più possibile da parte l'ego. Deve cercare di fidarsi di un occhio esterno che, in quanto tale, riesce a vedere cose che lui non vede più.
Deve prendere l'editing come un processo fisiologico in cui vede il proprio testo maturare piuttosto che esserne stravolto.

Non deve accettare in toto tutto ciò che l'editor gli propone o gli corregge. Ha ancora il veto autoriale su ogni cosa. Ma deve rapportarsi in modo civile e costruttivo, discutere con l'editor delle questioni che non lo convincono magari contro-proponendo una terza versione a lui più congeniale e rivolgersi all'editor in un modo collaborativo del tipo: "non sono convinto, tu cosa ne dici se cambio in questo modo?"
L'autore non deve essere chiuso nel difendere tutte le parole originali in modo testardo.
Quando rilegge il testo deve cercare il più possibile di non pensare a cosa era prima, dove e cosa è stato cambiato, deve valutare se il testo così come lo sta leggendo gli piace o no.

E' sempre gradito ringraziare l'editor per il lavoro svolto, specie se fatto in maniera gratuita.

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Re: Rapporto Editor-Autore, aspetti psicologici e tecnici.

29/06/2011, 9:48

vero vero ... in alcuni degli editing che ho fatto qui mi sono tenuto in punta di piedi ma mi rendo conto che è inutile
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Re: Rapporto Editor-Autore, aspetti psicologici e tecnici.

30/07/2011, 15:28

Utile. Grazie :)
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Il romanzo si legge d’un fiato, i personaggi escono fuori benissimo e i dialoghi sono perfetti. Mi dispiace quasi che sia corto, ne avrei letto un altro po’!
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Re: Rapporto Editor-Autore, aspetti psicologici e tecnici.

20/10/2011, 18:34

Hai toccato una questione secolare. Sono d'accordo con quello che dici... un bravo editor non stravolge lo stile della narrazione, ma cerca di rendere il testo scorrevole e funzionale, ripulendo i concetti contorti. Ma siamo esseri umani. Non oso immaginare, in una qualsiasi casa editrice, gli scontri tra "prime donne", sopratutto se si va a toccare il testo di un autore affermato. Mi hai fatto tornare alla mente la "questione Carver", che tanto soffrì nel rapporto con il suo editor, tanto da arrivare a definirlo macellaio. Ho trovato un bell'articolo di Freccero che riassume la faccenda:

http://marcofreccero.wordpress.com/2011 ... te-dolore/

Nonostante situazioni estreme, come quella probabilmente riguardante Carver, Freccero, giustamente, conclude dicendo:
"L’editor è l’occhio e lo stomaco che si incarica di dire la verità allo scrittore. Non se ne può fare a meno."
Parole sante. E il segreto è, a mio avviso, in un' unica parola: professionalità.
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Re: Rapporto Editor-Autore, aspetti psicologici e tecnici.

28/10/2011, 15:27

Riportiamo quello che per noi dovrebbe essere LA BASE di un rapporto autore-editor, basato cioè sul rispetto; potrete denotarlo dal dialogo instauratosi tra i due loschi individui che possiamo definire l'antitesi del rapporto tra "prime donne" come ci suggerisce Bazinga.

bruno ha scritto:
gazza998 ha scritto:ci tengo molto a sapere la tua opinione, perché credo che il mio romanzo non sia nelle tue corde come genere e stile... o sbaglio?


il genere mi piace (qual è?) ;)
anche se il tuo Claudio Martini è un po' cresciutello, credo di poter far rientrare il romanzo nella categoria che ha ospitato libri molto belli (penso a Il giovane Holden, Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Bassotuba non c'è...) in cui il dialogo interiore dei giovani protagonisti, ironico, caustico, a tratti disincantato, trasfigura una realtà tutto sommato anonima e deprimente
ciò che fa apprezzare le opere che ho citato è la continuità, la capacità dell'autore di mantenere sempre alta la dose di umorismo che inietta nella vita quotidiana
le parti meno riuscite dei tuoi capitoli, secondo me, sono quelle in cui la lente dell'ironia/autoironia si appanna, lasciando fastidi, tic, voglie e problemi nella forma che tutti noi conosciamo per esperienza diretta, quindi poco interessanti se vissute e raccontate da un'altra persona
è difficile avere il 'fiato' per reggere un tono leggero e denso al tempo stesso per tutto un romanzo, ma hai dimostrato di avere i numeri per riuscirci
sostanzialmente penso che dovresti contare meno sul talento che sai di possedere e di farti di più il mazzo, sia in scrittura che nell'osservazione di quello che ti circonda ;)



gazza998 ha scritto:Grazie mille per il giudizio. Mi permetto di dissentire solo su una cosa: non ho così tanto talento, il romanzo è stato riscritto 3 volte e credo che non bastino ancora. Hai ragione, hai focalizzato in maniera perfetta i problemi da migliorare.
Devo smettere di ossessionarmi sul fatto di comunicare qualcosa con i moralismi spicci di Claudio e cercare di farli emergere da soli. Non è facile. Adesso proverò a rivederlo alla luce del tuo giudizio, cercando di evitare quelle sacche di normalità che stonano nello sviluppo della storia. Magari mi rileggo i romanzi che hai consigliato, e vediamo di trarne insegnamento.
Sull'osservazione me lo dice sempre anche mia moglie...
Ancora grazie! Pescepirata number one!


in realtà i due hanno iniziato una faida familiare che seguiremo qui solo su PescePiratA.it
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Re: Rapporto Editor-Autore, aspetti psicologici e tecnici.

28/10/2011, 15:39

Voi non ve ne siete accorti ma ho già fatto partire la macchina del fango con i fotomontaggi su Black Bart e adesso farò uscire il dossier su Bruno. Poi dopo aver convinto Anne a cedermi le sue azioni di pescepirata tentandola con due zampine di porceddu inizierò la scalata al forum e il mondo sarà mio!! :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted:
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Re: Rapporto Editor-Autore, aspetti psicologici e tecnici.

28/10/2011, 15:59

questo è un'istantanea presa mentre sto facendo editing
la vespa mi ricorda qualcosa

ranxerox.jpg
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Anne Bonny
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Re: Rapporto Editor-Autore, aspetti psicologici e tecnici.

28/10/2011, 16:19

:lol: devo capire ancora chi tra voi due sia più folle
Quando mangio, bevo acqua. Quando bevo, bevo vino!
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Re: Rapporto Editor-Autore, aspetti psicologici e tecnici.

28/10/2011, 17:03

bruno ha scritto:questo è un'istantanea presa mentre sto facendo editing
la vespa mi ricorda qualcosa

ranxerox.jpg

cosa stai editando? zac
Newt: perchè ci dicono che i mostri non esistono?
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Re: Rapporto Editor-Autore, aspetti psicologici e tecnici.

30/10/2011, 19:44

Prevedo fiumi di sangue e colpi bassi (nelle zone basse?)! Ahahahaha! zac
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