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Sollucchero
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Re: Editing o non Editing, ma soprattutto COME EDITARE

17/04/2011, 19:49

"Stavo per fare quel passo decisivo quando, in quello stesso istante, arrivò verso di noi con passo ginnico, stremato, dinoccolato, un cavaliere a piedi (come allora si diceva), con l'elmo rovesciato in mano, come Belisario, e poi in più tremante e tutto imbrattato di fango, il viso ancora più verdastro di quello dell'altro portaordini."

Tanto per citare qualcuno.
Celine e il romanzo è viaggio al termine della notte

Basta aprire a caso una pagina e questo è un esempio di quello che si potrebbe trovare, eppure in, un modo tutto suo, è scorrevole, non capita, mentre leggi, di pensare che gli aggettivi utilizzati sono troppi, ognuno di essi è utile allo scopo.
"Trovati un po' di rock and roll alla radio e vai verso tutta la vita che c'è con tutto il coraggio che riesci a trovare e tutta la fiducia che riesci ad alimentare.
Sii valoroso, sii coraggioso, resisti.
Tutto il resto è buio."
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Re: Editing o non Editing, ma soprattutto COME EDITARE

17/04/2011, 22:55

Ok... Celine però non è il massimo della fluidità... io ogni sera dovevo tornare indietro di 3 pagine per ricordarmi dove ero arrivato! Come dire: se lo leggi a letto spesso vai avanti senza aver capito niente. Infatti a metà non sono riuscito a terminare. Il libro non la notte.
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Anne Bonny
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Re: Editing o non Editing, ma soprattutto COME EDITARE

18/04/2011, 10:13

Stiamo entrando in un discorso di gusti e infatti è giusto: quando si diceva che lo scrittore deve comunicare al SUO pubblico-lettore, lo fa conoscendo i gusti di chi lo segue (ecco uno dei motivi per cui non possono esistere regole-standard per tutti).

Non solo, ma probabilmente è il racconto stesso per come si svolge a fornirci l'andamento.
In un altro topic ho fatto l'esempio di Q dei wu ming, racconto che si svolge in maniera veloce; in un altro romanzo-saggio dei precursori Luther Blisset però l'andamento è più riflessivo che dinamico e infatti troviamo più aggettivi.

Per fare un esempio tra i racconti del forum: da alk non mi aspetto troppi aggettivi, lui è veloce e compulsivo (alk è un complimento :) ); mentre da bruno sì perché il suo (per ora) unico racconto è riflessivo

ad esempio (ma è solo un esempio, quindi non fossilizziamoci solo su questo) il divano grande e rosso, mi presentava una situazione che era quella di un hotel decadente di antichi fasti (ormai un ricordo), il rosso mi dava l'idea della maggior parte degli hotel "di lusso" che usano il rosso-cardinalizio, il grande evidenzia l'opulenza ostentata; un po' come i nobili decaduti che insistono pateticamente a volere il titolo nobiliare.

Il discorso aggettivi poi è solo un aspetto, siamo concentrati su aggettivi, ma c'è altro, mi riferisco anche a descrizioni più o meno dettagliate etcetc.

Credo da quello che sto capendo del lavoro di editing che come già detto, non esistono regole rigorose (a parte quelle grammaticali, ma anche lì... se vogliamo raccontare con dei regionalismi forseforse), l'unica regola è quella di applicare il metodo Stanislavskij (giusto per evocare nuovamente il Grande GianMaria) e immergersi sia nello stile dell'autore, sia nella trama e sia nei lettori.
Aggiungo, come scritto nei primi post: ovviamente il fatto che lo scrittore comunichi, deve essere comprensibile!
il risultato dev'esser chiaro, scorrevole, leggibile
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Re: Editing o non Editing, ma soprattutto COME EDITARE

18/04/2011, 11:18

Errata Corrige: Q è a firma Luther Blisset
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